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Cronaca
20 Gennaio 2026 - 12:55
Monopattino in tangenziale a Torino: sfreccia in corsia di emergenza e scatena l’allarme sicurezza (VIDEO)
Un video di pochi secondi, condiviso su una delle pagine Facebook più seguite dagli automobilisti torinesi, è bastato per accendere il dibattito sulla sicurezza stradale e sul rispetto delle regole. Sulla pagina “Tangenziale di Torino Nord e Sud”, spazio virtuale dove ogni giorno vengono segnalati traffico, incidenti e rallentamenti, è comparso nelle ultime ore un post che mostra una scena tanto breve quanto inquietante: un uomo in monopattino elettrico che percorre la corsia di emergenza della tangenziale, nel tratto in direzione Piacenza, all’altezza dell’area di servizio Autogrill TG Torino.
A pubblicare il filmato è stato un utente che ha voluto chiarire subito la propria posizione: «Premetto che non sono io che riprendo», ha scritto, quasi a sottolineare lo stupore e l’incredulità di fronte a una situazione che appare fuori da ogni logica. Nel video si vede chiaramente il monopattino procedere lungo il margine della carreggiata, mentre le auto sfrecciano a velocità sostenuta a pochi metri di distanza.
Una scena che, al di là dell’effetto social, pone interrogativi seri. La tangenziale è una strada a scorrimento veloce, pensata per il traffico automobilistico e interdetta ai mezzi non idonei. La presenza di un monopattino, per di più in corsia di emergenza, rappresenta un pericolo evidente non solo per chi lo conduce, ma per tutti gli utenti della strada. Basta una distrazione, una manovra improvvisa, un veicolo in avaria che accosti proprio in quel punto per trasformare l’azzardo in tragedia.
Dal punto di vista della sicurezza pubblica, il gesto è estremamente rischioso. La corsia di emergenza non è una pista alternativa: è uno spazio destinato esclusivamente alle soste di emergenza, ai mezzi di soccorso e alle forze dell’ordine. Occuparla impropriamente significa ridurre i margini di sicurezza in caso di incidente o guasto, rallentare eventuali interventi e aumentare il rischio di tamponamenti o investimenti. Un monopattino, privo di protezioni e di adeguata visibilità, è praticamente invisibile rispetto alla velocità con cui viaggiano auto e mezzi pesanti.
Ma le conseguenze non si fermano al piano del buon senso. Il Codice della Strada è chiaro. I monopattini elettrici possono circolare solo su strade urbane con limite di velocità non superiore a 50 km/h e, in alcuni casi, su piste ciclabili. Sono vietati sulle strade extraurbane principali, sulle tangenziali, sulle autostrade e, ovviamente, sulle relative corsie di emergenza. Chi viola queste disposizioni va incontro a sanzioni amministrative, che possono arrivare a diverse centinaia di euro, e al sequestro del mezzo.
In situazioni come quella ripresa nel video, potrebbe inoltre configurarsi una condotta pericolosa per la circolazione, con possibili profili di responsabilità più gravi qualora dal comportamento derivino incidenti o intralci al traffico. Non va dimenticato che, in caso di sinistro, chi si trova a circolare dove non è consentito rischia di vedersi attribuire colpe rilevanti, anche sotto il profilo assicurativo.
Il post ha raccolto in poche ore commenti, reazioni e segnalazioni, tra incredulità e indignazione. C’è chi parla di incoscienza, chi invoca controlli più serrati, chi teme l’effetto emulazione. Perché il rischio, in questi casi, è che gesti del genere vengano percepiti come una bravata o una scorciatoia, quando invece sono una violazione grave delle regole e una minaccia concreta alla sicurezza collettiva.
L’episodio rilancia un tema ormai centrale nelle cronache urbane: la convivenza tra nuovi mezzi di mobilità e infrastrutture pensate per tutt’altro tipo di traffico. I monopattini elettrici sono diventati parte del paesaggio cittadino, ma il loro utilizzo richiede consapevolezza, rispetto delle norme e conoscenza dei limiti. Portarli dove non dovrebbero stare, come una tangenziale, non è trasgressione creativa: è mettere a repentaglio vite umane.
Il video, per ora, resta una segnalazione social. Ma il messaggio che emerge è chiaro: la tangenziale non è un terreno di sperimentazione e la corsia di emergenza non è una scorciatoia. Su certe strade, un gesto sbagliato può avere conseguenze irreversibili.
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