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Quesada chiama 33 azzurri e lancia la sfida del Sei Nazioni, ma l’Italia parte senza Capuozzo

Tra sogni, infortuni e ambizione, il ct dell’ItalRugby accende l’adrenalina del torneo più storico

Federugby

Dalla pagina ufficiale di X Federugby

“Sognare”. Non è solo una parola, ma una linea guida. Gonzalo Quesada affronta il suo terzo Sei Nazioni da commissario tecnico dell’ItalRugby con la stessa voglia di sorprendere che aveva caratterizzato il 2024, quando due vittorie contro Scozia e Galles e un pareggio con la Francia avevano portato al miglior risultato di sempre nella competizione, con 11 punti in classifica. Questa volta, però, la strada si presenta più impervia, a partire da una lista di 33 convocati che deve fare i conti con assenze pesanti, su tutte quella di Ange Capuozzo, fermato da un infortunio.

Il ct argentino è consapevole che lo scenario è cambiato. «Gli avversari ora si aspettano match duri contro di noi, non si lasciano più sorprendere», osserva, lasciando trasparire anche un filo di orgoglio. «Anzi, ora spesso affrontano la partita con più concentrazione, basta pensare alla Francia lo scorso anno. Loro sono una macchina da guerra». L’obiettivo, però, resta chiaro: continuare ad alzare l’asticella. «Possiamo sognare, dobbiamo sognare, se non sognassimo non avremmo senso, siamo i campioni del mondo come sognatori. Il Sei Nazioni è il torneo con più storia, trasmette tanta adrenalina. Abbiamo tutti un livello di voglia mostruoso».

L’esordio sarà subito carico di significati, contro la Scozia, primo avversario di questo Sei Nazioni. I ricordi sono dolci: proprio contro gli scozzesi era arrivata la prima vittoria di Quesada da ct, il 9 marzo 2024, con il punteggio di 31-29, e in generale è la Nazionale più battuta dagli azzurri nella storia del torneo, con otto successi. Ma il ct non si illude. «Noi arriviamo preparati ma sappiamo che sarà un combattimento fisico. Nel 2024 siamo riusciti a rimontare e vincere, ma nel 2025 non abbiamo finito il lavoro. Sappiamo di potercela fare. Abbiamo tanti infortunati ma questo darà l’opportunità ad altri di farsi avanti».

Le defezioni sono infatti numerose e tutte di peso. Oltre a Capuozzo, mancheranno Allan, Lucchesi, Negri, Trulla e Vintcent. Per Allan, Capuozzo e Lucchesi resta aperta la possibilità di un rientro dopo la sosta, mentre Negri, Trulla e Vintcent sono considerati out per tutta la manifestazione. Un’emergenza che costringe a ridisegnare rotazioni ed equilibri, ma che Quesada vuole trasformare in un’occasione.

Il clima nel gruppo, assicura il ct, resta positivo. «Questi giorni in raduno sono molto importanti, pieni di entusiasmo. Sono sempre momenti ricchi di tanta emozione. Dobbiamo approfittare della nostra forma mostrata nell’ultimo novembre dove abbiamo cambiato alcune metodologie di lavoro andando a ritrovare subito i nostri automatismi in pochi allenamenti per poi puntare a mostra le prestazioni che abbiamo avuto contro Irlanda e Australia». Un riferimento diretto ai segnali incoraggianti arrivati nelle ultime uscite autunnali.

Confermata anche la scelta del cosiddetto “consiglio dei saggi” nello spogliatoio. Michele Lamaro resta capitano, affiancato da Niccolò Cannone, Giacomo Nicotera e Nacho Brex. È lo stesso Lamaro a spiegare il senso di questa leadership condivisa: «Mi sembrava di esaurire le energie, noi quattro invece gestiamo meglio il carico. Emergono altri leader. Oggi abbiamo più esperienza e consapevolezza». Un segnale di maturità di un gruppo che vuole consolidare quanto costruito negli ultimi anni.

Il Sei Nazioni, in tutte le sue versioni – maschile, femminile e Under 20 – sarà trasmesso in esclusiva da Sky Sport e Now, con le partite dell’Italia visibili anche in chiaro su TV8. Tra i talent coinvolti ci sarà anche Martin Castrogiovanni, volto storico del rugby azzurro. L’attesa cresce, tra aspettative più alte e la consapevolezza che sorprendere, ora, sarà più difficile. Ma per Quesada, il verbo resta lo stesso: sognare.

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