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16 Gennaio 2026 - 13:01
Velodromo Francone, il futuro del centro federale resta sospeso tra attese e scadenze ravvicinate
Da quasi trent’anni forma giovani ciclisti, ospita allenamenti federali e porta il nome del Piemonte sulle piste d’Italia. Oggi però il Velodromo Francone di San Francesco al Campo rischia di restare ostaggio della burocrazia. La pista c’è, i ragazzi anche. A mancare, a pochi mesi dall’inizio della nuova stagione, è una convenzione chiara che garantisca continuità al Centro Federale di Avviamento alla Pista, attivo dal 1997 e unico nel suo genere in regione.
Oggi, però, il futuro di questo centro è appeso a una convenzione che ancora non c’è. La recente rescissione della convenzione di gestione del centro polisportivo da parte dell’associazione Velodromo Francone ha aperto una fase delicata, fatta di interlocuzioni istituzionali, richieste formali e tempi che iniziano a farsi stretti. A novembre, il Comitato Regionale della Federciclismo Piemonte ha chiesto un incontro al Comune per chiarire le intenzioni dell’Amministrazione e, soprattutto, per ottenere garanzie sulla continuità delle attività federali legate alla pista.
Il nodo centrale è proprio questo: evitare che un’esperienza consolidata venga interrotta o, peggio, spostata fuori regione. La scuola federale di avviamento alla pista non è un’attività marginale, ma un tassello strategico nella filiera del ciclismo italiano, che parte dai settori giovanili per arrivare all’alto livello. La Federciclismo piemontese ha sottolineato come, allo stato attuale, la Velodromo Francone asd rappresenti l’unico soggetto in Piemonte in grado di garantire una gestione tecnica e organizzativa adeguata della struttura.
Un primo confronto si è svolto nel dicembre scorso, con un incontro tra Amministrazione comunale, Comitato Regionale Fci e associazione Velodromo Francone. In quella sede il Comune ha espresso la volontà di proseguire e investire sull’impianto, un segnale importante ma che ora deve tradursi in atti concreti. L’associazione ha chiesto una convenzione di durata quinquennale, con possibilità di rinnovo per ulteriori cinque anni, ritenuta indispensabile per costruire una progettualità solida e di medio-lungo periodo.
Senza un orizzonte temporale adeguato, infatti, diventa difficile pianificare investimenti, programmare attività sportive, garantire continuità ai tecnici federali e rassicurare le famiglie degli atleti. Il ciclismo su pista richiede strutture dedicate, competenze specifiche e una visione che non può essere legata a scadenze brevi o incerte. È per questo che l’attesa della bozza di convenzione o di una manifestazione di interesse predisposta dal Comune viene vissuta come un passaggio decisivo.

Il tempo, in questo caso, non è una variabile neutra. Con l’avvicinarsi della stagione primaverile, le scelte devono essere definite rapidamente per non compromettere l’attività del centro federale. Il rischio, esplicitato più volte nei tavoli di confronto, è che l’assenza di certezze porti a valutare soluzioni alternative fuori dal Piemonte, con una perdita evidente per il territorio e per l’intero movimento ciclistico regionale.
Il Velodromo Francone non è soltanto una pista. È un luogo che negli anni ha ospitato eventi ciclistici regionali, nazionali e internazionali, contribuendo a dare visibilità al territorio e a consolidare una tradizione sportiva che va ben oltre i confini comunali. La richiesta avanzata alla Amministrazione comprende infatti anche l’impegno a mantenere la struttura idonea ad accogliere manifestazioni di alto livello, elemento che rafforza il ruolo del velodromo come infrastruttura strategica.
Nel frattempo, l’associazione Velodromo Francone ha rinnovato il proprio direttivo. Dal 15 dicembre, il nuovo consiglio resterà in carica fino al 2028, con la conferma di Davide Francone alla presidenza e una squadra di vicepresidenti e consiglieri che garantisce continuità e competenze. Un segnale di stabilità interna che va nella direzione di rafforzare la credibilità del progetto, proprio mentre si attende una risposta formale dal Comune.
La vicenda del velodromo si inserisce in un contesto più ampio, che riguarda il rapporto tra enti locali e associazioni sportive nella gestione degli impianti. Da un lato, le amministrazioni sono chiamate a tutelare il patrimonio pubblico e a garantire procedure trasparenti; dall’altro, realtà come la Velodromo Francone asd chiedono strumenti amministrativi adeguati per poter lavorare con continuità e responsabilità. Trovare un equilibrio tra questi due piani è spesso complesso, ma diventa imprescindibile quando in gioco c’è un centro federale riconosciuto.
A San Francesco al Campo, la posta in gioco è chiara: preservare un’eccellenza sportiva che da decenni forma giovani atleti e rappresenta un unicum nel panorama piemontese. La volontà politica dichiarata ora deve tradursi in una scelta amministrativa tempestiva, capace di dissipare le incertezze e di garantire al velodromo un futuro all’altezza della sua storia.
In attesa della convenzione, il ciclismo su pista piemontese resta in una fase di sospensione. Una situazione che nessuno auspica diventi cronica. Perché il tempo delle attese, nello sport come nelle istituzioni, spesso coincide con il rischio di perdere opportunità difficilmente recuperabili.
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