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25 Gennaio 2026 - 22:28
Gli affreschi del '500 sulla parete esterna della cappella di Voragno
Nel freddo pomeriggio di sabato 24 gennaio, a Voragno non si è celebrata soltanto una ricorrenza religiosa, ma si è rinnovato il profondo legame fra gli abitanti e la memoria collettiva. La festa di San Sebastiano, appuntamento caro ai ceresini, è stata l’occasione per riportare vita attorno alla piccola cappella affacciata sulla strada per la Val d’Ala.
La cappella, amata dagli abitanti e conosciuta anche per i suoi affreschi della prima metà del Cinquecento, svolge un ruolo di riferimento per la comunità, capace di richiamare ogni anno chi a Voragno è nato o mantiene un legame affettivo profondo.
“È bello che si mantengano anche queste tradizioni minori”, ha sottolineato il sindaco Davide Eboli, ricordando come il merito di questa continuità sia soprattutto di alcune famiglie storiche della borgata. Sono i Bianco, i Poma, i Gallo e i Giacoletti che, con passione e costanza, si fanno carico dell’organizzazione, tramandando riti e usanze che rischierebbero altrimenti di perdersi. Un impegno portato avanti con passione anno dopo anno, che testimonia l’attaccamento alla propria frazione di origine.
Al termine della Santa Messa, celebrata da don Claudio Pavesio, la festa ha assunto toni semplici e autentici della convivialità. Un momento di socialità genuina, fatto di chiacchiere, sorrisi e ricordi, con una merenda condivisa e il fumante vin brulé che ha riscaldato l’atmosfera.
La celebrazione di San Sebastiano rappresenta una ricorrenza più raccolta rispetto alla festa estiva di San Lorenzo, copatrono della cappella, ma non per questo meno sentita. L’entusiasmo e la partecipazione hanno infatti dimostrato come questa tradizione, pur nella sua dimensione minore, continui a essere capaci di unire numerose persone.
L’Amministrazione comunale rivolge un ringraziamento collettivo a tutti coloro che hanno reso possibile il rinnovarsi di questa ricorrenza, in particolare alle famiglie che si sono occupate dell’organizzazione, a don Claudio per la sua disponibilità e a Gian Michele Cavallo per l’animazione musicale che accompagna questa e molte altre celebrazioni liturgiche del paese.
Un momento della Messa celebrata da don Claudio Pavesio
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