Cerca

Attualità

Passaporti anche in Posta nell’Alessandrino, il Piemonte accelera sui servizi di prossimità

Da oggi il documento si richiede in 169 Comuni sotto i 15mila abitanti, Cirio rilancia: “Entro il 2026 passaporto a casa per chi compie 18 anni”

Passaporti anche in Posta nell’Alessandrino, il Piemonte accelera sui servizi di prossimità

Passaporti anche in Posta nell’Alessandrino, il Piemonte accelera sui servizi di prossimità

La richiesta e il rinnovo del passaporto escono sempre di più dagli uffici tradizionali e si avvicinano ai cittadini. Dopo le sperimentazioni avviate nelle province di Novara e Vercelli, da oggi il servizio è operativo anche nell’Alessandrino, dove in 169 Comuni sotto i 15mila abitanti sarà possibile avviare la pratica direttamente all’ufficio postale. Un passaggio che segna un’ulteriore tappa nel percorso di decentramento dei servizi pubblici promosso dalla Regione Piemonte in collaborazione con Poste Italiane e il Ministero dell’Interno.

Il via ufficiale è stato dato a San Salvatore Monferrato, con la visita del presidente della Regione Alberto Cirio e dell’assessore regionale Enrico Bussalino. All’incontro erano presenti anche il presidente della Provincia di Alessandria, Luigi Benzi, il sindaco Corrado Tagliabue, il questore Sergio Molino, oltre a parlamentari e consiglieri regionali del territorio. Un momento simbolico, ma anche operativo, per presentare un servizio pensato soprattutto per i Comuni più piccoli, le aree collinari e quelle meno collegate ai grandi centri.

Secondo Cirio, l’estensione del servizio rappresenta una risposta concreta alle difficoltà emerse negli ultimi anni. «Arriviamo da un periodo in cui ottenere il passaporto era complicato – ha spiegato –. Oggi la situazione è migliorata, ma poter fare la richiesta in Posta e riceverlo poi direttamente a casa è un passo ulteriore, soprattutto per chi vive lontano dalle questure». Il governatore ha ringraziato Poste Italiane per l’attuazione progressiva del progetto, sottolineando come l’obiettivo sia quello di garantire pari accesso ai servizi indipendentemente dal luogo di residenza.

Nel dettaglio, in provincia di Alessandria il servizio è attivo in tutti gli uffici postali dei Comuni sotto i 15mila abitanti, portando il totale regionale a 324 sedi abilitate. I numeri diffusi parlano di circa 600 passaporti già rilasciati in Piemonte attraverso questo canale: 169 nell’Alessandrino, 81 nel Novarese e 74 nel Vercellese. A queste si stanno aggiungendo, in queste settimane, anche le province di Cuneo e Torino, con un’ulteriore estensione prevista nei prossimi mesi.

Il progetto, però, guarda già oltre. Cirio ha annunciato l’intenzione di fare del Piemonte un laboratorio nazionale per un’ulteriore innovazione: la consegna automatica del passaporto al compimento dei 18 anni. «Vogliamo essere la prima Regione italiana – ha dichiarato – che, con la collaborazione del governo e di Poste Italiane, consegna direttamente a casa il passaporto ai neo-maggiorenni». Un’ipotesi che, se realizzata, cambierebbe radicalmente il rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione su un documento fondamentale per la mobilità internazionale.

Per questo motivo, ha spiegato il presidente, è già fissata una riunione al Ministero dell’Interno per definire gli aspetti operativi e normativi dell’iniziativa, che rientra tra gli obiettivi dichiarati per il 2026. Restano da chiarire modalità, requisiti e tempistiche, ma il messaggio politico è chiaro: puntare su semplificazione, digitalizzazione e servizi di prossimità.

Dal punto di vista territoriale, l’impatto è significativo soprattutto per le comunità minori, dove raggiungere una questura può comportare spostamenti lunghi e costosi. La possibilità di rivolgersi all’ufficio postale di riferimento riduce tempi e disagi, rafforzando al contempo il ruolo delle Poste come snodo multifunzionale dei servizi pubblici.

In attesa dei prossimi passaggi istituzionali, l’estensione del servizio passaporti all’Alessandrino segna dunque un cambio di passo nella gestione di una pratica che, fino a pochi anni fa, era diventata sinonimo di code, appuntamenti difficili e attese prolungate. Un cambiamento che ora passa, sempre più spesso, dallo sportello sotto casa.

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori