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Alta velocità bloccata a Firenze: navette e disagi, l’Italia si spezza in due

Interruzione per lavori al Ponte al Pino: circolazione sospesa fino alle 15 di domani

Alta velocità bloccata a Firenze: navette e disagi, l’Italia si spezza in due

Alta velocità bloccata a Firenze: navette e disagi, l’Italia si spezza in due

L’Alta Velocità si ferma a Firenze e l’Italia, per qualche ora, torna divisa in due. Alle 15 è scattato come previsto il blocco della circolazione ferroviaria nel tratto tra Campo di Marte e Rifredi, con navette sostitutive per permettere ai passeggeri di attraversare la città, prendere un secondo treno e proseguire il viaggio, anche se con tempi più lunghi.

Lo stop è legato ai lavori sul cavalcaferrovia di Ponte al Pino, dove nel pomeriggio è stata posata una passerella pedonale provvisoria. Nella notte sono previste le prove di carico, mentre la riattivazione della circolazione è fissata per domani alle 15.

A Campo di Marte la gestione è stata accompagnata da un ampio dispiegamento di volontari e personale di Trenitalia, Rfi e Ntv, impegnati a indirizzare i viaggiatori e a tamponare i primi disagi. Il primo treno dopo l’interruzione, in arrivo da Roma, è entrato in stazione con leggero anticipo ma su un binario diverso da quello comunicato, costringendo gli addetti a riorganizzarsi rapidamente.

“In tanti chiedono una conferma, più che informazioni vere e proprie. Pensavo peggio, evidentemente c’è stata una campagna informativa importante”, racconta un volontario dell’Associazione nazionale vigili del fuoco.

L’offerta dei treni è stata ridotta del 50% e la capienza contingentata, ma i passeggeri in viaggio sono risultati comunque molti meno del previsto. L’attesa per salire sui bus, però, si è svolta sotto la pioggia e soltanto dopo le 15 è stato montato un gazebo dalla Protezione civile. In teoria sulle navette sarebbe dovuto salire solo chi era in possesso di un biglietto Av, ma è arrivato poi il via libera anche per chi doveva fermarsi a Rifredi o prendere da lì un regionale. Alle 15.25, dei primi sei pullman diretti a Rifredi, ne è partito soltanto uno con una ventina di passeggeri a bordo.

“Era tutto programmato e non abbiamo avuto problemi, siamo scesi dal treno, la compagnia ci ha portato qui alla navetta e sembra tutto a posto”, spiegano due viaggiatori arrivati da Roma e diretti a Padova, anche se con “tempi più lunghi di un’ora e un quarto”. Diversa l’atmosfera per chi viaggia con coincidenze delicate: un passeggero chiede informazioni con tono agitato e poi si corregge, “è tutto chiaro, sono io agitato perché rischio di perdere un volo”, mettendosi in coda.

A pagare di più, come spesso accade, sono stati quelli meno informati: una coppia di anziani diretta in Valdarno dice di non sapere nulla dello stop. “Siamo arrivati da Losanna a Santa Maria Novella, da lì però niente treni e il bus ci ha lasciato lontani”, raccontano. I più spaesati restano i turisti, quasi tutti stranieri, diretti in centro: la navetta non era all’uscita della stazione ma a qualche centinaio di metri, e così sotto l’acqua si è formata una processione lenta di trolley. Qualcuno ha scelto invece di spostarsi tra le due stazioni in taxi.

Nel frattempo ha retto la viabilità cittadina, nonostante la partita Fiorentina-Cagliari in programma al Franchi: molti si sono mossi in anticipo oppure hanno preferito i mezzi pubblici.

Quello di questo fine settimana è, di fatto, una prova generale di quanto accadrà a luglio, quando il ponte al Pino dovrà essere sostituito: in quel caso la sospensione del traffico ferroviario avverrà con modalità simili, ma durerà sette giorni, divisi in due tranche.

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