AGGIORNAMENTI
Cerca
Attualità
27 Gennaio 2026 - 20:01
Bilancio regionale nel caos: Consiglio chiuso alle 17.30, seduta saltata e resa dei conti rinviata
Alle 17.30 la seduta si chiude. Non alle 22, come da calendario. Quattro ore e mezza di anticipo che pesano come un macigno sul Consiglio regionale del Piemonte, costretto a fermarsi e a rimandare tutto al giorno dopo. Altro che maratona di bilancio: il pomeriggio finisce con uno stop secco ai lavori, tra tensioni crescenti, accuse incrociate e un documento che, nel frattempo, cambia pelle.
Già dalla mattinata, però, il clima era tutt’altro che sereno. …Proprio nelle prime ore del giorno era infatti giunta la notizia che il nuovo Collegio dei Revisori dei conti aveva promosso il bilancio della Regione Piemonte, esprimendo parere positivo sulla manovra finanziaria per il triennio 2026–2028. Un via libera che riguardava la versione aggiornata del documento, giudicata congrua, coerente e attendibile, rispettosa degli equilibri economico-finanziari previsti dalla normativa e costruita – secondo i revisori – su criteri di legalità e trasparenza.
"Il Collegio insediatosi il 1° gennaio scorso - si legge in un comunicato - ha analizzato i documenti aggiornati attestando che la manovra recepisce le osservazioni tecniche precedenti, integra correttamente le risorse provenienti da Stato, Unione Europea e PNRR e adegua il quadro contabile agli aggiornamenti normativi intervenuti...".
Un parere che, nelle intenzioni della maggioranza, avrebbe dovuto spianare la strada all’approvazione finale del bilancio.
E invece accade l’opposto. Perché quello stesso parere positivo si fonda su un testo che gli stessi revisori definiscono "completamente nuovo rispetto a quello iniziale", ossia lo stesso bilancio che era stato bocciato dal precedente collegio, il cui mandato si è concluso a fine 2025. Un ribaltamento che ha fatto scattare l’altolà delle opposizioni e portato Pd, Avs, Movimento 5 Stelle e Stati Uniti d’Europa a interrompere i lavori.
Il nodo non è il giudizio dei revisori, ma il percorso che ha portato a quel giudizio. Le minoranze contestano di aver discusso per giorni un documento che, nel frattempo, è stato riscritto. Da qui la richiesta di fermare l’aula e di riportare tutto in commissione, pretendendo che l’assessore al Bilancio Andrea Tronzano illustri nel dettaglio le modifiche apportate.
«Non è possibile procedere con la discussione del bilancio in aula senza che lo stesso venga illustrato dall’assessore», scrivono in una nota congiunta Gianna Pentenero, Alice Ravinale, Sarah Disabato e Vittoria Nallo. Una presa di posizione netta, che respinge le accuse di ostruzionismo e ribalta la prospettiva: se oggi esiste un nuovo parere, sostengono, è perché le criticità sollevate dalle opposizioni erano reali e fondate.

Il metodo adottato dalla Giunta finisce così sotto accusa. Secondo le minoranze, quella andata in scena fino a oggi è stata una discussione al buio, condotta su dati che ora risultano superati. A pochi giorni dalla scadenza del 31 dicembre, l’unico elemento condiviso con il Consiglio era l’elenco delle cosiddette “richieste ineludibili”, mai formalizzato in un emendamento e giudicato del tutto insufficiente a rispondere ai rilievi tecnici dei revisori.
Nel frattempo, il Movimento 5 Stelle alza ulteriormente il tiro e va all’attacco sul merito del bilancio della Giunta Cirio. In una nota firmata dalla capogruppo Sarah Disabato e dai consiglieri Alberto Unia e Pasquale Coluccio, il documento viene definito privo di visione, scarno e incolore, incapace di bloccare l’aumento dei vitalizi per ex consiglieri ed ex assessori e lontano dalle esigenze reali dei cittadini piemontesi, a partire da sanità pubblica, lavoro, occupazione e sicurezza.
Dalla maggioranza, invece, il parere dei revisori viene rivendicato come una certificazione politica oltre che tecnica.
«Il parere positivo del Collegio dei Revisori – commenta Alberto Cirio – conferma che la manovra 2026–2028 è stata costruita su basi solide, nel rispetto dei criteri di legalità, equilibrio e trasparenza, come emerge anche dal giudizio della Corte dei Conti, che ha sempre parificato i nostri bilanci da quando governiamo il Piemonte».
Secondo il presidente della Regione, il giudizio del Collegio certifica un bilancio corretto, completo e orientato a garantire servizi, investimenti e sviluppo del territorio.
Sulla stessa linea l’assessore Andrea Tronzano, che prova a chiudere il fronte polemico. "Auspico che si possa chiudere qui il tempo delle polemiche strumentali", dichiara, sottolineando come il bilancio abbia superato il vaglio tecnico più autorevole previsto dall’ordinamento e come ora, a suo dire, si apra finalmente il confronto politico sulle priorità.
Ma il confronto, almeno per oggi, si ferma qui. La seduta che avrebbe dovuto chiudersi in serata termina invece nel pomeriggio, con il Consiglio regionale che rinvia tutto a domani mattina.
La partita si sposta in commissione, dove le opposizioni attendono spiegazioni puntuali prima di tornare in aula per la discussione definitiva. L’obiettivo della maggioranza resta l’approvazione entro venerdì, ma dopo una giornata chiusa con quattro ore e mezza di anticipo, una cosa appare evidente: il problema non è il tempo ...
Edicola digitale
I più letti
LA VOCE DEL CANAVESE
Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.