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29 Gennaio 2026 - 17:42
La Pro Loco di San Francesco al Campo cambia guida ma non cambia passo. Anzi, rilancia. La serata di mercoledì 28 gennaio, ospitata nel centro socio-culturale di piazza San Francesco d’Assisi, ha segnato un momento di passaggio significativo per una delle realtà associative più radicate e riconoscibili del paese. All’ordine del giorno c’erano due snodi fondamentali: l’approvazione del bilancio dell’anno appena concluso e l’elezione del nuovo direttivo chiamato a guidare l’associazione nel triennio 2026-2029, dopo le dimissioni del presidente Giuseppe Bonicatto.
Un cambio di testimone che avviene nel segno della continuità, ma che porta con sé anche un rinnovamento nella struttura e nelle prospettive. A essere eletto presidente è Pietro Martinetto, figura già ben conosciuta all’interno della Pro Loco, chiamato ora a raccogliere un’eredità definita dallo stesso neo-presidente “importante” e non priva di complessità. Accanto a lui, il nuovo assetto prevede due vicepresidentesse: Chiara Garbolino, già vice nel precedente consiglio e quindi elemento di continuità operativa, e Martina Candelo, che entra nel ruolo con l’obiettivo di rafforzare il lavoro di squadra.
La gestione economica resta saldamente nelle mani di Daniela Rivetti, confermata tesoriera, mentre la segreteria viene affidata ad Arianna Reale. Un equilibrio tra conferme e nuovi ingressi che si riflette anche nella composizione del consiglio direttivo, dove continuano a operare soci storici come Emanuele Garbolino, Marisa Martinetto, Roberto Martino, Roberto Gerotto, Ezio Massa, Fiorella Ballesio, Fabio Mazzone e Noemi Castagneri, affiancati da due new entry, Davide Francone e Marco Celli, chiamati a portare energie e punti di vista nuovi.
Un ruolo particolare è stato riservato alla funzione di revisione dei conti, affidata a tre figure che rappresentano, per storia e impegno, una vera colonna portante dell’associazione: Giuseppe Bonicatto, Luciano Possio e Sergio Colombatto. Pur non facendo parte del nuovo direttivo, resteranno soci attivi e fondamentali, garantendo continuità, memoria e supporto nei passaggi più delicati dell’organizzazione.
Il clima che emerge dal rinnovo non è quello di una semplice riorganizzazione interna, ma di una comunità associativa consapevole del proprio peso nel tessuto sociale del paese. Lo dice con chiarezza il neo-presidente, nelle parole pronunciate a margine dell’elezione: «Un’associazione fondamentale per il paese, di cui era impossibile fare a meno. È una carica impegnativa, soprattutto in virtù dell’eredità che ricevo. Ringrazio chi mi ha preceduto per l’ottimo lavoro svolto e per la fiducia in questo passaggio di consegne che si annuncia complesso ma allo stesso tempo ricco di novità ed energia». Una dichiarazione che restituisce il senso di responsabilità, ma anche l’ambizione di un nuovo corso.
Tra gli obiettivi dichiarati c’è una Pro Loco sempre più aperta e inclusiva, capace di parlare anche alle nuove generazioni. «La Pro Loco vuole essere sempre più accogliente, in particolare un luogo in cui anche i giovani possano trovare un proprio spazio per vivere il proprio paese in maniera inedita», ha sottolineato Martinetto, indicando una direzione chiara: rafforzare il ruolo dell’associazione non solo come organizzatrice di eventi, ma come spazio di partecipazione e appartenenza.

Non a caso, il primo atto del nuovo consiglio direttivo, condiviso con tutto lo staff, è stato quello di fissare una data che per San Francesco al Campo è molto più di un appuntamento in calendario: la tradizionale festa del cavallo, in programma nel weekend del 28 maggio. Un evento identitario, che richiede una macchina organizzativa complessa e un dialogo costante con l’amministrazione comunale. Ed è proprio sul rapporto con il Comune che il nuovo presidente ha voluto mettere l’accento, parlando di una collaborazione necessaria e strategica: «In questo senso sarà ora necessario confrontarci e lavorare insieme al Comune per definire congiuntamente il programma, proprio questa collaborazione sarà essenziale per la buona riuscita delle feste e di tutte le attività proposte, siamo certi di ricevere da amministratori e dagli uffici il supporto di cui necessitiamo».
Parole che raccontano una visione precisa del ruolo della Pro Loco: non un soggetto isolato, ma un attore centrale nel sistema culturale e sociale del paese, capace di fare da ponte tra cittadini, volontariato e istituzioni. Il rinnovo del direttivo diventa così l’occasione per riaffermare una missione che va oltre l’organizzazione di eventi, toccando la costruzione di relazioni, la cura delle tradizioni e l’apertura a nuove forme di partecipazione.
In un contesto in cui le associazioni locali faticano spesso a trovare ricambio e nuove energie, la scelta di San Francesco al Campo appare come un segnale controcorrente: continuità senza immobilismo, rinnovamento senza rotture. Un equilibrio delicato, affidato ora al nuovo direttivo, chiamato a dimostrare che la Pro Loco può restare un punto di riferimento vivo, capace di tenere insieme memoria e futuro, identità e cambiamento.
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