La morte di Abanoub Youssef, 18 anni, accoltellato nei corridoi dell’Istituto Einaudi di La Spezia, ha segnato un punto di non ritorno nel dibattito sulla sicurezza nelle scuole italiane. A pochi giorni dall’omicidio, i ministri Giuseppe Valditara, titolare dell’Istruzione, e Matteo Piantedosi, ministro dell’Interno, hanno firmato una circolare che apre ufficialmente alla possibilità di utilizzare metal detector negli istituti scolastici, all’interno di un sistema di controlli graduati e concordati con le autorità di pubblica sicurezza.

GIUSEPPE VALDITARA, MINISTRO ISTRUZIONE
La circolare, rivolta in particolare alle articolazioni territoriali dei due ministeri, è finalizzata al contrasto dell’uso di coltelli tra i giovani e introduce un nuovo assetto operativo fondato sulla collaborazione stabile tra dirigenti scolastici, prefetti e questori. La misura potrà essere adottata su richiesta dei presidi, nell’ambito di interlocuzioni rese sistematiche con prefetture e questure.
Proprio a La Spezia, il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica ha già dato il via libera ai controlli con metal detector portatili all’esterno degli istituti scolastici. Una decisione maturata dopo l’omicidio di Abanoub, colpito a morte da un coetaneo e compagno di scuola, Zouhair Atif, armato di un coltello con una lama lunga oltre 22 centimetri, “affilato come un rasoio”, che in pochi istanti ha perforato milza, fegato e polmone del ragazzo, conosciuto da tutti come Aba.
In città, spiegano le autorità, la richiesta di maggiori controlli è diventata inevitabile. Ma l’operazione non è semplice: la normativa vigente non consente la perquisizione degli zaini degli studenti all’ingresso e l’ipotesi di installare metal detector fissi all’entrata delle scuole appare ormai tramontata. Da qui la scelta di rafforzare la presenza delle forze dell’ordine all’esterno degli istituti, anche con l’impiego di dispositivi portatili “qualora le circostanze lo richiedano a fini di sicurezza”.
È questa la conclusione raggiunta dal Comitato provinciale riunitosi in Prefettura alla presenza del Questore. Poco prima, il prefetto Andrea Cantadori aveva incontrato il direttore dell’Ufficio scolastico regionale della Liguria Antimo Ponticiello, la direttrice dell’Ufficio scolastico provinciale Giulia Crocco e la dirigente dell’istituto Einaudi-Chiodo Gessica Caniparoli, per fare il punto sulla situazione dopo l’omicidio.
Nel frattempo, un altro episodio ha ulteriormente alimentato l’allarme. A Luni, un ragazzo di 13 anni ha portato a scuola un coltello da cucina mostrandolo ai compagni di classe. Sono stati gli stessi studenti ad avvisare gli insegnanti, che hanno informato la dirigente scolastica. I carabinieri, intervenuti subito, hanno effettuato una perquisizione nell’abitazione del ragazzo, trovando il coltello descritto dai testimoni insieme ad altri simili. Il tredicenne, non imputabile per età, è stato comunque segnalato al Tribunale dei minori, dopo che lui e i genitori sono stati ascoltati in caserma.
La direttiva firmata da Valditara e Piantedosi chiarisce nel dettaglio quando e come potrà essere disposto l’uso dei metal detector. «Tenuto conto della delicatezza del tema e della necessità di un approccio quanto mai prudente ed equilibrato, in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza potrà valutarsi per gli istituti scolastici che presentino profili di criticità – come nel caso di comportamenti violenti all’esterno degli stessi, spaccio di stupefacenti, segnalati e reiterati atti di bullismo – secondo un livello di intervento crescente, la loro temporanea inclusione nei Piani di controllo coordinato del territorio e l’attivazione di controlli mirati», si legge nel documento.

MATTEO PIANTEDOSI, MINISTRO DELL'INTERNO
E ancora: «Nelle situazioni più gravi, previe intese e su richiesta dei dirigenti scolastici interessati, nel rispetto della normativa vigente e dei diritti fondamentali delle persone, potrà essere disposto l’impiego di strumenti di controllo agli accessi degli edifici, incluso il ricorso a dispositivi manuali di rilevazione di oggetti metallici, qualora ritenuto necessario per prevenire il possesso o l’introduzione di armi».
La circolare sottolinea anche che le modalità di utilizzo di questi strumenti saranno definite in riunioni tecniche dedicate presso le questure, con il coinvolgimento dei dirigenti scolastici, precisando che «l’attività di controllo resti affidata ai soli operatori di pubblica sicurezza, evitando ogni impropria partecipazione del personale degli istituti».
Un altro passaggio centrale riguarda il monitoraggio delle misure adottate. «Le iniziative messe in campo dovranno essere accompagnate da un sistema strutturato di monitoraggio che, in prospettiva, consentirà di verificare le ricadute delle stesse, valutandone l’impatto concreto e la rispondenza alle esigenze rilevate sul territorio», si legge ancora. Un sistema che servirà anche a «riconoscere tempestivamente eventuali criticità, sovrapposizioni o lacune negli interventi, nonché a valorizzare le buone pratiche emerse a livello locale».
Ai prefetti viene infine chiesto di trasmettere periodicamente al Ministero dell’Interno «informazioni sintetiche e strutturate sulle principali iniziative promosse, sugli strumenti di prevenzione e controllo adottati, sulle forme di collaborazione attivate con le istituzioni scolastiche e sugli esiti riscontrati in termini di riduzione dei rischi e rafforzamento della percezione di sicurezza».
La circolare si chiude con una riflessione di principio che segna la linea politica dell’intervento: «La scuola è il luogo dove si insegnano la cultura del rispetto e il contrasto di ogni forma di violenza. La formazione dei nostri giovani e il lavoro del personale scolastico devono inoltre poter avvenire in condizioni di assoluta sicurezza. La sicurezza è la condizione della autentica libertà».