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Mattarella a Torino per i 430 anni dell’Ufficio Pio, la città accoglie il Capo dello Stato

Alle Gallerie d’Italia una cerimonia che lega storia, solidarietà e attualità sociale

Mattarella a Torino

Mattarella a Torino per i 430 anni dell’Ufficio Pio, la città accoglie il Capo dello Stato

Torino ritrova il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel segno della memoria e dell’impegno sociale. Il Capo dello Stato è arrivato nel centro cittadino per partecipare alla cerimonia del 430° anniversario della costituzione della Fondazione Ufficio Pio, storico ente della Compagnia di San Paolo impegnato da oltre quattro secoli nel sostegno alle persone in difficoltà. Un appuntamento dal forte valore simbolico, ospitato nelle sale delle Gallerie d’Italia, in piazza San Carlo, uno dei luoghi più rappresentativi della città.

All’arrivo di Mattarella, alcune persone presenti in piazza hanno salutato il Presidente con applausi, in un clima composto ma partecipe. Ad accoglierlo c’erano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, il prefetto Donato Cafagna e il sindaco di Torino Stefano Lo Russo, a testimonianza di una presenza istituzionale unitaria attorno a un evento che intreccia storia, welfare e responsabilità collettiva.

La visita del Capo dello Stato riporta l’attenzione su una delle istituzioni più antiche e meno conosciute al grande pubblico, ma centrali nella costruzione del tessuto sociale piemontese. L’Ufficio Pio, fondato nel 1595, nasce con l’obiettivo di sostenere chi si trova in condizioni di fragilità economica e sociale. Un mandato che, attraversando secoli di trasformazioni politiche, economiche e culturali, si è adattato ai bisogni del tempo senza mai perdere la propria missione originaria.

Oggi la Fondazione opera su più fronti: dal contrasto alla povertà educativa al sostegno all’autonomia delle persone, dal supporto al reddito all’accompagnamento nei percorsi di inclusione sociale. Un lavoro silenzioso, spesso lontano dai riflettori, ma che continua a rappresentare una colonna portante del sistema di welfare territoriale. La presenza del Presidente della Repubblica assume dunque il valore di un riconoscimento istituzionale a una storia di solidarietà concreta, costruita giorno dopo giorno.

Non è la prima volta, negli ultimi mesi, che Mattarella sceglie Torino come tappa del suo percorso istituzionale. L’ultima visita risale a otto mesi fa, quando il Capo dello Stato aveva partecipato all’apertura dell’Anno accademico dell’Ilo, il centro di formazione dell’Onu con sede nel capoluogo piemontese. Anche allora, al centro del suo intervento, c’erano stati i temi del lavoro, dei diritti e della dignità delle persone, elementi che tornano idealmente anche nella giornata odierna.

La cerimonia alle Gallerie d’Italia si inserisce in un contesto che va oltre la semplice celebrazione anniversaria. In un periodo segnato da nuove disuguaglianze, dall’aumento delle fragilità economiche e dall’emergere di povertà meno visibili ma altrettanto profonde, il richiamo alla funzione storica dell’Ufficio Pio assume un significato attuale. La solidarietà non come gesto episodico, ma come sistema strutturato, capace di evolversi e di rispondere a bisogni complessi.

La città, per ragioni di sicurezza, ha visto la chiusura dei parcheggi sotterranei nella zona di piazza San Carlo e delle aree limitrofe. Misure discrete, che non hanno però impedito lo svolgimento regolare della cerimonia né la partecipazione di cittadini e rappresentanti delle istituzioni. Un dispositivo che ha accompagnato una visita vissuta senza clamori, in linea con lo stile sobrio che da sempre caratterizza il Presidente.

La presenza di Mattarella a Torino diventa così occasione per riflettere sul ruolo delle fondazioni bancarie, sulla loro funzione nel sostenere il welfare locale e sulla necessità di mantenere vivo un dialogo tra pubblico, privato e terzo settore. In questo senso, l’Ufficio Pio rappresenta un modello di continuità e adattamento, capace di attraversare epoche diverse restando fedele a un principio semplice: non lasciare indietro chi è in difficoltà.

In una città che porta ancora i segni delle trasformazioni industriali e sociali, la visita del Capo dello Stato richiama anche il valore della coesione sociale come elemento essenziale della democrazia. Una coesione che non si costruisce solo con le leggi, ma con il lavoro quotidiano di istituzioni, enti e comunità. Ed è forse questo il messaggio più forte che arriva dalla giornata torinese: la storia, quando è viva, continua a parlare al presente.

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