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CUP in tilt, la Regione dà la colpa all’influenza. Valle smonta la favola

Il vicepresidente della Commissione Sanità attacca Riboldi: “Spiegazioni deboli, problemi strutturali evidenti e un nuovo sistema annunciato mille volte ma mai partito. Nel 2026 il portale Salute Piemonte non può andare in crisi così”

CUP in tilt, la Regione dà la colpa all’influenza. Valle smonta la favola

Daniele Valle e Federico Riboldi

Il CUP va in tilt, il portale Salute Piemonte si blocca, le prenotazioni diventano un percorso a ostacoli e, come spesso accade, la colpa — secondo la Regione — sarebbe dell’influenza. Peccato che l’influenza, per quanto fastidiosa, non prenoti visite specialistiche né TAC, risonanze o esami complessi. E soprattutto non dovrebbe mandare in crisi un sistema digitale regionale che dovrebbe essere rodato da anni.

A dirlo senza troppi giri di parole è Daniele Valle, consigliere regionale del Partito Democratico e vicepresidente della Commissione Sanità, che il 23 gennaio 2026 ha presentato un’interrogazione a risposta immediata sul malfunzionamento del portale Salute Piemonte, l’infrastruttura digitale che ospita il CUP online regionale. Un sistema che, sulla carta, dovrebbe consentire ai cittadini di prenotare visite ed esami via web, app, numero verde e sportelli fisici, utilizzando ricette dematerializzate e accessi con SPID, CIE o Tessera Sanitaria. Sulla carta, appunto.

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“Le spiegazioni fornite dall’Assessore Riboldi sul malfunzionamento del portale ‘Salute Piemonte’ non sono soddisfacenti, anzi sono piuttosto deludenti. Attribuire il blocco del CUP online a un generico aumento delle richieste legato all’influenza è poco plausibile: da un’ondata influenzale non discendono esami specialistici o visite in quantità tale da mandare in crisi un sistema regionale. È evidente che ci siano problemi strutturali che la Giunta continua a sottovalutare” attacca Valle, mettendo nero su bianco ciò che molti cittadini sperimentano quotidianamente.

La versione ufficiale parla di un aumento del 50% delle chiamate al call center e di verifiche tecniche in corso. Ma, come sottolinea il consigliere regionale, non basta evocare numeri generici per spiegare un blocco prolungato di un servizio essenziale. “La risposta dell’Assessore che parla di un incremento del 50% delle chiamate e di verifiche tecniche in corso, non chiarisce le cause reali del blocco né indica tempi certi per il ripristino della piena funzionalità. I cittadini hanno diritto a sapere cosa non ha funzionato e perché. Non basta dire che si stanno aspettando relazioni dai fornitori: serve trasparenza, serve responsabilità, serve una gestione più seria di un servizio essenziale”.

E mentre il CUP regionale — accessibile tramite il portale Salute Piemonte, il sito CUP di Sistema Piemonte, l’app dedicata e il numero verde — arranca, la Regione invita gli utenti a rivolgersi a canali alternativi: farmacie, sportelli fisici, telefono. Una soluzione che suona quasi surreale nel 2026, soprattutto per anziani, lavoratori, persone fragili o residenti in aree meno servite. Il digitale doveva semplificare, non complicare.

C’è poi il grande convitato di pietra: il nuovo sistema CUP, annunciato più volte come la panacea di tutti i mali e mai entrato realmente in funzione. “È fondamentale ricordare che il nuovo sistema CUP, più volte annunciato dalla Giunta come soluzione definitiva ai problemi di prenotazione, non è mai entrato in funzione. L’attivazione del nuovo CUP, più volte annunciata e rinviata, è rimasta lettera morta. Oggi l’appalto è oggetto di contenzioso al TAR. È l’ennesima dimostrazione di una gestione confusa e inefficace” sottolinea Valle. Annunci, rinvii, comunicati rassicuranti e poi il silenzio. Nel frattempo, però, il vecchio sistema scricchiola.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: “Nel frattempo, migliaia di piemontesi hanno dovuto affrontare disservizi, impossibilità di prenotare visite e prestazioni, e un call center sovraccarico. La Regione invita a usare canali alternativi, ma il punto è che il portale deve funzionare. È uno strumento fondamentale, soprattutto per chi non può recarsi fisicamente in farmacia o restare ore al telefono. Non possiamo accettare che nel 2026 un servizio digitale così importante vada in tilt senza spiegazioni credibili”.

Un’accusa che va oltre il singolo disservizio e chiama in causa la credibilità stessa della gestione sanitaria regionale, in un momento in cui tempi di attesa, liste bloccate e difficoltà di accesso alle cure sono già temi esplosivi. “Ribadisco che continuerò a chiedere alla Regione di rendere pubbliche le relazioni tecniche, di indicare con precisione cosa non ha funzionato e di fornire un cronoprogramma chiaro per l’attivazione del nuovo CUP. I cittadini meritano risposte, non giustificazioni generiche” conclude Valle.

Insomma, mentre la Regione Piemonte invita alla pazienza e chiama in causa l’influenza, i cittadini continuano a fare i conti con un CUP che non cuppa, un portale che va a singhiozzo e un nuovo sistema promesso, annunciato e mai arrivato. E la sensazione, ancora una volta, è che la sanità digitale resti più uno slogan che un servizio realmente funzionante.

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