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Coldiretti e Comuni stringono un patto: mense scolastiche al centro della nuova alleanza per qualità e territorio

Firmato a Roma il protocollo Coldiretti-Anci per valorizzare produzioni locali, agricoltura italiana e modelli alimentari sani

Coldiretti e Comuni stringono un patto: mense scolastiche al centro della nuova alleanza per qualità e territorio

Coldiretti e Comuni stringono un patto: mense scolastiche al centro della nuova alleanza per qualità e territorio

Una collaborazione strutturale tra agricoltori e Comuni, con al centro il cibo come strumento di salute pubblica, tutela del territorio e coesione sociale. È questo il perno del protocollo d’intesa firmato oggi a Roma tra Coldiretti e Anci, l’Associazione nazionale dei Comuni italiani, un accordo che mira a rafforzare il legame tra amministrazioni locali e mondo agricolo, riconoscendo all’agricoltura un ruolo che va ben oltre la produzione di alimenti.

Nel testo dell’intesa viene ribadita la funzione multifunzionale dell’agricoltura, chiamata a contribuire alla tutela del paesaggio, alla qualità dell’alimentazione e alla tenuta sociale dei territori. Allo stesso tempo, ai Comuni viene attribuito un ruolo chiave come presidio di comunità, in grado di orientare le scelte pubbliche verso modelli più sostenibili e radicati nel contesto locale. Non si tratta di un accordo di principio, ma di una piattaforma operativa che individua ambiti precisi di intervento.

Uno dei nodi affrontati riguarda la Tari, la tassa sui rifiuti, rispetto alla quale il protocollo chiede attenzione alle peculiarità delle imprese agricole e alla specificità degli scarti prodotti dal settore primario. Un tema tecnico, ma centrale per molte realtà rurali, che spesso si trovano ad applicare regole pensate per contesti urbani e industriali.

Il cuore dell’intesa è però rappresentato dalla ristorazione collettiva, con un impegno esplicito ad aumentare, nelle mense pubbliche e scolastiche, l’utilizzo di prodotti made in Italy, locali, stagionali, biologici e provenienti da filiere corte. Una scelta che punta a migliorare la qualità dei pasti, sostenere l’economia agricola nazionale e ridurre l’impatto ambientale legato ai trasporti e alle produzioni standardizzate.

Accanto alle mense, il protocollo dedica spazio all’educazione alimentare, con iniziative rivolte in particolare ai più giovani. L’obiettivo dichiarato è promuovere corretti stili di vita, valorizzare la Dieta Mediterranea e contrastare la diffusione dei prodotti ultra-formulati, sempre più presenti nelle abitudini alimentari quotidiane. La scuola diventa così un luogo strategico non solo per nutrire, ma per costruire consapevolezza.

A sottolineare il valore politico e operativo dell’accordo è stato Michele Conti, sindaco di Pisa e delegato Anci all’agricoltura, che ha affermato «L’accordo è sicuramente un accordo importante perché vede Anci a livello nazionale insieme a Coldiretti, mettere a terra questa intesa che prevede poi una serie di punti importanti come quello della lavorazione dei prodotti enogastromici, prodotti tipici e prodotti del mondo agricolo, quindi del settore primario, rispetto al nostro Paese. Pensiamo che i comuni possono fare sicuramente tanto». Un passaggio che richiama il ruolo attivo delle amministrazioni locali nel tradurre il protocollo in scelte concrete.

Sul fronte agricolo, il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, ha definito il protocollo «lungimirante», spiegando che «Prima cosa perché mette al centro il ruolo che i comuni esercitano sul nostro territorio, tante volte sottovalutato, che invece noi abbiamo sempre ritenuto essere uno degli elementi cardine che ci può aiutare nel puntare ad aumentare la qualità della vita dei nostri cittadini, partendo proprio dalle nuove generazioni». Una dichiarazione che lega direttamente la qualità dell’alimentazione alle politiche locali e al futuro delle comunità.

L’intesa Coldiretti-Anci si inserisce così in un momento in cui il tema del cibo pubblico, dalle mense scolastiche agli appalti della ristorazione collettiva, è sempre più al centro del dibattito. La firma del protocollo non esaurisce il percorso, ma ne fissa una cornice condivisa, affidando ai territori il compito di trasformare i principi in pratiche quotidiane. Il cibo, da semplice servizio, diventa leva di sviluppo, identità e salute, con agricoltori e Comuni chiamati a camminare nella stessa direzione.

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