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19 Gennaio 2026 - 13:15
Le multe a Valperga servono davvero a fare cassa o a rendere le strade più sicure?
Quindicimila euro. Non una cifra da capogiro, non un tesoretto nascosto nelle pieghe del bilancio comunale. Ma abbastanza per dire che, anche a Valperga, le multe non sono solo una voce contabile bensì uno strumento da governare con attenzione. La Giunta comunale ha approvato il piano di previsione degli incassi per il 2025 e, soprattutto, ha messo nero su bianco come verranno utilizzati i proventi delle sanzioni per violazioni al Codice della strada. Un atto dovuto per legge, certo, ma anche una scelta politica che racconta un modo preciso di intendere la gestione della viabilità.
La stima delle entrate si ferma a 15 mila euro, una cifra sostanzialmente in linea con gli anni precedenti. Nessuna impennata, nessun calo drastico. Da tempo, spiegano i documenti di bilancio, Valperga si muove su questi numeri, con oscillazioni minime di poche centinaia di euro. Un dato che fotografa una realtà lontana dai grandi centri, dove le sanzioni diventano talvolta una leva rilevante per i conti pubblici. Qui il margine è ristretto, e proprio per questo ogni euro assume un peso specifico maggiore.
La normativa nazionale è chiara: almeno il 50 per cento dei proventi delle multe deve essere reinvestito in sicurezza stradale. Non una raccomandazione, ma un obbligo. Manutenzione delle strade, segnaletica, interventi sulla viabilità, misure di tutela per gli utenti più esposti. Ed è su questo perimetro che si muove la programmazione del Comune. L’attenzione è rivolta in particolare a pedoni, ciclisti, bambini, anziani e persone con disabilità, categorie che pagano il prezzo più alto quando le infrastrutture sono carenti o la segnaletica è insufficiente.

C’è un elemento che distingue Valperga da molte altre realtà, ed è una scelta che viene ribadita anche nel bilancio 2025. Nessuna previsione di incasso legata agli autovelox e al superamento dei limiti di velocità. Non è una novità, ma una linea coerente seguita da anni. Significa, in concreto, che il Comune non costruisce il proprio equilibrio finanziario sulle sanzioni per eccesso di velocità, evitando di trasformare i controlli in una fonte strutturale di entrata. Una posizione che ha inevitabilmente riflessi sul gettito, ma che segnala una certa prudenza amministrativa.
Il piano approvato dalla Giunta non entra nel dettaglio dei singoli interventi, ma traccia una direzione netta. Le multe non servono a fare cassa, bensì a rientrare in un circuito virtuoso che dovrebbe tradursi in strade più sicure e meglio manutenute. È un equilibrio sottile, soprattutto in un contesto di risorse limitate, dove ogni spesa va calibrata e ogni investimento deve rispondere a una priorità reale.
In un momento in cui il tema della sicurezza stradale è tornato prepotentemente al centro del dibattito pubblico, anche nei piccoli comuni, la decisione di Valperga assume un valore che va oltre i numeri. Non ci sono grandi opere in vista, né interventi risolutivi. Ma c’è l’idea che la gestione delle sanzioni debba restare coerente con la loro funzione originaria: prevenire, correggere, migliorare la qualità della circolazione.
Quindicimila euro non cambieranno il volto della viabilità, ma possono fare la differenza su un attraversamento pedonale, su un tratto di strada ammalorato, su una segnaletica più chiara. In un bilancio comunale fatto di scelte quotidiane e margini stretti, anche le multe diventano un termometro della politica locale. E a Valperga, almeno per il 2025, la bussola sembra puntare su sicurezza e manutenzione, non sulla rincorsa agli incassi.
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