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20 Gennaio 2026 - 14:47
Vetro e lattine vietati dalle 21: Torino proroga fino al 2027 le misure per sicurezza e decoro in diverse aree della città
Il divieto di vendere, cedere e detenere bevande in contenitori di vetro o metallo nelle ore serali resterà in vigore a Torino ancora a lungo. La Giunta comunale ha infatti deciso di prorogare fino al 31 marzo 2027 le misure che, in alcune zone della città considerate più critiche, anticipano alle 21 l’orario di applicazione del divieto previsto dal Regolamento di Polizia Urbana. Una scelta che si inserisce nel solco delle politiche per la sicurezza e il decoro urbano, confermando un impianto già adottato negli ultimi anni.
Il regolamento comunale stabilisce, su tutto il territorio cittadino, il divieto di vendita, cessione e detenzione di bevande in vetro o metallo dalle 23 alle 7 del mattino. Nelle aree oggetto del provvedimento, però, la fascia oraria viene estesa e scatta due ore prima, dalle 21 alle 7, con l’obiettivo dichiarato di prevenire situazioni di degrado, ridurre gli assembramenti legati al consumo di alcol nello spazio pubblico e limitare i rischi connessi all’uso improprio di bottiglie e lattine.
La proroga approvata oggi non modifica né amplia le zone interessate. Restano dunque validi i perimetri già individuati nelle precedenti deliberazioni del 2024 e del 2025, definiti sulla base delle criticità riscontrate nel tempo e attraverso il confronto con le Circoscrizioni, oltre all’analisi dei dati raccolti dalla Polizia Municipale e dal Numero Unico di Emergenza 112. L’Amministrazione ha ribadito che continuerà a monitorare gli effetti del provvedimento, lasciando aperta la possibilità di integrazioni o aggiustamenti futuri sulla base delle indicazioni che emergeranno dal Tavolo di Osservazione dedicato alla vivibilità urbana.
Nel dettaglio, la proroga riguarda numerose porzioni di territorio distribuite in più Circoscrizioni. In Circoscrizione 2 il divieto anticipato coinvolge diversi quadranti della zona sud, tra via Sanremo, via Carlo del Prete, via Don Giovanni Grioli e via Bernardo de Canal, oltre alle aree comprese tra via Monte Novegno, via Castelgomberto e via Guido Reni, con attenzione anche a tratti di corso Sebastopoli, corso Siracusa, corso Unione Sovietica e a vie come Barletta e Onorato Vigliani. Si tratta di zone che negli anni hanno registrato concentrazioni serali significative e segnalazioni ricorrenti legate al consumo di alcol all’aperto.

Palazzo di Città a Torino
In Circoscrizione 3 la misura interessa il perimetro che ruota attorno a piazza Sabotino e alle vie Pollenzo, Chiomonte, San Bernardino, San Paolo e corso Peschiera, un’area densamente abitata e caratterizzata da una forte presenza di locali e attività serali. In Circoscrizione 5 l’anticipo del divieto resta in vigore nei quadranti compresi tra corso Lombardia, corso Toscana e alcune vie del quartiere Madonna di Campagna, come Brusa, Cognetti De Martiis, Orvieto e Tesso, zone dove negli anni passati non sono mancati episodi di disturbo alla quiete pubblica.
La Circoscrizione 6 è una delle più coinvolte dal provvedimento. Qui il divieto dalle 21 riguarda tratti di via Renato Martorelli, ampie aree comprese tra corso Vercelli, via Baltea, via Leinì e via Volpiano, oltre ai perimetri attorno a piazza Derna, corso Taranto e alle vie Brandizzo, Crescentino e Malone. Quartieri popolari e densamente abitati, dove il tema della sicurezza percepita è spesso al centro del dibattito pubblico.
In Circoscrizione 7 restano incluse le zone lungo la Dora, tra lungo Dora Napoli e lungo Dora Firenze, e diversi quadranti compresi tra corso Giulio Cesare, corso Brescia, corso Emilia e vie come Mondovì, Aosta e Bra. Aree che negli ultimi anni hanno visto un aumento dell’attenzione istituzionale per la gestione degli spazi pubblici e della movida informale. Infine, in Circoscrizione 8 il provvedimento continua a valere su corso Piero Maroncelli, su un tratto di via Nizza e nelle aree di piazza Tancredi Galimberti e piazza Carducci, snodi urbani importanti per la vita commerciale e serale della zona sud.
La scelta della Giunta conferma dunque una linea di continuità: nessuna estensione, ma nemmeno un arretramento. L’anticipo del divieto resta uno strumento ritenuto utile per intervenire prima che le situazioni degenerino, affiancando controlli e politiche di prevenzione. La partita, per Palazzo Civico, resta quella dell’equilibrio tra vivibilità dei quartieri, sicurezza urbana e uso responsabile dello spazio pubblico, con l’impegno a verificare nel tempo se le misure adottate producano gli effetti sperati o richiedano correzioni.
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