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Cronaca

Tabata di Sestriere chiuso dopo i controlli: sovraffollamento, risse e gravi carenze sulla sicurezza

Oltre 1.100 persone a fronte di 775 consentite, feriti e criticità antincendio. Il locale minimizza: "Chiusura programmata"

Discoteca chiusa a Sestriere dopo Capodanno: sovraffollamento, risse e gravi carenze sulla sicurezza

Discoteca chiusa a Sestriere dopo Capodanno: sovraffollamento, risse e gravi carenze sulla sicurezza (immagine di repertorio)

La notte fra il 30 e il 31 dicembre come punto di non ritorno, ma non un episodio isolato. A Sestriere, la discoteca Tabata è stata chiusa per sette giorni dalla Polizia di Stato dopo una serie di controlli che hanno fatto emergere un quadro definito dalle autorità come concreto pericolo per la sicurezza degli avventori. Il provvedimento, disposto dal Questore di Torino ai sensi dell’articolo 100 del Testo Unico delle leggi di Pubblica Sicurezza, è scattata dal 16 gennaio.

Il dato più allarmante riguarda la notte tra il 30 e il 31 dicembre, quando all’interno del locale era presente un pubblico di gran lunga superiore alla capienza massima consentita. A fronte di 775 persone autorizzate, il sistema di conta-persone degli addetti alla sicurezza ha rilevato la presenza di 1.142 avventori. Un sovraffollamento che, da solo, rappresenta un fattore di rischio elevatissimo in caso di emergenza, evacuazione o panico.

Quel controllo è arrivato dopo settimane di attenzione da parte delle forze dell’ordine e dopo un altro episodio grave avvenuto il 25 dicembre. In quella serata, all’interno della discoteca è scoppiata una violenta lite, poi proseguita anche nelle pertinenze del locale, che ha coinvolto circa ottanta persone. Durante lo scontro sarebbero state utilizzate bottiglie di vetro prelevate dal bar come armi improprie. Il bilancio è stato pesante: due uomini feriti alla schiena con un’arma da taglio, con prognosi rispettivamente di 10 e 14 giorni.

A completare il quadro, un ulteriore controllo effettuato l’11 gennaio insieme ai Vigili del Fuoco per la verifica delle condizioni di sicurezza antincendio. Anche in questo caso sono emerse criticità rilevanti, tra cui il mancato controllo sull’efficienza dei mezzi e degli impianti di estinzione e l’omessa formazione del personale incaricato della prevenzione incendi e delle procedure di evacuazione in caso di pericolo grave e immediato.

Elementi che, messi insieme, hanno portato alla decisione di sospendere la licenza per le pubbliche feste da ballo. Non si tratta solo di violazioni amministrative, ma di una catena di fattori potenzialmente letali: sovraffollamento, tensioni violente, uso di oggetti contundenti e carenze nei presidi di sicurezza. La discoteca ha parlato invece di "chiusura programmata" sui suoi canali social.

Il tema è drammaticamente attuale. A Crans-Montana, in Svizzera, un incendio in un locale notturno ha riportato al centro dell’attenzione il nodo della sicurezza nei luoghi di intrattenimento. Dai primi elementi emersi in quel caso, la presenza di misure di sicurezza inadeguate ha contribuito ad aggravare le conseguenze dell’evento. Ma l’esperienza insegna che anche il rispetto formale delle dotazioni non basta, se poi vengono superati i limiti di capienza: troppe persone in uno spazio chiuso possono trasformare qualsiasi imprevisto in una trappola, rendendo inefficaci uscite, estintori e piani di emergenza.

È questo il punto che preoccupa maggiormente le autorità: far entrare centinaia di persone in più equivale, nei fatti, ad azzerare ogni margine di sicurezza. In condizioni di sovraffollamento, il rischio non è solo teorico: basta un principio d’incendio, una rissa o un movimento di panico per provocare conseguenze gravissime.

La chiusura temporanea della discoteca di Sestriere arriva quindi come un segnale forte, soprattutto in una località turistica dove, nei periodi di alta stagione, l’afflusso è intenso e la pressione sui locali è massima. La misura non anticipa giudizi penali, ma fotografa una situazione ritenuta incompatibile con la tutela dell’incolumità pubblica.

Quanto accaduto in Piemonte e quanto si è visto a Crans-Montana riportano la discussione su un punto essenziale: la sicurezza nei locali non è una formalità burocratica, ma una linea sottile tra divertimento e tragedia. Superarla, anche solo per una notte, può avere conseguenze irreversibili.

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