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Gaza raccontata a Verrua Savoia: parole e musica per non restare in silenzio

Presentazione del libro “Diario di Gaza” con traduttore, esperti e letture

Gaza raccontata a Verrua Savoia: parole e musica per non restare in silenzio

Gaza raccontata a Verrua Savoia: parole e musica per non restare in silenzio

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Venerdì 23 gennaio 2026, alle 20.45, il salone polivalente di Verrua Savoia, in località San Giovanni 70, ospiterà una serata che sceglie di non restare neutrale. “Gaza, noi e altre storie” è il titolo di un incontro che unisce parole e musica per provare a capire, raccontare, prendere posizione. L’iniziativa è promossa dalla Biblioteca civica di Verrua Savoia in collaborazione con il Collettivo Statale 590 e l’associazione Oltre la parola.

Al centro della serata la presentazione del libro “Diario di Gaza”, una testimonianza che attraversa la vita quotidiana nella Striscia, lontana dalle astrazioni del dibattito politico e vicina alle persone. A discuterne saranno Sami Hallac, traduttore del volume, Guglielmo Bertolina, profondo conoscitore della realtà palestinese, e Marilena Massasso, che darà voce ad alcuni brani del libro con letture selezionate. La musica accompagnerà l’incontro: prima della presentazione e al termine della serata, il cantautore piemontese Arante proporrà alcuni brani dal suo nuovo album “Disordini”, intrecciando parole cantate e narrazione civile.

La serata si inserisce in un percorso culturale che non nasce per caso e non si esaurisce in un singolo appuntamento. Il Collettivo Statale 590 è una realtà informale di cittadini e attivisti attiva lungo l’asse della ex Strada Statale 590, tra la collina e la pianura del Torinese. Negli ultimi anni il collettivo ha promosso presìdi, incontri pubblici, iniziative culturali e momenti di solidarietà dedicati in particolare alla Palestina e a Gaza, scegliendo spazi decentrati, paesi e comunità spesso fuori dai grandi circuiti mediatici. L’obiettivo dichiarato è semplice e insieme radicale: portare le grandi questioni internazionali dentro i territori, rompendo il silenzio e l’indifferenza attraverso la cultura, la parola e la presenza fisica delle persone. Non un’organizzazione strutturata, ma una rete che si muove tra libri, teatro, musica e piazze, tenendo insieme impegno civile e dimensione locale.

“Gaza, noi e altre storie” si muove su questa stessa linea: non un evento da calendario, ma un’occasione per ascoltare, confrontarsi e restare, consapevolmente, dalla parte delle domande scomode.

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