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Due nuovi “Pulmini Amici” per il Canavese: il CISS38 rinnova la flotta

Un servizio per chi non può usare il trasporto pubblico e non ha supporto familiare. Nel 2024 e 2025 confermati 256 trasporti: disabili, anziani e adulti in difficoltà i principali destinatari

Due nuovi “Pulmini Amici” per il Canavese: il CISS38 rinnova la flotta

Due nuovi “Pulmini Amici” per il Canavese: il CISS38 rinnova la flotta

Il CISS38 rinnova il “Pulmino Amico” e mette in strada due nuovi mezzi per il Canavese. Non è solo un aggiornamento di flotta: è un pezzo concreto di welfare che si muove, ogni giorno, tra case, ambulatori, ospedali e uffici pubblici. Perché sul territorio la fragilità non è un concetto astratto: ha bisogno di ruote, di tempo, di volontari e di un servizio che non lasci nessuno bloccato nel punto esatto in cui la vita si complica.

La consegna ufficiale avverrà mercoledì 28 gennaio alle 15.30, nella sede del Consorzio in via Ivrea 100 a Cuorgnè, con la partecipazione di Presidenza e Direzione, amministratori locali, sponsor e soprattutto dei volontari che garantiscono quotidianamente gli accompagnamenti. Un momento pubblico, certo, ma anche un’occasione per ricordare che la mobilità, in certe condizioni, non è un dettaglio: è accesso alle cure, autonomia residua, possibilità di non sparire dal mondo.

Il progetto “Pulmino Amico” è pensato per chi non riesce a usare i mezzi pubblici e non ha una rete familiare su cui appoggiarsi. Persone anziane, cittadini con disabilità, adulti in difficoltà sociale, minori: un pezzo di comunità che spesso si regge su incastri delicati, dove basta un trasporto saltato per trasformare un problema pratico in un muro.

E i numeri parlano chiaro, perché quando un servizio funziona lo si vede nelle richieste e nella continuità. Nel 2024 i trasporti garantiti sono stati 256, dato confermato anche nel 2025, segno di una domanda stabile e di un bisogno che non si è “risolto” da solo col tempo. Nel dettaglio, il servizio ha coperto 117 trasporti per persone con disabilità, 61 per anziani, 57 per adulti in situazione di difficoltà e 5 per minori. Cifre che non raccontano solo corse, ma giornate rese possibili: visite mediche non rimandate, terapie raggiunte, pratiche svolte, isolamento ridotto.

Con i due nuovi mezzi l’obiettivo è chiaro: potenziare gli accompagnamenti e consolidare una rete che, sul Canavese, fa la differenza tra essere cittadini a pieno titolo o diventare invisibili. Perché la fragilità non chiede annunci: chiede continuità. E quando un consorzio investe su un servizio così, sta dicendo una cosa semplice ma non banale: che le persone vengono prima della comodità del sistema.

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