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14 Gennaio 2026 - 06:00
Nuova scuola, vecchio problema: a Gassino manca ancora una palestra per i tornei
Nove milioni di euro. La più grande opera pubblica realizzata a Gassino Torinese negli ultimi cinquant’anni. Una scuola nuova, moderna, attesa per anni. Eppure, a pochi giorni dall’apertura ufficiale del plesso di via Regione Fiore, il dibattito politico locale si riaccende su una scelta che rischia di lasciare un segno profondo: la palestra della nuova scuola non è omologata per ospitare tornei e campionati ufficiali.
A sollevare il caso è Maurizio Gazzara, consigliere comunale di opposizione della lista civica Gassino Insieme, che ha affidato a un post sul gruppo Facebook “Sei di Gassino se…” una critica dura e diretta, destinata a far discutere. Il nodo non è la scuola in sé, ma ciò che manca dentro un’opera così imponente.
«Vi sembra normale? In un paese come il nostro, dove non esiste una sola palestra comunale omologata per ospitare tornei ufficiali di basket, pallavolo o altre attività sportive, è accettabile costruire da zero una nuova scuola, la più grande opera pubblica degli ultimi 50 anni a Gassino, con una palestra anch'essa non conforme per lo svolgimento di tornei e campionati di sport agonistico?», scrive Gazzara.
Poi l’affondo sul valore economico dell’intervento: «Stiamo parlando di un investimento da oltre 9 milioni di euro. Un’opera che avrebbe potuto finalmente colmare una grave mancanza per le numerose associazioni sportive di Gassino… E invece ci ritroviamo con una struttura che non potrà essere utilizzata per nessun torneo ufficiale».
La questione tocca un nervo scoperto. Gassino non dispone, oggi, di una palestra comunale omologata per competizioni ufficiali. Le società sportive locali, da anni, sono costrette a cercare spazi fuori paese per allenamenti e partite. Per questo, secondo l’opposizione, la nuova scuola rappresentava un’occasione irripetibile.
«Una scuola moderna, sì. Ma senza una palestra omologata. È questa la visione di futuro che vogliamo lasciare ai nostri ragazzi?», conclude Gazzara.
Alle sue parole replica Andrea Morelli, capogruppo della lista di centrosinistra Progettiamo Gassino, che sposta il confronto sul piano politico-istituzionale. «Ricordo al consigliere Gazzara che quando è nato il progetto della nuova scuola faceva parte dell’Amministrazione comunale», scrive Morelli, aggiungendo poi una critica sul metodo: «Non credo comunque che Facebook sia il luogo adatto per un confronto corretto, essendoci sedi maggiormente qualificate, come il Consiglio comunale».
Nel dibattito interviene anche il sindaco Cristian Corrado, che prova a ricomporre il quadro, riconoscendo il problema ma difendendo l’opera nel suo complesso. «Capisco la preoccupazione, perché il tema degli spazi sportivi è reale e sentito. Allo stesso tempo, credo sia importante tenere insieme tutti i pezzi», scrive il primo cittadino.
Corrado sottolinea come il progetto fosse già definito all’inizio del mandato attuale e come il compito dell’Amministrazione sia stato quello di portarlo a termine: «Oggi Gassino ha una scuola nuova. È un patrimonio della comunità e va utilizzata e valorizzata al meglio».
Sulla palestra, il sindaco riconosce la legittimità delle osservazioni, ma invita a non ridurre l’opera a quel solo aspetto: «Le osservazioni sulla palestra sono legittime e comprensibili ma non devono farci perdere di vista il risultato complessivo».
E aggiunge un passaggio politicamente significativo: «Il bisogno di una palestra omologata resta reale e non viene ignorato: ci sono altre opportunità su cui stiamo lavorando».
La chiusura è netta: «Quando si svaluta un’opera pubblica, non ci rimettono né Gazzara, né Morelli, né Corrado: ci rimette Gassino».
A inserirsi nel confronto è anche ATP, l’associazione che riunisce Gassino Basket e Gassino Volley, portando il punto di vista di chi vive quotidianamente la carenza di spazi. Il commento è misurato, ma esplicito. «Il problema degli spazi palestra continua a persistere», scrive l’associazione, ricordando come il mondo sportivo avesse chiesto di essere coinvolto già in fase progettuale: «La nostra realtà sportiva chiese d’essere convocata all’atto della progettazione per poter supportare la costruzione con le esigenze del territorio ma non c’è mai stata data la possibilità».
ATP non nasconde che un’omologazione completa per le serie maggiori sarebbe stata complessa, ma evidenzia una soluzione intermedia mancata: «Due gradinate laterali come a Rivalba avrebbero almeno permesso di poter svolgere partite di Minibasket o Minivolley». E conclude con una speranza: «Speriamo che in questa nuova palestra per le prossime stagioni sportive si rispettino i parametri di assegnazione e ci sia più spazio per la nostra realtà».
Il contesto è quello di una scuola che ha aperto le porte l’8 gennaio, dopo un iter lungo quasi nove anni, iniziato sotto l’amministrazione Cugini e completato da quella Corrado, con un investimento di circa 9 milioni di euro, di cui 3,5 milioni dal PNRR e 5,5 milioni da fondi comunali. Un’opera che ha ridisegnato il sistema scolastico cittadino, liberando altri edifici destinati a nuove funzioni.
Ma il caso della palestra riporta al centro una domanda politica e amministrativa precisa: in un Comune che soffre storicamente la mancanza di impianti sportivi omologati, era davvero inevitabile perdere questa occasione?
La scuola è ormai realtà. La palestra anche. Il dibattito, invece, è tutt’altro che chiuso.

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