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La Voce degli Animali
22 Gennaio 2026 - 05:46
Merlino
Al rifugio di Nella, a Grosseto, ogni giorno è una corsa contro il tempo. I volontari dell’OIPA si prendono cura di tanti animali abbandonati, soprattutto gatti, molti dei quali arrivano in condizioni di salute precarie. Alcuni portano addosso i segni dell’incuria, altri convivono con patologie croniche. Tra loro c’è Merlino, un micetto di pochi mesi che ha già conosciuto il dolore, la malattia e ora anche la delusione di una ricaduta.
Merlino è stato trovato quando era ancora piccolissimo, abbandonato e bisognoso di cure immediate. Fin dai primi accertamenti veterinari è emerso un quadro difficile: il micetto è affetto da FIP, una patologia grave che colpisce più frequentemente i gatti randagi, i cuccioli e gli animali più fragili. Una diagnosi che pesa come un macigno, soprattutto quando riguarda una vita appena iniziata.
La FIP, purtroppo, non ha una cura definitiva. È una malattia che spesso lascia poche speranze, ma che oggi può essere contrastata con farmaci in grado di alleviarne i sintomi e migliorare la qualità della vita. Per Merlino, questo ha significato iniziare un percorso terapeutico impegnativo, fatto di attenzioni quotidiane, controlli costanti e somministrazioni regolari.
Gli Angeli blu di Grosseto, come vengono chiamati i volontari OIPA, hanno deciso di non arrendersi. Per lui hanno avviato una terapia con un nuovo farmaco, finalmente legalizzato in Italia nel 2025, che rappresenta una speranza concreta per tanti mici colpiti dalla FIP. Ma ogni fiala da 5 millilitri ha un costo di 30 euro, una spesa significativa, soprattutto per un rifugio che accudisce molti altri animali malati e bisognosi.

Dopo un primo ciclo di cure, Merlino sembrava aver risposto positivamente. I segnali di miglioramento avevano acceso una luce di speranza, lasciando immaginare un futuro meno doloroso. Poi, all’improvviso, la ricaduta. Negli ultimi giorni il micetto appare molto abbattuto, più stanco, più fragile. Uno sguardo che racconta tutta la fatica di una battaglia che non avrebbe mai dovuto combattere da solo.
La sua condizione richiede cure quotidiane, attenzioni costanti e la continuità di una terapia che non può essere interrotta. Per questo l’OIPA lancia un appello sincero, che nasce dall’urgenza e dall’amore per un animale che non ha voce, ma che comunica tutto con il suo silenzio.
Anche un piccolo contributo può fare la differenza. Ogni gesto di solidarietà diventa un passo avanti nella lotta di Merlino contro la malattia, un modo concreto per alleviare le sofferenze che la FIP comporta e per non spezzare quella fragile speranza che i volontari cercano di proteggere ogni giorno.
Merlino non chiede molto: solo di non essere dimenticato. Solo di continuare a essere curato, seguito, sostenuto. In un rifugio dove ogni vita conta, la sua battaglia è anche la nostra.
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