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20 Gennaio 2026 - 13:48
Mattarella saluta Torino: visita al Sermig dopo la cerimonia per i 430 anni dell’Ufficio Pio (immagine di repertorio)
La visita di Sergio Mattarella a Torino si è chiusa oggi con una sosta privata al Sermig di piazza Borgo Dora, dopo la cerimonia di poche ore prima nel centro della città, tra autorità, discorsi e memoria civile. Una giornata breve nei tempi, ma densa di significati simbolici.
Il Presidente della Repubblica, prima di lasciare il capoluogo piemontese, ha scelto di fermarsi all’Arsenale della Pace, la casa del Sermig – Servizio Missionario Giovani, fondato da Ernesto Olivero. Una visita non annunciata nel programma ufficiale, come spesso accade per queste tappe, che ha assunto il valore di un gesto silenzioso ma eloquente: attenzione alle periferie sociali, ai luoghi dove l’accoglienza e la solidarietà non sono slogan ma pratica quotidiana.
La sosta al Sermig è arrivata al termine della cerimonia per i 430 anni della Fondazione Ufficio Pio della Compagnia di San Paolo, ospitata alle Gallerie d’Italia, in piazza San Carlo. Qui Mattarella ha partecipato all’evento istituzionale che ha celebrato una delle più antiche realtà assistenziali d’Europa, nata nel 1595 e ancora oggi impegnata nel contrasto alle vecchie e nuove povertà.

Accolto dalle autorità locali, tra cui il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, il sindaco di Torino Stefano Lo Russo e il prefetto Donato Cafagna, il Capo dello Stato ha seguito i lavori e preso la parola sottolineando il valore di un welfare che non si limita all’assistenza, ma accompagna le persone verso l’autonomia. Un richiamo esplicito alla necessità di affrontare le fragilità contemporanee — dal lavoro alla casa, dall’esclusione sociale alle disuguaglianze educative — con strumenti concreti e continuità nel tempo.
Nel suo intervento, Mattarella ha richiamato il ruolo dell’Ufficio Pio come esempio di responsabilità civile, capace di adattarsi ai cambiamenti della società senza perdere la propria missione originaria. Un messaggio coerente con il filo conduttore della sua presenza torinese: l’idea che la coesione sociale non sia un concetto astratto, ma il risultato di scelte quotidiane e di istituzioni che sanno restare vicine ai territori.
Conclusa la cerimonia, il Presidente ha lasciato le Gallerie d’Italia senza ulteriori tappe pubbliche, dirigendosi verso piazza Borgo Dora per la visita al Sermig. Lì, lontano dai microfoni, l’incontro con una delle realtà simbolo dell’impegno sociale torinese ha chiuso idealmente il cerchio della giornata: dalle fondazioni storiche alle esperienze di frontiera, dalla filantropia organizzata all’accoglienza diretta.
Dopo la sosta all’Arsenale della Pace, Sergio Mattarella ha raggiunto l’aeroporto di Torino Caselle, ripartendo alla volta di Roma. Una visita breve, senza dichiarazioni a margine, ma costruita su gesti e luoghi capaci di raccontare una stessa visione: quella di una città e di un Paese che tengono insieme istituzioni, memoria e attenzione agli ultimi.
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