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La neve che mancava da anni travolge il Cuneese: due metri in quota e Limone Piemonte torna irriconoscibile

Dopo inverni avari di fiocchi, il manto bianco ricopre di nuovo borgate e pendii oltre quota 1.400

La neve che mancava da anni travolge il Cuneese

La neve che mancava da anni travolge il Cuneese: due metri in quota e Limone Piemonte torna irriconoscibile

Le immagini arrivano dal Cuneese e sembrano appartenere a un’altra epoca, quando l’inverno era sinonimo di neve abbondante e paesaggi completamente imbiancati. Nel pomeriggio di mercoledì 28 gennaio, il giornalista Federico Mellano ha documentato la situazione sopra Limone Piemonte, nella zona di Limonetto, a circa 1.400 metri di altitudine, restituendo uno scenario che negli ultimi anni era diventato sempre più raro nel pieno della stagione invernale.

Nella borgata, dopo l’ultima nevicata copiosa, il manto nevoso ha raggiunto fino a un metro e mezzo di spessore al suolo. Una quantità significativa, soprattutto se rapportata a una serie di inverni segnati da scarso innevamento, temperature spesso superiori alla media e stagioni sciistiche vissute tra difficoltà e adattamenti forzati. In poche ore, l’ultimo fronte perturbato ha depositato fino a 45 centimetri di neve fresca, cambiando radicalmente il volto del territorio.

Salendo di quota, il dato diventa ancora più impressionante. A Limone Pancani, a 1.885 metri sul livello del mare, la stazione nivometrica di Arpa Piemonte ha registrato 202 centimetri di neve al suolo, oltre due metri di accumulo. Numeri che riportano alla memoria gli inverni più generosi del passato e che rappresentano una boccata d’ossigeno non solo per il turismo montano, ma anche per le riserve idriche, dopo stagioni segnate da siccità e scarsità di precipitazioni nevose.

Il ritorno di un innevamento così consistente nel cuore dell’inverno assume un valore che va oltre l’impatto visivo. Per le località alpine del Cuneese, la neve è una risorsa economica fondamentale, ma anche un elemento chiave per l’equilibrio ambientale. Il manto nevoso accumulato in quota alimenta le falde e i corsi d’acqua nei mesi successivi, contribuendo a mitigare gli effetti delle estati sempre più calde e secche.

Negli ultimi anni, proprio la zona di Limone Piemonte era diventata simbolo delle difficoltà legate al cambiamento climatico. Inverni brevi, nevicate irregolari e spesso concentrate in pochi episodi avevano messo in crisi il comparto turistico e modificato profondamente il paesaggio. Le immagini di questi giorni, al contrario, restituiscono un territorio che sembra aver ritrovato, almeno temporaneamente, la sua fisionomia invernale tradizionale.

Le previsioni meteorologiche aggiungono un ulteriore elemento di interesse. Nei prossimi cinque-sette giorni non si esclude l’arrivo di nuove nevicate, che potrebbero incrementare ulteriormente gli accumuli già rilevanti. Uno scenario che, se confermato, consoliderebbe una fase invernale finalmente all’altezza delle aspettative, dopo anni di incertezza e stagioni vissute con lo sguardo costante alle temperature.

Resta però la consapevolezza che episodi come questo, pur significativi, non cancellano le tendenze di fondo osservate negli ultimi decenni. L’alternanza tra lunghi periodi asciutti e singoli eventi intensi è ormai una caratteristica ricorrente del clima alpino. Proprio per questo, l’innevamento eccezionale registrato nel Cuneese viene letto anche come un segnale da osservare con attenzione, senza facili entusiasmi ma con la consapevolezza della sua importanza.

Per ora, Limone e le sue borgate si godono un paesaggio invernale pieno, fatto di tetti carichi di neve, boschi silenziosi e strade che riportano alla memoria immagini che sembravano appartenere al passato. Un inverno che, almeno per qualche giorno, è tornato a farsi vedere in tutta la sua forza.

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