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Le Alpi tornano a parlare con i dati: nuove stazioni meteo in quota e nevicate record ridisegnano l’inverno piemontese

Dalla Valle Vigezzo alle Alpi del Cuneese, tecnologia e monitoraggi avanzati raccontano un ritorno della neve che non si vedeva da anni

Le Alpi tornano a parlare con i dati

Le Alpi tornano a parlare con i dati: nuove stazioni meteo in quota e nevicate record ridisegnano l’inverno piemontese

Le montagne piemontesi tornano a essere osservate speciali, non solo per lo spettacolo offerto dalle nevicate delle ultime settimane, ma per il salto di qualità nel monitoraggio meteorologico e nivologico che sta prendendo forma in alta quota. Un progetto che unisce tecnologia, territorio e sicurezza, e che segna un passaggio importante per la conoscenza e la prevenzione dei rischi legati alla montagna. A raccontarlo è Andrea Vuolo, meteorologo e volto noto della rete Meteo in Piemonte – Torino Meteo, attraverso una serie di aggiornamenti che restituiscono la fotografia di un inverno finalmente generoso, ma anche complesso da gestire.

Tre nuove stazioni meteorologiche di alta montagna sono entrate ufficialmente a far parte della rete regionale grazie alla collaborazione con la Commissione Valanghe e con l’Unione Montana della Valle Vigezzo, che hanno creduto nel progetto e ne hanno sostenuto l’installazione. Le centraline, modelli Davis di ultima generazione, sono state posizionate nel corso dell’estate e rappresentano un tassello strategico per il controllo dei fenomeni atmosferici in aree particolarmente sensibili.

Le nuove postazioni si trovano a Malesco, in località Loana a 1.250 metri, a Gurro, in località Alpone a 1.568 metri, e a Craveggia, in località Gabun a 1.867 metri. Non semplici strumenti di rilevazione: ogni stazione è dotata di sensore nivometrico e di telecamera 4K, elementi fondamentali per il monitoraggio dei pendii durante la stagione invernale, in un’area dove il rischio valanghe è una variabile concreta e costante.

Le centraline rientrano nel nuovo progetto “Stazioni Meteo per i Comuni del Piemonte”, un’iniziativa che nei prossimi mesi è destinata ad ampliarsi e che non è pensata solo per gli appassionati di meteorologia. I dati raccolti, infatti, diventano uno strumento utile per amministrazioni locali, protezione civile, operatori turistici e residenti, offrendo informazioni preziose in tempo reale su neve, vento, temperature e condizioni di instabilità.

Il valore di questa rete emerge con forza proprio in queste settimane, caratterizzate da nevicate abbondanti e diffuse. Dall’alta Val Casotto, al Bric Mindino a 1.879 metri nel territorio di Garessio, il panorama restituisce immagini di pendii carichi di neve dopo gli apporti significativi delle ultime perturbazioni. Una zona che, secondo le analisi, è destinata a essere tra le più interessate da nuovi eventi nevosi, con apporti localmente superiori ai 50 centimetri nel giro di poche ore.

Lo scenario si ripete sulle Alpi del Cuneese, dove l’inverno sta mostrando un volto che non si vedeva da tempo. Da Borgo San Dalmazzo lo sguardo abbraccia l’altopiano cuneese imbiancato dalla nevicata di sabato 25 gennaio, con accumuli di qualche centimetro arrivati fin nei centri urbani di Cuneo e Mondovì. Un segnale chiaro di come l’aria fredda sia riuscita a spingersi a quote insolitamente basse.

Ancora più evidente il quadro nelle valli del Pinerolese, dove la neve ha fatto la sua comparsa sotto i 500 metri di quota. A Villar Perosa, a 489 metri, il fondovalle della Val Chisone si è svegliato con 1–2 centimetri di neve umida, mentre a Pinerolo città sono state segnalate precipitazioni miste a pioggia. In quota, sopra i 1.200–1.400 metri, gli accumuli hanno raggiunto 20 centimetri in poche ore, confermando la rapidità e l’intensità dell’evento.

I numeri diventano ancora più impressionanti salendo di quota. Secondo il nivometro Arpa Piemonte di Pragelato, a 1.500 metri è ormai presente un metro di neve al suolo, mentre in alta Val Corsaglia, nella zona di Bossea a circa 1.600 metri nel territorio di Frabosa Soprana, le misurazioni parlano di 160 centimetri di neve già accumulati. E le previsioni indicano ulteriori 40–50 centimetri di neve fresca in arrivo in un arco temporale molto ristretto.

Un inverno così non si vedeva da anni, e se da un lato rappresenta una risorsa per il turismo e le riserve idriche, dall’altro impone attenzione, monitoraggio costante e strumenti adeguati. In questo senso, la nuova rete di stazioni meteo in quota assume un ruolo chiave: trasformare lo spettacolo della neve in dati affidabili, capaci di migliorare la sicurezza e la conoscenza del territorio.

Nuova stazione meteorologica

Bric Mindino - 1.879m s.l.m

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