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La Voce degli Animali

Incatenato, malato e dimenticato: la sofferenza silenziosa di uno Shar-Pei salvato appena in tempo

A San Giovanni in Persiceto l’intervento delle Guardie Zoofile OIPA di Bologna spezza una catena di incuria e restituisce dignità a un cane stremato

Shar-Pei tenuto a catena e in gravi condizioni di salute

Shar-Pei tenuto a catena e in gravi condizioni di salute

Era lì, giorno dopo giorno, legato a una lunga catena, costretto a vivere prevalentemente all’aperto, esposto alle intemperie e al dolore. Uno Shar-Pei detenuto in condizioni incompatibili con qualsiasi idea di benessere animale, in uno stato di grave incuria, ignorato nelle sue necessità più elementari. A San Giovanni in Persiceto, nel Bolognese, la sua sofferenza è finalmente emersa grazie a una segnalazione che ha permesso alle Guardie Zoofile dell’OIPA di Bologna di intervenire.

L’allarme è scattato proprio per quelle condizioni di vita che non potevano passare inosservate: un cane legato a catena, privato della libertà di movimento, costretto a una quotidianità fatta di immobilità, isolamento e trascuratezza. Quando le Guardie Zoofile dell’OIPA sono arrivate sul posto, il quadro apparso davanti ai loro occhi ha confermato i timori: non solo una detenzione inaccettabile, ma anche gravi problemi di salute, successivamente accertati attraverso controlli veterinari.

Il cane presentava un importante ingrossamento della prostata, una condizione tale da rendere necessaria un’operazione urgente. Un problema serio, doloroso, che non poteva più essere rimandato. Eppure, di fronte alla necessità di sottoporlo ad accertamenti e cure veterinarie, il proprietario si è rifiutato di procedere. Un rifiuto che ha segnato il confine tra l’indifferenza e la responsabilità, rendendo inevitabile il passo successivo.

Veterinari (foto di repertorio)

Le Guardie Zoofile hanno così disposto il sequestro dell’animale, sottraendolo a una situazione che metteva concretamente a rischio la sua sopravvivenza. Contestualmente è stata trasmessa la notizia di reato alla Procura della Repubblica competente, ipotizzando i reati di detenzione incompatibile e maltrattamento di animali.

Dietro questo intervento non c’è solo l’applicazione della legge, ma anche una scelta etica, quella di non voltarsi dall’altra parte davanti a una sofferenza che non urla, ma che consuma lentamente. Una sofferenza che si manifesta nel corpo e nello sguardo di un cane lasciato solo, legato, malato.

Come ha spiegato Erika Ciccioli, Coordinatrice delle Guardie Zoofile OIPA di Bologna, «tenere un cane a catena è una pratica inaccettabile e contraria alla tutela del suo benessere. Nel caso specifico, l’animale presentava anche gravi problemi di salute mai curati, che avrebbero potuto metterne a rischio la sopravvivenza. Ancora una volta, la segnalazione da parte di un cittadino è stata fondamentale, permettendoci di intervenire tempestivamente e di sottrarre questo cane a una situazione di enorme sofferenza».

Parole che richiamano una verità spesso dimenticata: la tutela degli animali non può prescindere dalla responsabilità individuale e dalla vigilanza collettiva. Senza quella segnalazione, senza l’attenzione di chi ha deciso di non restare in silenzio, quello Shar-Pei sarebbe probabilmente rimasto incatenato, malato, invisibile.

L’OIPA ribadisce ancora una volta quanto sia fondamentale la collaborazione dei cittadini. Segnalare situazioni sospette di maltrattamento o incuria non è un gesto di interferenza, ma un atto di civiltà. Le Guardie Zoofile OIPA operano proprio per questo: intervenire, verificare, proteggere chi non può difendersi da solo.

Oggi quello Shar-Pei non è più legato a una catena. È finalmente al sicuro, lontano da una condizione che lo stava lentamente spegnendo. La sua storia resta come monito e come speranza: perché ogni segnalazione può cambiare un destino, e ogni intervento tempestivo può trasformare la sofferenza in una possibilità di riscatto.

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