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25 Gennaio 2026 - 14:41
Per il 2026 sono stati confermati Marco Raiteri nei panni di Gianduja e Tina Scavuzzo in quelli della Giacometta
Torino ha ufficialmente aperto il Carnevale 2026 con uno dei momenti più riconoscibili e identitari della tradizione cittadina: l’investitura di Gianduja e la presentazione della Giacometta a Palazzo Civico. Un rito pubblico e solenne che segna l’avvio del calendario carnevalesco e che, anche quest’anno, ha richiamato istituzioni, cultura popolare e memoria storica.
A fare gli onori di casa è stata l’assessora alle Politiche Giovanili ed Educative Carlotta Salerno, che ha accolto le maschere storiche sancendo formalmente l’inizio delle celebrazioni. Come vuole la consuetudine, la nomina è avvenuta con atto pubblico davanti al notaio, a sottolineare il valore ufficiale e simbolico dell’investitura, che a Torino non è semplice folklore ma parte integrante dell’identità civica.
Per il 2026 sono stati confermati Marco Raiteri nei panni di Gianduja e Tina Scavuzzo in quelli della Giacometta, una coppia ormai familiare al pubblico torinese e riconosciuta come custode di una tradizione che intreccia teatro popolare, storia cittadina e spirito ironico piemontese.
Alla cerimonia istituzionale è seguita una parentesi dedicata alla cultura popolare, con musiche e danze tradizionali eseguite dal gruppo folkloristico Ij danseur del Pilon, che ha trasformato la sala in uno spaccato di Piemonte d’altri tempi, evocando atmosfere, costumi e ritmi legati alle radici contadine e urbane della festa.
Spazio anche all’approfondimento culturale con un monologo dedicato alla figura di Gianduja, proposto dal direttore del Museo Gianduja di Grugliasco, Alfonso Cipolla, insieme all’attore Mario Brusa. L’intervento ha assunto un significato particolare perché inserito nel contesto delle celebrazioni per i cento anni dalla prima apparizione ufficiale di Gianduja, avvenuta il 20 febbraio 1926 e interpretata dal commendator Ernesto Pioda.
Maschera simbolo del Carnevale torinese e piemontese, Gianduja incarna da sempre l’anima popolare della città: arguto, ironico, profondamente legato al territorio e al suo celebre cioccolato, è una figura capace di unire satira bonaria e senso civico. Accanto a lui, la Giacometta completa la coppia, portando in scena un’immagine femminile vivace e partecipe, specchio di una comunità che nel Carnevale continua a riconoscersi.
Con l’investitura a Palazzo Civico, Torino rinnova così un rito che va oltre lo spettacolo e il divertimento, riaffermando una memoria collettiva che attraversa generazioni e aprendo ufficialmente il percorso che condurrà la città verso sfilate, eventi e appuntamenti del Carnevale 2026.
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