Cerca

Attualità

Biglietteria chiusa a Settimo Torinese: polemiche e problemi per pendolari e utenti

Danneggiamenti ai sistemi elettronici, servizio provvisorio e ora la chiusura definitiva che riaccende polemiche e problemi per pendolari e utenti

Biglietteria chiusa a Settimo Torinese

Biglietteria chiusa a Settimo Torinese: polemiche e problemi per pendolari e utenti

La stazione ferroviaria di Settimo Torinese questa mattina si è presentata ai pendolari con un’immagine diversa dal solito e tutt’altro che rassicurante: la saracinesca della biglietteria abbassata, gli spazi interni ridotti, nessun presidio fisico a cui rivolgersi. Una situazione che arriva a poche ore di distanza dall’atto di vandalismo avvenuto la sera del 28 gennaio, quando un uomo in evidente stato di alterazione ha devastato parte dello scalo ferroviario, danneggiando i monitor delle biglietterie elettroniche e le vetrate della sala d’attesa.

Un episodio rapido ma violento, avvenuto in pochi minuti, sufficiente però a rendere inutilizzabili i sistemi di vendita automatica dei biglietti. Le telecamere di videosorveglianza hanno ripreso l’intera azione, permettendo ai Carabinieri, intervenuti con due volanti, di individuare e fermare l’uomo poco dopo. Un intervento tempestivo che ha evitato ulteriori danni, ma che non è bastato a impedire le conseguenze che oggi si riversano direttamente sugli utenti.

Nelle ore immediatamente successive al vandalismo, RFI e Trenitalia avevano attivato un servizio provvisorio di biglietteria, una soluzione tampone per garantire la continuità del servizio ferroviario in attesa del ripristino dei sistemi elettronici danneggiati. Una risposta emergenziale, pensata per contenere i disagi. Ma la situazione, a quanto segnalato questa mattina, sembra essersi ulteriormente aggravata.

Dalla stazione di Settimo sono infatti arrivate numerose segnalazioni che parlano di chiusura definitiva della biglietteria, con tanto di fotografie che mostrano chiaramente la saracinesca abbassata nelle prime ore della giornata. Nessuna indicazione chiara per l’utenza, nessun presidio umano visibile, solo cartelli informativi e l’invito implicito a rivolgersi ai canali digitali o ad altre stazioni. Una scelta che, se confermata, rischia di trasformare un atto vandalico isolato in un problema strutturale per centinaia di pendolari.

La stazione di Settimo Torinese non è uno scalo secondario. Ogni giorno è attraversata da lavoratori, studenti, anziani, persone con difficoltà motorie o scarsa familiarità con i sistemi digitali. Per molti, la biglietteria fisica rappresenta ancora un punto di riferimento essenziale, non solo per acquistare un titolo di viaggio, ma anche per ricevere informazioni, assistenza, supporto in caso di ritardi o soppressioni.

La chiusura della biglietteria, anche se formalmente motivata da ragioni tecniche o di sicurezza, solleva interrogativi pesanti. È legittimo che un atto vandalico, per quanto grave, produca come effetto collaterale la scomparsa di un servizio pubblico? E soprattutto, quanto pesa questa scelta sulle fasce più fragili dell’utenza, che spesso non hanno alternative immediate?

Il vandalismo della sera precedente aveva già acceso un riflettore sul tema della sicurezza negli scali ferroviari, soprattutto nelle ore serali. L’uomo ha agito indisturbato per diversi minuti, colpendo ripetutamente strutture e monitor, in uno spazio che dovrebbe essere presidiato e protetto. Ora, però, il focus si sposta su un altro fronte: quello della gestione delle conseguenze.

Le immagini della saracinesca abbassata sono diventate rapidamente il simbolo di una situazione che va oltre il singolo episodio. Per molti utenti, la chiusura appare come l’ennesimo passo verso una progressiva desertificazione dei servizi nelle stazioni medio-piccole, dove l’automazione prende il posto della presenza umana, spesso senza un adeguato periodo di transizione.

Gli accertamenti sul vandalismo proseguono per definire con precisione l’entità dei danni e le responsabilità penali dell’uomo fermato. Resta però aperta la questione del ripristino e, soprattutto, delle scelte future. La biglietteria riaprirà dopo la riparazione dei sistemi danneggiati o la chiusura è destinata a diventare permanente? E quali misure verranno adottate per evitare che episodi simili possano ripetersi?

Al momento, da parte dei gestori non sono arrivate comunicazioni ufficiali in grado di chiarire i tempi e le modalità di un eventuale ritorno alla normalità. Nel frattempo, i pendolari fanno i conti con file improvvisate, difficoltà nell’acquisto dei biglietti e un senso diffuso di abbandono. Un disagio che si somma a ritardi, soppressioni e a una percezione di insicurezza che il vandalismo ha reso ancora più evidente.

La stazione di Settimo Torinese, oggi, racconta una storia fatta di vetri rotti, schermi spenti e una saracinesca chiusa. Ma racconta anche di un equilibrio fragile, in cui basta un gesto violento per far emergere tutte le criticità di un sistema che, senza presidi e investimenti adeguati, rischia di lasciare indietro proprio chi dovrebbe servire.

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori