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Costume e società
16 Gennaio 2026 - 10:56
Blanco in Piemonte per il nuovo videoclip
C’è un silenzio particolare, lassù al Colle della Vaccera. Un silenzio che non è vuoto, ma pieno di vento, di passi lenti, di confini invisibili tra vallate che si guardano da secoli. A 1.461 metri di quota, tra Angrogna e Pramollo, questo tratto di Alpi Cozie diventa improvvisamente qualcos’altro: non solo montagna, non solo paesaggio, ma scena. È qui che Blanco sceglie di fermarsi, di camminare, di girare alcune immagini destinate a entrare nel videoclip del suo nuovo singolo.
Succede mercoledì 14 gennaio, senza annunci, senza clamore. Una presenza discreta, quasi in punta di piedi, come se anche la musica, prima di farsi sentire, avesse bisogno di ascoltare. Il cantautore che nel 2022 ha vinto Sanremoinsieme a Mahmood, che ha calcato palchi enormi e cantato davanti a milioni di persone, arriva quassù con una troupe di una ventina di persone. Non cerca il centro, ma il margine. Non la città che urla, ma la montagna che osserva.
La Vaccera non è stata una scelta casuale. Dalla troupe filtra un dettaglio che pesa più di tante dichiarazioni ufficiali: c’erano altre location possibili, altre ipotesi sul tavolo. Ma è stato Blanco a indicare questo colle, questo crinale che divide e unisce, questo punto alto da cui lo sguardo si apre e allo stesso tempo si perde. Una decisione personale, quasi istintiva, che dice molto del momento artistico che sta attraversando.
Prima delle riprese, il pranzo. Una pausa semplice all’Agriturismo Servin, poco distante dal colle. Anche qui, nessuna preparazione speciale, nessun avvertimento altisonante. L’agenzia incaricata delle riprese telefona per prenotare, parla genericamente di un artista italiano impegnato in un videoclip. Tutto resta vago fino all’ultimo. A raccontarlo è Elise Monnet, che gestisce la struttura insieme al marito Gianni Rivoira. Quando ci hanno chiamato abbiamo chiesto subito chi fosse, ma siamo rimasti increduli finché non lo abbiamo visto arrivare davvero. Un’incredulità condivisa anche in famiglia, tra sorrisi scettici e frasi dette quasi per scaramanzia. Mia figlia continuava a ripetere: figurati se viene su Blanco. E invece sì.
A tavola siedono in molti, una ventina di persone. Il clima è quello di una giornata di lavoro, senza pose costruite. Blanco parla poco, osserva, ascolta. Non cerca attenzioni, ma non le rifiuta. Quando arriva la richiesta di una foto, mediata dal manager, accetta senza problemi. Uno scatto semplice, destinato a diventare un piccolo frammento di memoria per chi vive e lavora in quel luogo ogni giorno.
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Poi di nuovo fuori, verso il colle. La Vaccera fa quello che ha sempre fatto: sta ferma. È la musica, semmai, a muoversi intorno a lei. Le immagini girate lassù diranno qualcosa che ancora non conosciamo, ma il contesto parla già da solo. Una montagna di confine scelta per raccontare una storia che probabilmente parla di passaggi, di distanza, di ritorni.
Il Piemonte, in questi giorni, non è solo sfondo. È parte del racconto. Oltre alla Val Pellice, Blanco fa tappa anche a Torino, fermandosi alle Cantine Risso in corso Casale. Un altro luogo carico di suggestioni, che fa pensare a un progetto visivo più ampio, capace di tenere insieme città e altitudine, pietra e vigneti, asfalto e silenzio. Torino, del resto, non è un territorio estraneo alla sua storia recente: qui si è esibito con Mahmood durante l’Eurovision Song Contest 2022, portando Brividi su uno dei palcoscenici più esposti d’Europa.
Ora il tempo dell’attesa ricomincia. Nessun titolo svelato, nessuna data ufficiale, solo immagini in costruzione e luoghi che restano. La Vaccera, finito il lavoro, torna a essere quello che è sempre stata. Ma qualcosa cambia comunque. Perché da oggi, tra quei sentieri, resta anche il passaggio di una musica che deve ancora farsi sentire, ma che ha già scelto dove nascere.
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