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20 Gennaio 2026 - 13:38
Alla centrale di Trino completata la ricostruzione del deposito per i rifiuti radioattivi: si apre una nuova fase
Alla centrale nucleare Enrico Fermi di Trino, nel Vercellese, si chiude un passaggio rilevante nel lungo e complesso percorso di smantellamento dell’impianto. Sogin ha completato le opere civili del deposito temporaneo numero 2 per rifiuti radioattivi di bassa attività, demolendo integralmente la struttura preesistente e ricostruendola sulla stessa area secondo i più aggiornati criteri di sicurezza previsti dalla normativa vigente.
I lavori, avviati nel novembre 2024, hanno interessato un edificio di 41 metri di lunghezza, 19 di larghezza e 8,5 di altezza, mantenendo invariata la volumetria complessiva ma rinnovando completamente la struttura. L’obiettivo è stato quello di adeguare il deposito agli standard più recenti, garantendo condizioni di stoccaggio più sicure e funzionali per i materiali radioattivi prodotti dall’impianto nel corso della sua vita operativa e durante le attività di decommissioning tuttora in corso.
Il nuovo deposito accoglierà sia i rifiuti pregressi, attualmente custoditi nel deposito numero 1 e nel locale denominato buffer Test Tank, sia quelli che saranno generati dalle prossime fasi di smantellamento. Un passaggio che consente di razionalizzare la gestione dei materiali radioattivi presenti sul sito e di preparare il terreno alle attività future, in un’ottica di progressiva ottimizzazione degli spazi disponibili.

Parallelamente alla ricostruzione dell’edificio, si sono concluse anche le operazioni di caratterizzazione e smaltimento dei materiali derivanti dalla demolizione del vecchio deposito. Si è trattato principalmente di ferro, calcestruzzo e terreni di scavo, sottoposti alle verifiche necessarie per distinguerne la natura e definirne la corretta destinazione, secondo le procedure previste per i siti nucleari dismessi.
Con il completamento delle opere civili, il progetto entra ora nella fase impiantistica. Nei prossimi mesi verranno installati i sistemi elettrici, antincendio e di monitoraggio radiologico, indispensabili per il controllo continuo delle condizioni di sicurezza all’interno del deposito. Secondo il cronoprogramma indicato da Sogin, questa fase si concluderà entro il primo semestre del 2026, mentre la messa in esercizio della struttura, dopo i collaudi, è prevista per la prima parte del 2027.
Una volta completato il deposito numero 2, l’attenzione si sposterà sull’altro edificio di stoccaggio presente nel sito. Sogin avvierà infatti i lavori di adeguamento del deposito numero 1, nell’ambito di un più ampio programma di riorganizzazione e ottimizzazione degli spazi destinati ai rifiuti radioattivi. Un programma che guarda al futuro trasferimento di questi materiali al Deposito Nazionale, infrastruttura che dovrà garantire una sistemazione definitiva e centralizzata dei rifiuti radioattivi italiani, una volta che sarà disponibile.
La centrale di Trino, fermata definitivamente dopo il referendum del 1987, è da decenni al centro di un processo di smantellamento scandito da interventi tecnici progressivi e spesso poco visibili all’esterno. La ricostruzione del deposito temporaneo numero 2 si inserisce in questo percorso come un passaggio strutturale fondamentale: non aumenta la quantità di rifiuti presenti sul sito, ma ne migliora in modo significativo la gestione, il controllo e la sicurezza, in attesa della soluzione definitiva rappresentata dal Deposito Nazionale.

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