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20 Gennaio 2026 - 13:20
Il manga entra in università: a Torino tre giorni di studio sul fumetto giapponese come linguaggio del presente
Il manga esce definitivamente dalla dimensione dell’intrattenimento e varca le soglie dell’università come oggetto di studio strutturato, capace di raccontare società, identità e conflitti del contemporaneo. Succede a Torino, dove dal 22 al 24 gennaio il Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne dell’Università ospita InTO Manga – Critical Paths in Manga Studies, un convegno internazionale che riunisce studiose e studiosi da atenei e centri di ricerca di tutto il mondo.
L’appuntamento si svolgerà nella Sala Lauree del Complesso Aldo Moro e propone un programma fitto di panel, sessioni tematiche e lezioni magistrali, con l’obiettivo di analizzare il fumetto giapponese come fenomeno culturale, artistico e comunicativo, andando oltre gli stereotipi che ancora lo relegano a prodotto di nicchia o a semplice consumo giovanile.
Il cuore dell’iniziativa sta proprio in questo cambio di prospettiva: il manga come linguaggio complesso, capace di intrecciare narrazione visiva, letteratura, arti performative e riflessione sociale. Nei diversi interventi si parlerà di identità di genere, rappresentazioni del corpo, dinamiche del potere, memoria storica, educazione e media contemporanei, attraversando discipline che spaziano dagli studi letterari ai cultural studies, dalle arti visive alla didattica.
Tra gli ospiti più attesi spicca Deborah Shamoon, docente alla National University of Singapore e considerata una delle principali esperte internazionali di manga studies, il cui lavoro accademico ha contribuito a legittimare il fumetto giapponese come campo di ricerca autonomo. Accanto a lei, la presenza di Umezawa Shun dà al convegno un respiro che unisce teoria e pratica: l’autore di Darwin’s Incident, manga pluripremiato da cui è stata tratta l’omonima serie animata approdata di recente su Amazon Prime Video, sarà protagonista non solo di una keynote lecture, ma anche di una sessione di live drawing, offrendo al pubblico uno sguardo diretto sul processo creativo del mangaka.
La scelta di Torino come sede dell’evento non è casuale. Negli ultimi anni l’Università ha investito sempre di più nello studio delle culture contemporanee asiatiche, riconoscendo il ruolo centrale che prodotti come manga e anime hanno nella formazione dell’immaginario globale. In questo senso, InTO Manga si inserisce in un percorso più ampio che mira a colmare il divario tra cultura accademica e fenomeni popolari, senza gerarchie preconcette.
Il convegno è aperto non solo a studenti e docenti, ma anche a ricercatrici e ricercatori, operatori del settore culturale e a chiunque voglia approfondire il manga come strumento di narrazione e riflessione sul mondo contemporaneo. La partecipazione è aperta al pubblico, previa registrazione, a conferma della volontà di mantenere un dialogo ampio e inclusivo.
A sostenere l’iniziativa ci sono la Japan Foundation e il patrocinio di Aistugia – Associazione Italiana Studi Giapponesi e del Consolato Generale del Giappone a Milano, a testimonianza di un interesse istituzionale crescente verso un ambito di studi che, fino a pochi anni fa, faticava a trovare spazio nelle università italiane.
Per Torino, città che da tempo intreccia ricerca, cultura e sperimentazione, il convegno rappresenta anche un segnale: il manga non è più soltanto scaffale di libreria o fenomeno da fiera, ma uno strumento utile per leggere il presente e interrogare le trasformazioni della società globale.
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