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16 Gennaio 2026 - 12:21
Nole rilancia sulla bicicletta, riapre la ciclofficina sociale tra inclusione e mobilità sostenibile
La ciclofficina sociale di Nole riapre le porte e rilancia il proprio progetto, confermandosi come uno dei presìdi più concreti di mobilità sostenibile e inclusione sociale del territorio. Dopo la chiusura della sede di via Garibaldi, il laboratorio di riparazione biciclette trova una collocazione temporanea nell’ex municipio di piazza Vittorio Emanuele II, una soluzione che consente di garantire continuità a un’esperienza ormai radicata nella comunità, in attesa di un trasferimento definitivo previsto nell’area della stazione ferroviaria.
Il cambio di indirizzo non interrompe un percorso avviato nel 2018, quando la ciclofficina nacque all’interno del progetto Comunità di pratica. Sentieri & Saperi senza Barriere. Fin dall’inizio, l’iniziativa ha puntato a intrecciare sviluppo locale, formazione e inclusione, utilizzando la bicicletta come strumento di incontro, apprendimento e partecipazione attiva. Un laboratorio artigianale solo in apparenza: in realtà, uno spazio dove la manutenzione dei mezzi diventa occasione di relazione, scambio di competenze e costruzione di legami sociali.
La nuova sede rappresenta una tappa di transizione, ma anche un’opportunità per consolidare il ruolo della ciclofficina come punto di riferimento per chi sceglie una mobilità alternativa all’auto. L’obiettivo dichiarato dell’amministrazione comunale è quello di valorizzare ulteriormente il progetto, accompagnandolo verso una sede più strategica, a ridosso della stazione, dove il legame tra bicicletta e trasporto pubblico potrà diventare ancora più forte e funzionale.
In questi anni, la ciclofficina ha contribuito in modo significativo alla promozione dei percorsi ciclopedonali del territorio, inserendosi in una visione più ampia che guarda alla Corona Verde e al nuovo progetto VeLa, la rete di collegamenti ciclabili e pedonali destinata a unire Venaria Reale e Lanzo. In questo quadro, ogni intervento su una bicicletta assume un valore che va oltre l’aspetto tecnico: è un gesto che richiama stili di vita sostenibili, attenzione all’ambiente e responsabilità collettiva.

Il laboratorio si fonda su una forte dimensione inclusiva. Coinvolge volontari, appassionati di ciclismo e persone con disabilità, creando un contesto in cui ciascuno può contribuire secondo le proprie capacità. Le attività spaziano dalla riparazione e manutenzione artigianale delle biciclette a iniziative educative rivolte a diverse fasce d’età, con laboratori sul territorio che rafforzano il senso di appartenenza e di comunità. La bicicletta diventa così un mezzo per abbattere barriere, non solo fisiche ma anche sociali.
Il progetto è il risultato di una rete articolata di collaborazioni. Accanto al Comune di Nole, operano la cooperativa Coesa, il Cis – Consorzio intercomunale dei servizi socio-assistenziali, la cooperativa Animazione Valdocco, la Fondazione Matrice e diverse associazioni locali. Una sinergia che permette di integrare competenze sociali, educative e tecniche, rendendo la ciclofficina un esempio di welfare di comunità applicato alla mobilità sostenibile.
La scelta di investire su questo tipo di iniziative assume un significato particolare in un momento in cui i piccoli Comuni sono chiamati a ripensare i propri spazi e servizi. La ciclofficina non è solo un laboratorio, ma un luogo di aggregazione, capace di intercettare bisogni diversi: dalla necessità di muoversi in modo economico e sostenibile, al desiderio di imparare un mestiere, fino all’esigenza di sentirsi parte attiva di un progetto collettivo.
Guardando al futuro, il trasferimento alla stazione ferroviaria rappresenta una scommessa strategica. Portare la ciclofficina in prossimità di uno snodo del trasporto pubblico significa rafforzare l’intermodalità, incentivare l’uso quotidiano della bicicletta e rendere ancora più evidente il legame tra mobilità dolce e qualità della vita. In prospettiva, il laboratorio potrebbe diventare un presidio stabile a servizio non solo dei residenti, ma anche di pendolari e turisti.
Nel frattempo, la sede dell’ex municipio consente di mantenere viva l’esperienza, evitando interruzioni che avrebbero rischiato di disperdere competenze e relazioni costruite nel tempo. Una scelta che conferma come la mobilità sostenibile, quando è accompagnata da politiche inclusive, possa diventare uno strumento efficace di coesione sociale.
La ciclofficina di Nole continua così il suo cammino, pedalata dopo pedalata, dimostrando che anche nei centri più piccoli è possibile costruire progetti duraturi, capaci di unire ambiente, solidarietà e partecipazione. Un laboratorio che ripara biciclette, ma soprattutto tiene in movimento una comunità.
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