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25 Gennaio 2026 - 17:18
Coscritti in Municipio dopo la notte di festa: a Borgofranco la Costituzione passa di mano
Siamo a Borgofranco d’Ivrea, in uno di quei riti civili che resistono al tempo, alle mode e perfino alle notti brave. Qui i Coscritti non sono una parola da manuale di storia locale, ma un gruppo vero, rumoroso, giovane, che si prende sulle spalle – con orgoglio e un sorriso stanco – un passaggio simbolico importante: quello verso la cittadinanza piena.
Nel Municipio, nella sala consiliare, va in scena uno dei momenti più significativi. I coscritti si ritrovano per ricevere la Costituzione italiana, gesto semplice solo in apparenza, perché racchiude il senso profondo di appartenenza a una comunità e a una Repubblica fondata su diritti, doveri e responsabilità. Un passaggio che a Borgofranco non è mai scontato né trattato come una formalità.

La sala che li accoglie racconta da sola più di cento anni di storia: alle pareti sventolano le bandiere storiche delle classi dei coscritti, a partire addirittura dal 1897. Stoffe, colori, simboli che parlano di generazioni diverse, di epoche lontane, di giovani che ieri come oggi hanno varcato quella stessa soglia, magari con emozioni simili e qualche pensiero in testa in più.
E poi c’è il dettaglio che rende tutto ancora più autentico. La sera prima è stata festa vera, di quelle che finiscono tardi, per alcuni anche alle tre del mattino. Ma alle 8.30 in punto, eccoli tutti lì, “in divisa”, puntuali in Municipio. Un piccolo miracolo collettivo che strappa sorrisi, ma che dice molto: perché il divertimento può aspettare, la comunità no.
Tra strette di mano, applausi e parole istituzionali, il momento assume un valore che va oltre la cerimonia. È il passaggio di testimone tra chi ha custodito la memoria del paese e chi, da oggi, è chiamato a scriverne un nuovo pezzo. A Borgofranco d’Ivrea la tradizione dei coscritti non è folklore vuoto, ma un filo che tiene insieme passato e futuro, festa e impegno, leggerezza e senso civico.
E così, tra bandiere centenarie e giovani volti arrossati dalla notte appena trascorsa, la Costituzione cambia di mano. Non come un libro qualunque, ma come una promessa. Una promessa che, almeno per questa mattina, nessuno sembra intenzionato a prendere alla leggera.
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