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Protezione civile, Lauriano si appoggia alla squadra A.I.B. di Casalborgone

Nel testo anche interventi su viabilità, informazione alla popolazione e gestione dei nidi di calabroni negli edifici comunali

Protezione civile, Lauriano si appoggia alla squadra A.I.B. di Casalborgone

Protezione civile, Lauriano si appoggia alla squadra A.I.B. di Casalborgone

Lauriano ha una squadra di Protezione Civile. E qualcuno dirà: era ora. L’amministrazione comunale della sindaca Mara Baccolla ha sottoscritto una convenzione con la Squadra A.I.B. e Protezione Civile di Casalborgone ODV, per svolgere sul territorio attività di monitoraggio, prevenzione e intervento in caso di criticità.

La sostanza è semplice: Lauriano sceglie di non improvvisare più, almeno sulla carta. La convenzione riconosce il ruolo dei volontari antincendi boschivi del Piemonte dentro la macchina della protezione civile, non solo quando c’è fumo nei boschi o acqua nelle case, ma anche nella normalità quotidiana che spesso prepara l’emergenza.

Dentro l’accordo ci sono compiti che raccontano bene che cosa significa “presidiare” un paese: controllo visivo delle situazioni sensibili, verifica della percorribilità delle strade, piccoli interventi di messa in sicurezza per ripristinare il passaggio, supporto nell’informazione alla popolazione, eventuali presìdi in caso di modifiche temporanee della viabilità in accordo con la polizia locale. E poi esercitazioni, pianificazione di eventi con impatto locale e presenza operativa quando serve.

La firma dell'intesa

Non è solo emergenza. La convenzione prevede anche attività molto pratiche e spesso ignorate finché non diventano problema: il recupero dei nidi di calabroni e insetti affini da edifici comunali – scuola, municipio e altri locali dell’ente – oltre a interventi di disinfestazione. In più, la squadra potrà contribuire alla manutenzione e pulizia della rete sentieristica, cioè quel territorio che d’estate si secca e d’autunno scivola, e che finisce sempre per chiedere attenzione quando ormai è tardi.

La sindaca Mara Baccolla lega questa scelta a un ricordo preciso: i giorni dell’alluvione. «Abbiamo avuto modo di apprezzare lo straordinario impegno delle Squadre A.I.B. e PC durante i drammatici giorni dell’alluvione», dice, sottolineando competenza, disponibilità e mezzi adatti a muoversi in spazi ristretti, fattore decisivo – spiega – per un intervento rapido. La convenzione, aggiunge, si inserisce accanto al nuovo Piano di Protezione Civile approvato a fine 2024, con l’obiettivo di costruire un sistema “rinnovato” e “efficace” in caso di calamità.

Dello stesso tono anche il caposquadra Giuseppe Vittone, che parla di una collaborazione resa finalmente strutturale: «Abbiamo aderito volentieri alla richiesta del Sindaco di rendere strutturato il rapporto di collaborazione», ricordando a sua volta l’impatto dell’alluvione dello scorso aprile sui paesi della collina.

Il punto, però, non è solo l’accordo tra Comune e volontari. È ciò che arriva dopo. Perché la protezione civile non è una targhetta, e nemmeno un documento. È una presenza reale, fatta di turni, formazione, esercitazioni e persone che rispondono quando gli altri scappano. Per questo il Comune invita i cittadini interessati a entrare nella squadra: ci si può rivolgere in municipio per informazioni e per compilare il modulo di adesione, che permetterà di partecipare alla formazione specifica, alle esercitazioni e alle attività di monitoraggio. Fino al prossimo temporale. O, facendo gli scongiuri, fino a nuova emergenza.

Il riferimento all’alluvione non è casuale. Ad aprile 2025 Lauriano è finita in piena emergenza come altri Comuni della collina: strade compromesse, fango, danni diffusi e una gestione che, nelle settimane successive, ha acceso una polemica pesante. In paese – e poi anche pubblicamente – si è parlato di ritardi, confusione operativa, cittadini lasciati a cavarsela da soli e di un coordinamento giudicato insufficiente.

In quel clima è emersa anche una criticità strutturale: Lauriano, di fatto, non disponeva di un gruppo comunale di Protezione civile capace di garantire una presenza costante e riconoscibile sul territorio nei momenti più delicati. Un vuoto che ha pesato nel racconto di quei giorni, diventando uno dei punti più contestati e divisivi.

È dentro quella frattura – tra emergenza vissuta e risposte percepite – che oggi va letta la scelta di formalizzare una collaborazione stabile con una squadra esterna: non come gesto simbolico, ma come tentativo di mettere ordine dopo un passaggio che ha lasciato strascichi e domande ancora aperte.

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