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Askatasuna torna a riunirsi a Torino, l’assemblea nazionale si sposta al Campus Einaudi

Attesi numerosi partecipanti in vista del corteo del 31 gennaio

Askatasuna

Askatasuna torna a riunirsi a Torino, l’assemblea nazionale si sposta al Campus Einaudi (foto di repertorio)

Cambio di sede per l’assemblea nazionale del centro sociale Askatasuna, in programma sabato a Torino. L’incontro, inizialmente previsto a Palazzo Nuovo, non si svolgerà nella storica sede delle facoltà umanistiche ma sarà ospitato al Campus universitario Luigi Einaudi. A comunicarlo sono stati gli stessi organizzatori, che parlano di una scelta legata esclusivamente a esigenze organizzative e di capienza.

«Una decisione dovuta a motivi logistici e di spazi», spiegano da Askatasuna, sottolineando come nel capoluogo piemontese siano attesi numerosi partecipanti e delegazioni provenienti da altre città. L’assemblea, dal titolo “Governo nemico del popolo. Il popolo resiste”, rappresenta infatti un passaggio centrale nel percorso di mobilitazione avviato dopo lo sgombero del centro sociale, avvenuto il 18 dicembre scorso, e in vista del corteo nazionale del 31 gennaio già annunciato.

Nel testo di presentazione dell’iniziativa, gli organizzatori adottano toni netti e politici. «Non è tempo per abbandonarsi a ricordi consolatori, è tempo di allargare e ricomporre un fronte unito che sappia organizzarsi e contrapporsi ai piani che il Governo ha pronti per noi», si legge. L’appello invita a un’azione comune «indipendentemente da sigle, strutture o organizzazioni», con l’obiettivo dichiarato di «agire collettivamente per invertire il senso di marcia». Nel mirino, esplicitamente, il governo guidato da Giorgia Meloni, la crisi sociale, la guerra e «il genocidio in Palestina».

Sulla scelta della nuova sede è intervenuta anche l’Università di Torino, che in una nota firmata dalla rettrice Cristina Prandi e dal prorettore Gianluca Cuniberti ha chiarito le ragioni dell’autorizzazione concessa. L’Ateneo spiega che la richiesta formale per l’utilizzo di un’aula è arrivata dalle rappresentanze di Cua, Studenti indipendenti, Cambiare Rotta, Fgc e Coordinamento antifascista universitario, dopo un confronto avviato nei giorni precedenti.

«L’Ateneo ha ribadito la ferma condanna circa azioni violente e illegali, ma altrettanto ha riaffermato il proprio ruolo di luogo di dialogo e libero confronto democratico per tutta la propria comunità», si legge nella nota. Proprio in quest’ottica, spiegano Prandi e Cuniberti, è stata individuata «la migliore soluzione logistica», grazie alla collaborazione della Scuola di Scienze giuridiche, politiche ed economico-sociali, individuando un’aula della Palazzina Einaudi con una capienza ritenuta adeguata.

L’autorizzazione, sottolinea ancora l’Università, non prescinde dal rispetto delle regole. «Così intendiamo ribadire fiducia verso la nostra comunità universitaria insieme all’inderogabile richiesta del rispetto delle nostre regole interne e della legalità come dimensione che garantisce la libera esperienza democratica dentro e fuori l’università», precisano i vertici di UniTo, che ringraziano Prefetto e Questore di Torino per la collaborazione istituzionale.

Sul fronte politico non sono mancate reazioni critiche. La capogruppo di Fratelli d’Italia in Circoscrizione 7, Patrizia Alessi, e la vicecapogruppo di FdI alla Camera, Augusta Montaruli, hanno duramente contestato un’altra iniziativa collegata all’area antagonista, riferendosi a un’assemblea del Comitato di quartiere di Vanchiglia tenutasi in una scuola della zona.

«È semplicemente vergognoso che l’assemblea di Askatasuna si sia svolta all’interno di un istituto scolastico», affermano. Le due esponenti annunciano l’intenzione di andare «fino in fondo per fare luce sulla dinamica che ha permesso ai soliti antagonisti, sotto il cappello del comitato civico, di usare uno spazio pubblico per i propri fini».

Nel mirino di Alessi e Montaruli anche la narrazione di un quartiere compatto a sostegno del centro sociale. «Continuare a parlare di un quartiere dalla parte del centro sociale è semplicemente ridicolo», sostengono, aggiungendo che «la maggior parte dei cittadini di Vanchiglia attendeva da tempo il ritorno della legalità e la fine di Askatasuna». Secondo le esponenti di FdI, «coloro che oggi creano disagi e paura sono gli antagonisti pronti a devastare la città il 31 gennaio», mentre esprimono piena solidarietà alle forze dell’ordine.

L’assemblea di sabato, intanto, si prepara a svolgersi al Campus Einaudi, in un clima di attenzione istituzionale e di forte contrapposizione politica, con lo sguardo già rivolto alle mobilitazioni annunciate per le prossime settimane.

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