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29 Gennaio 2026 - 17:35
Novara si prepara a cambiare volto, almeno per un giorno, e a farlo davanti alle telecamere. Lunedì 2 febbraio la città ospiterà le riprese di una nuova serie televisiva prodotta da Cross Productions e Rai Fiction, realizzata sul territorio con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte, che ha attivato la propria rete regionale coinvolgendo direttamente il capoluogo gaudenziano. Le macchine da presa entreranno nel centro storico, interessando alcune delle vie più riconoscibili e simboliche della città, da via Antonelli a via San Gaudenzio, da via Negroni a via Bescape’, fino a via Cairoli e via dei Gautieri. Non una comparsata marginale, ma una presenza strutturata, che conferma Novara come spazio urbano capace di dialogare con il linguaggio dell’audiovisivo contemporaneo.
L’arrivo di una produzione televisiva nazionale non è mai un fatto neutro. Porta con sé una trasformazione temporanea dello spazio pubblico, un’organizzazione logistica complessa, un’interazione tra troupe, cittadini e istituzioni. Ma soprattutto attiva un meccanismo più profondo: quello della rappresentazione. Una città che diventa set entra in un racconto che la supera, si offre allo sguardo di un pubblico più ampio, si misura con l’immaginario collettivo. È un passaggio che riguarda la cultura, ma anche il costume e la percezione sociale dei luoghi.
Su questo punto insiste l’assessore regionale alla Cultura Marina Chiarelli, che lega esplicitamente la presenza della serie televisiva a una strategia di lungo periodo. «Novara protagonista di una produzione televisiva nazionale è un risultato che unisce orgoglio e visione – dichiara –. L’audiovisivo è uno strumento straordinario di promozione culturale e territoriale: ogni set porta lavoro, competenze, visibilità e crea un racconto contemporaneo dei nostri luoghi. Come Regione continuiamo a investire su un sistema che mette in rete città, produzioni e professionalità. Grazie al lavoro di Regione, Film Commission e alla collaborazione con le istituzioni locali, stiamo costruendo un sistema culturale e creativo che mette insieme territori, professionalità e imprese».
Le parole dell’assessore restituiscono una fotografia chiara di ciò che oggi rappresenta il comparto audiovisivo per il Piemonte. Non più un settore episodico, legato a singole produzioni di prestigio, ma un’infrastruttura culturale diffusa, capace di generare economia, occupazione qualificata e visibilità. Il lavoro della Film Commission Torino Piemonte negli ultimi anni ha consolidato una rete che va oltre Torino e che coinvolge città medie, borghi, aree meno battute, offrendo alle produzioni scenari diversi e alle comunità locali un’occasione di apertura.

L'assessore Marina Chiarelli
In questo quadro, Novara non arriva per caso. La città ha caratteristiche urbane che si prestano alla narrazione televisiva: un centro storico compatto, riconoscibile, attraversato da stratificazioni architettoniche che dialogano con epoche e stili differenti. Girare tra via San Gaudenzio e via Cairoli significa muoversi in uno spazio che racconta una storia, che restituisce un’identità visiva forte senza bisogno di artifici. È una qualità sempre più ricercata dalle produzioni seriali, attente non solo alla funzionalità dei set ma alla loro capacità di diventare personaggi.
Il valore di queste scelte, sottolinea ancora Chiarelli, non si esaurisce nella singola giornata di riprese. «Questa produzione è un’opportunità concreta per Novara e l’intero Piemonte – conclude –. Ogni produzione che sceglie il Piemonte rafforza il nostro posizionamento come terra di cinema, cultura e creatività». Una dichiarazione che chiama in causa anche il futuro, perché ogni set lascia tracce: relazioni professionali, conoscenza dei luoghi, reputazione.
Per Novara, l’arrivo della troupe rappresenta un passaggio simbolico e pratico insieme. Da un lato c’è l’impatto immediato sulla città, con strade interessate dalle riprese, residenti che assistono al lavoro sul set, curiosità e partecipazione. Dall’altro c’è un tema più ampio, che riguarda il ruolo di Novara nel panorama culturale regionale. Essere scelta come location significa essere riconosciuta come città in grado di accogliere produzioni complesse, di garantire servizi, collaborazione istituzionale, contesti urbani credibili.
Negli ultimi anni Novara ha cercato di ridefinire il proprio posizionamento, muovendosi tra tradizione e contemporaneità, tra patrimonio storico e nuove forme di racconto. L’audiovisivo, in questo senso, diventa un alleato potente. Non solo perché mostra scorci e architetture, ma perché inserisce la città in una narrazione che parla a pubblici diversi, spesso lontani dal territorio. Una serie televisiva, soprattutto se destinata a una rete nazionale come la Rai, costruisce familiarità, genera riconoscimento, alimenta curiosità.
C’è poi un aspetto meno visibile ma decisivo: quello delle professionalità locali. Ogni produzione che arriva attiva collaborazioni, richiama maestranze, coinvolge servizi, crea occasioni di lavoro e di formazione. È un processo che contribuisce a rendere il territorio meno periferico e più connesso ai circuiti culturali nazionali. In questo senso, Novara non è solo sfondo, ma parte attiva di un sistema che cresce.
La giornata di riprese di lunedì 2 febbraio sarà quindi molto più di un evento isolato. Sarà il segno di una città che entra nel racconto contemporaneo attraverso le immagini, che si presta a essere interpretata, osservata, immaginata. Un passaggio che riguarda il presente, ma che guarda lontano, dentro una strategia regionale che vede nell’audiovisivo non una vetrina occasionale, ma uno strumento strutturale di cultura, identità e sviluppo.
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