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Parcheggi a pagamento di Settimo Torinese.... "Mi hanno fottuto 50 centesimi!"

Arrivi in città per un esame medico, non sei residente e non tornerai presto. Il parchimetro non dà il resto, ma ti stampa un “credito” da usare chissà quando. Servizio smart o furbata?

Parcheggi a pagamento di Settimo Torinese.... "Mi hanno fottuto 50 centesimi!"

Parcheggi a pagamento di Settimo Torinese.... "Mi hanno fottuto 50 centesimi!"

Arrivi a Settimo Torinese per un motivo serio. Un esame di laboratorio. Digiuno, ansia, provetta in vista. Non sei lì per fare shopping, non sei lì per passeggiare, non sei lì per innamorarti del centro storico. Sei lì, parcheggi, scendi, entri, fai quello che devi fare e te ne vai.

Parcheggi in piazza Campidoglio, infili le monete nel parchimetro – perché sì, siamo ancora alle monete – e paghi. Magari metti un euro, per stare largo. Non si sa mai, un esame può durare di più, c’è la coda, il sistema informatico è lento, il tecnico ti guarda male.

Torni all’auto. E il parchimetro, magnanimo, ti fa una sorpresa: “Credit Amount: 0,50 euro”.

Non un resto. Non una moneta. Un credito.

zigiotto

La sindaca Elena Piastra e il consigliere comunale Giorgio Zigiotto

Un foglietto. Un QR code. Un piccolo attestato di fiducia nel tuo futuro… a Settimo Torinese.

Peccato che tu non sia di Settimo. Peccato che tu non ci lavori. Peccato che tu non ci torni domani. Peccato che tu non sappia quando e se ci tornerai.

E allora la domanda nasce spontanea: che me ne faccio di 50 centesimi di credito parcheggio?

Li incornicio? Li metto nel portafoglio come ricordo? Li uso come segnalibro? Li lascio in eredità?

Perché il messaggio è chiaro: il parchimetro non ti restituisce il resto, ma ti regala un biglietto per una seconda puntata che forse non vedrai mai. Un “torna a trovarci”. Un arrivederci non richiesto.

"E qui scatta il sospetto quello che ogni cittadino prova quando il sistema sembra funzionare… - enfatizza il consigliere comunale dei Fratelli d'Italia Giorgio Zigiotto a cui un malcapitato si è rivolto incazzato come una belva - Se sei di passaggio, se sei un pendolare sanitario, se sei uno che entra ed esce, quel credito non è un vantaggio. È un resto travestito da gentilezza. È denaro immobilizzato. È una micro-tassa mascherata da servizio smart. Per carità, tutto legale. Tutto stampato. Tutto tracciabile. Ma sempre 50 centesimi sono. E se moltiplichi quei 50 centesimi per decine, centinaia di persone che ogni giorno arrivano a Settimo per visite, esami, commissioni rapide… il conto diventa meno poetico....".

Alla fine la sensazione resta una sola: "Mi hanno fottuto?"
E quando un servizio pubblico pensa solo a fare cassa e funziona solo per chi resta, forse una domanda bisognerebbe farsela. Anche solo per 50 centesimi.

S'aggiunge - anzi no lo aggiunge Zigiotto - che Abaco non ha mai pensato a delle tariffe ridotte per i tanti utilizzatori della biblioteca... "Quelli che passano lì un'intera giornata di tanto in tanto..".. Giusto per fare un esempio...

La verità è che più volte, in passato, a sentire la parola "Abaco", la sindaca Elena Piastra ha alzato le spalle.

Qualche tempo fa ispondendo a un cittadino disse: “Rispetto al perché la gestione sia stata data ai privati: la società pubblica che gestiva la sosta (e che garantiva un mese intero di parcheggio gratuito, tutto agosto) è fallita nel 2016. E in quegli anni si era così tanto in difficoltà economica da non riuscire neppure a sostituire i parchimetri mettendo quelli nuovi che la norma imponeva (con pagamento POS). La gara che ha previsto la concessione a privati è stata affidata nel 2019, prima che io diventassi sindaca (durante il mandato Puppo), e la concessione dura 18 anni, quindi non devo difendere una mia scelta, ma credo, per sincerità, che in allora la situazione di bilancio e della società non permettesse tante altre soluzioni. Buona serata.”

Una sorta di assoluzione preventiva, come se bastasse scrivere “non ero io” per lavarsi le mani. Che poi (mica siam scemi) lei c'era, eccome se c'era... faceva l'assessora... Piastra per la cronaca (e non solo per quella) sta in Municipio dai tempi di Corgiat, alla fine di questo mandato saranno la bellezza di 20 anni, il ventennio "piastriano"...

La verità è che dietro a questa formula cortese – “Buona serata” – si nasconde la solita narrazione da manuale: colpa del passato, colpa della crisi, colpa di chi c’era prima, colpa della sorella nana, colpa di chicchirichì. Mai che si prenda "sul serio" e fino in fondo una responsabilità che bussi alla porta di Palazzo. 

Perchè  -e qui viene il bello o, se si preferisce il dramma -  i documenti raccontano un’altra storia. Nel 2019 la concessione non è stata data direttamente ad Abaco, bensì alla società Patrimonio, che è del Comune. È stata Patrimonio, e non "micio micio miao miao" ad affidare ad Abaco la gestione della sosta. Questo è scritto chiaramente in una delibera di giunta del 2022, quella stessa che ha rivisto condizioni e regole del servizio.

Quindi non stiamo parlando di leggende metropolitane, ma di atti amministrativi ufficiali.

Nel 2022, con la stessa delibera, sono state cambiate condizioni e modalità. E il 6 maggio 2025 la Giunta ha trasformato alcuni stalli da “alta rotazione” a semplici spazi di sosta a pagamento utilizzabili anche dai possessori di abbonamento. 

Morale? Il contratto con Abaco non è immodificabile, al massimo è da considerarsi il Vangelo secondo "Piastra", quando serve, le modifiche si fanno eccome. Quando invece si tratta di restituire un po’ di respiro ai cittadini improvvisamente le braccia cadono e i poteri spariscono.

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