AGGIORNAMENTI
Cerca
Attualità
31 Gennaio 2026 - 09:37
Oltre la malattia, dentro la vita. Quando il cancro ferma il tempo, ma non spegne la forza di vivere
Oggi non è una giornata come le altre. Non è una data da calendario, non è una ricorrenza formale. Oggi è una giornata che parla di vita, quella vera, nuda, fragile e potentissima allo stesso tempo. Parla di dolore, di paura, ma soprattutto di speranza. E lo fa attraverso una storia che potrebbe essere quella di chiunque.
È la storia di una persona che pensava di avere solo un piccolo disturbo, un dolore destinato a passare. Una di quelle cose che si liquidano con leggerezza, rimandando magari una visita, senza troppa preoccupazione. Poi arriva quella parola. Una parola che non lascia scampo, che ti si pianta addosso come un macigno: cancro. In un attimo il mondo si ferma. Il tempo si spezza. Il respiro si accorcia. La paura arriva senza fare rumore, ma taglia in profondità. È la paura dell’ignoto, della sofferenza, della morte.
Fino al giorno prima c’erano sogni, progetti, una pensione appena iniziata, la libertà finalmente conquistata, mille idee per il futuro. Nel giro di poche settimane tutto cambia. Il sogno si trasforma in incubo. E ti ritrovi davanti al nemico più temuto, quello che non avevi mai messo in conto, quello che pensavi capitasse sempre agli altri.
Eppure, proprio lì, nel punto più buio, succede qualcosa.
Dentro quella paura nasce una forza nuova. Una forza che non sapevi di avere. Una forza che non viene dai muscoli, ma dal profondo dell’anima. È una forza silenziosa, ostinata, che ti rimette in piedi quando pensavi di non farcela. Riprendi fiato, stringi i denti, guardi avanti. E decidi che sì, vuoi vivere.
Perché la malattia può colpire il corpo, ma non può prendersi tutto. Non può rubare la mente. Non può cancellare i sogni. Non può togliere la dignità. E soprattutto non può spegnere la speranza, se scegli di difenderla.
Durante le terapie cambia lo sguardo sul mondo. Le priorità si ribaltano. La felicità smette di essere qualcosa di lontano, di grandioso, di eccezionale. Diventa concreta, quotidiana. È una piccola vittoria dopo l’altra. Sono due passi sotto casa. È una giornata senza dolore. È il sole che illumina le montagne al mattino. È un sorriso inatteso. È il semplice fatto di esserci.
Si scopre che vivere oggi è già una vittoria.
Nel percorso della malattia incontri persone straordinarie. Uomini e donne che camminano nella tua stessa tempesta. Con loro condividi silenzi, paure, speranze. Con loro impari una verità che nessun libro può insegnare: questa battaglia la può capire davvero solo chi la combatte. E in quella condivisione nasce una fratellanza profonda, fatta di sguardi che parlano più delle parole.
Poi arriva quel giorno. Il giorno in cui i medici ti dicono che le terapie hanno funzionato. Che le metastasi si sono fermate. È un momento che non si dimentica. Ti senti un sopravvissuto. Uno che poteva non esserci più. Uno che ha ricevuto una seconda possibilità.
Nulla è garantito, lo sai. Le cure continuano, il futuro resta fragile. Ma cambia tutto. Perché capisci che ogni giorno è un dono. E che va vissuto bene, fino in fondo. Senza sprecarlo.
Si impara a vivere così: un giorno alla volta, un sorriso alla volta, un respiro alla volta. Perché la vita non è ciò che ci accade, ma il modo in cui scegliamo di affrontarla.
La malattia porta via certezze, ma regala consapevolezza. Porta via l’illusione di controllare tutto, ma dona l’eternità dell’istante presente. Toglie l’idea di essere invincibili, ma restituisce la verità più profonda: la forza dell’essere umano.
Perché nessuno è il proprio tumore. Gli uomini e le donne sono volontà e pensiero, sono speranza, fede, ostinazione. Finché c’è un cuore che batte, una mente che sogna e un’anima che crede, nessuna malattia può avere l’ultima parola.
Non bisogna mai perdere la speranza. Non bisogna mai smettere di lottare. Non bisogna mai smettere di credere in se stessi. Non bisogna mai perdere la voglia di vivere. Mai.
Perché ogni giorno vissuto è già una vittoria.
E ogni vita, davvero, è un miracolo.
Edicola digitale
I più letti
LA VOCE DEL CANAVESE
Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.