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20 Gennaio 2026 - 22:24
Agenzia delle Entrate
Parte ufficialmente la quinta rottamazione delle cartelle, un nuovo capitolo della lunga stagione delle definizioni agevolate che torna a offrire ai contribuenti la possibilità di regolarizzare i propri debiti con il Fisco pagando meno e con tempi più lunghi. La misura riguarda i carichi affidati alla riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023 e, secondo le stime contenute nella relazione tecnica, punta a “ripulire” circa 13 miliardi di euro di debiti, con un incasso atteso per l’erario di poco inferiore ai 9 miliardi.
Numeri che, letti nel loro insieme, raccontano bene il peso e al tempo stesso il limite dell’operazione. Il magazzino complessivo dei crediti fiscali supera infatti i 1.200 miliardi di euro, una cifra che comprende anche somme ormai considerate in larga parte inesigibili. In questo quadro, la rottamazione quinquies rappresenta poco più di una goccia nel mare, ma è comunque un intervento che consente allo Stato di sfoltire almeno una parte del carico e ai contribuenti di chiudere pendenze spesso vecchie di anni.
La nuova rottamazione arriva in una versione più prudente rispetto alle ipotesi iniziali. In fase di discussione politica, il vicepremier Matteo Salvini aveva spinto per una norma più ampia, che prevedeva fino a 100 rate e includeva anche tutte le multe stradali non pagate. Il testo definitivo riduce invece il perimetro e introduce regole più stringenti, sia sui debiti ammessi sia sulle modalità di pagamento.

Il vicepresidente del Consiglio dei ministri, Matteo Salvini
Il meccanismo resta comunque semplice. Chi aderisce potrà pagare solo il capitale residuo, insieme alle spese di notifica e alle eventuali spese per procedure esecutive. Vengono invece cancellati interessi, sanzioni, interessi di mora, aggio e, per i debiti di natura previdenziale, anche le cosiddette sanzioni civili. Per le sanzioni amministrative legate al Codice della strada, restano dovuti il capitale e le spese, ma non gli interessi e le maggiorazioni maturate nel tempo.
Una delle novità più rilevanti riguarda la rateizzazione. Sarà possibile scegliere tra il pagamento in un’unica soluzione oppure un piano fino a 54 rate bimestrali, quindi distribuite su nove anni, tutte di pari importo. Ogni rata non potrà essere inferiore ai 100 euro. La prima scadenza, o quella dell’unica rata, è fissata al 31 luglio 2026, una tempistica che concede ai contribuenti un ampio margine per organizzarsi.
Proprio per facilitare le scelte e rendere il percorso più trasparente, l’Agenzia delle entrate-Riscossione ha attivato da subito i servizi online dedicati alla rottamazione quinquies. I contribuenti possono verificare quali debiti rientrano nella definizione agevolata e simulare l’importo dovuto, scegliendo il numero delle rate. Si tratta di un passaggio non secondario, perché la nuova rottamazione, a differenza delle precedenti, non si applica automaticamente a tutti i carichi, ma solo a quelli espressamente previsti dalla norma.
Chi accede all’area riservata del sito trova già l’elenco dei debiti “rottamabili” e può selezionare direttamente quelli che intende definire. Il sistema guida passo dopo passo nella compilazione della domanda e richiede di indicare se si preferisce il pagamento in un’unica soluzione o a rate. È comunque possibile presentare la richiesta anche dall’area pubblica, utilizzando l’apposito servizio online.
Per chi vuole orientarsi prima di decidere, è disponibile anche un prospetto informativo che elenca i carichi definibili e l’importo da versare in forma agevolata. Sul sito sono pubblicate inoltre le risposte alle domande più frequenti, pensate per chiarire dubbi su requisiti, scadenze e modalità operative.
Il termine per presentare la domanda di adesione è fissato al 30 aprile. Dopo questa data non sarà più possibile accedere alla rottamazione quinquies. L’Agenzia delle entrate-Riscossione comunicherà poi l’esito della richiesta e le somme dovute entro il 30 giugno 2026, indicando il calendario dei pagamenti.
La misura si inserisce in un contesto ormai noto, fatto di continue riaperture e revisioni del rapporto tra Fisco e contribuenti. Per molti si tratta di un’occasione concreta per chiudere pendenze che si trascinano da anni, spesso aggravate da interessi e sanzioni che hanno fatto lievitare importi inizialmente modesti. Per lo Stato, invece, è un modo per incassare almeno una parte di crediti che, senza strumenti di questo tipo, rischierebbero di restare solo numeri su carta.
Resta aperto il dibattito politico e tecnico sull’efficacia di queste misure nel lungo periodo. Ogni nuova rottamazione alimenta infatti il timore che si crei un’aspettativa permanente di sconti futuri, con effetti negativi sulla fedeltà fiscale. Ma intanto la quinta rottamazione è partita, con regole chiare e scadenze definite. Per chi ha cartelle pendenti, il conto alla rovescia è già iniziato.
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