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Lotta all’evasione fiscale: nel 2026 il Comune canavesano pronto a incassare 250 mila euro dall’Imu

Il sindaco annuncia accertamenti su quattro annualità

Lotta all’evasione fiscale: nel 2026 il Comune canavesano pronto a incassare 250 mila euro dall’Imu

Lotta all’evasione fiscale: nel 2026 il Comune canavesano pronto a incassare 250 mila euro dall’Imu

Il Comune di San Benigno Canavese punta sulla lotta all’evasione fiscale per rafforzare il bilancio di previsione 2026. Tra le voci di entrata più rilevanti figura infatti un recupero Imu da 250 mila euro legato agli accertamenti su annualità arretrate, una cifra che l’amministrazione conta di incassare già nel prossimo anno e che raddoppierà nel biennio successivo.

La scelta emerge chiaramente dal post pubblicato il 31 dicembre dal sindaco Alberto Graffino, all’indomani dell’approvazione del bilancio in Consiglio comunale. Nel documento si spiega che nel corso dell’ultimo anno il Comune ha avviato un lavoro di aggiornamento e allineamento della banca dati Imu, anche tramite il supporto di una società esterna, con l’obiettivo di procedere agli accertamenti su quattro annualità pregresse: due nel 2026 e due nel 2027. Il gettito stimato per il solo 2026 è pari, appunto, a 250 mila euro.

L’operazione viene presentata come uno dei pilastri di un bilancio che, secondo l’amministrazione, mantiene inalterate le aliquote Irpef e Imu e non aumenta la pressione fiscale complessiva. «Nessun aumento delle tasse anche con minori trasferimenti statali», rivendica il sindaco, indicando nel recupero dell’evasione una leva per sostenere spese correnti e investimenti senza ricorrere a nuovi prelievi.

Nel bilancio, che pareggia a circa 14,1 milioni di euro, le entrate tributarie complessive sono previste in 3,45 milioni, mentre il Fondo crediti di dubbia esigibilità arriva a 283 mila euro, con un incremento contenuto rispetto al 2025. Un dato che il vicesindaco e assessore al Bilancio Cavapozzi collega direttamente all’operazione sugli accertamenti Imu, sottolineando come «sia stato finalmente posto un argine alla crescita del fondo, pur essendo prevista un’entrata quasi raddoppiata dell’Imu anni precedenti».

Il post su facebook del Comune di San Benigno Canavese

Resta però un elemento di cui né il post del sindaco né la comunicazione istituzionale entrano nel dettaglio: la natura degli accertamenti. Il recupero dell’Imu arretrata può riguardare evasione conclamata, ma anche posizioni irregolari emerse a seguito di verifiche catastali, aggiornamenti tardivi o difformità formali. Un’operazione che, nei fatti, potrebbe coinvolgere un numero significativo di contribuenti e aprire contenziosi, con tempi di incasso non sempre immediati.

Nonostante questo, il bilancio 2026 incorpora integralmente il gettito stimato dagli accertamenti tra le entrate disponibili. Una scelta che rafforza i conti nel breve periodo, ma che lega una parte dell’equilibrio finanziario a entrate straordinarie, destinate per definizione a esaurirsi una volta completata la revisione delle annualità arretrate.

Nel racconto dell’amministrazione, il recupero Imu si inserisce in una più ampia “ristrutturazione” delle finanze comunali avviata negli ultimi tre anni. «Ora abbiamo finalmente un bilancio che usa le entrate fiscali per il quotidiano e gli oneri per le opere», scrive Graffino, rivendicando una discontinuità rispetto al passato. Ma proprio il peso attribuito agli accertamenti fiscali rende evidente come una parte della tenuta del bilancio passi da operazioni una tantum, più che da un aumento strutturale delle risorse.

La lotta all’evasione fiscale diventa così una delle scommesse centrali del bilancio 2026 di San Benigno. Una scelta legittima, che però sposta il baricentro della manovra su un terreno delicato, dove la differenza tra previsione e incasso reale potrà essere misurata solo nei prossimi mesi. E dove, oltre ai numeri, conteranno anche gli effetti concreti sui cittadini coinvolti.

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