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Cronaca

Studentessa scomparsa nel nulla, bici ritrovata e telefono muto: cosa sappiamo del caso Annabella Martinelli

La Procura indaga per sequestro di persona: acquisiti tabulati, social e videosorveglianza privata

Studentessa scomparsa nel nulla, bici ritrovata e telefono muto: cosa sappiamo del caso Annabella Martinelli

Studentessa scomparsa nel nulla, bici ritrovata e telefono muto: cosa sappiamo del caso Annabella Martinelli

La sera di sabato 6 gennaio 2026 Annabella Martinelli, 22 anni, studentessa di Giurisprudenza all’Università di Bologna, è uscita da casa a Padova e si è messa in strada in bicicletta. È salita sulla sua bici viola, con uno zainetto rosso sulle spalle e due cartoni di pizza sistemati sul portapacchi. Direzione: Colli Euganei, verso Teolo. Da quel momento, però, della giovane non si hanno più notizie.

Le ultime immagini note la mostrano pedalare di notte, da sola, attraversando Selvazzano Dentro e poi Teolo. Dopo quei fotogrammi, solo il vuoto. Da mercoledì 14 gennaio, la Procura di Padova ha aperto un fascicolo per sequestro di persona contro ignoti, autorizzando anche la diffusione dei video per raccogliere testimonianze e segnalazioni utili.

Secondo la ricostruzione emersa finora, Annabella è uscita intorno alle 20 dicendo di avere un incontro. Un dettaglio che, stando alle verifiche, non avrebbe trovato riscontro. Eppure il percorso seguito e gli acquisti effettuati lungo la strada raccontano altro: una destinazione precisa, un appuntamento possibile, una tappa programmata.

Poco prima delle 22, la ragazza entra in una pizzeria al confine con Selvazzano Dentro e ritira due pizze ordinate poco prima. Subito dopo compra anche delle bevande in un altro esercizio. Nessun segnale di agitazione: appare tranquilla, sempre sola.

Tra le 22:18 e le 23:06 tre impianti di videosorveglianza la riprendono in punti diversi: prima a un distributore di Selvazzano Dentro, poi davanti al Municipio di Teolo, infine a un sistema di controllo in località Villa di Teolo. Indossa cappuccio scuro e jeans, pedala con passo regolare. Sono, ad oggi, gli ultimi fotogrammi conosciuti.

Il giorno successivo, 7 gennaio, il cellulare risulta irraggiungibile: aggancia una cella nell’area di Teolo e poi smette di dare segnale. Nessuna chiamata, nessun messaggio, nessuna attività utile alle ricerche.

Le ricerche

Tra il 10 e l’11 gennaio arriva il primo riscontro concreto sul terreno: la bicicletta viola viene ritrovata a Villa di Teolo, lungo una stradina bianca che si ricollega alla provinciale. È chiusa con un lucchetto. Accanto ci sono imballi di cartone compatibili con le due pizze ritirate poche ore prima. I cani seguono la traccia odorosa solo per pochi metri, poi si interrompe di colpo. Un dettaglio tecnico che, per gli investigatori, lascia aperta anche l’ipotesi di un possibile spostamento in auto.

Il 13 gennaio in Prefettura a Padova viene convocato un tavolo di coordinamento: le ricerche vengono confermate e potenziate almeno per altre 48 ore, con estensione del perimetro tra boschi, strade secondarie, casolari e sentieri dei Colli Euganei. Dal 14 gennaio cambia anche il quadro investigativo: l’apertura del fascicolo per sequestro di persona consente ai carabinieri di lavorare con strumenti più ampi, dall’acquisizione dei tabulati all’analisi dei dispositivi e dei contatti, fino alla verifica estesa di telecamere pubbliche e private.

L’ipotesi del sequestro non significa che sia escluso un allontanamento volontario. Le fonti investigative parlano di valutazioni “a tutto campo”, ma il quadro è considerato anomalo: l’assenza totale di contatti, il telefono muto dal 7 gennaio, la bicicletta lasciata in un punto di passaggio e soprattutto quella traccia che si spegne improvvisamente. Sono elementi che rendono necessario, secondo gli inquirenti, considerare anche un intervento esterno.

In questo contesto è finito sotto la lente anche un dettaglio emerso dai social: alcuni profili personali della giovane sarebbero stati chiusi da una persona “vicina” ad Annabella e in possesso delle credenziali. Un passaggio delicato, ora oggetto di verifiche tecniche, per ricostruire accessi, orari e dispositivi utilizzati, e chiarire se si sia trattato di un gesto familiare o di un elemento con implicazioni investigative.

Intanto sul campo il dispositivo resta massiccio: Vigili del fuoco, Carabinieri, Protezione civile, Soccorso alpino e speleologico, unità cinofile, droni e — quando possibile — anche elicotteri. Le ricerche si concentrano nell’area compresa tra Monte Grande, Monte della Madonna e Rocca Pendice, nel cuore del Parco regionale dei Colli Euganei. Un territorio che, soprattutto d’inverno, può inghiottire tracce: sentieri che si moltiplicano, case isolate, carrarecce e punti dove fermarsi senza essere notati.

I filmati divulgati finora mostrano una sequenza compatta: Annabella pedala, sempre da sola, e non appare affiancata o seguita in modo evidente. Ma gli inquirenti non escludono che qualcosa possa essere sfuggito alla lettura immediata delle immagini: dettagli fuori campo, movimenti su strade laterali, mezzi che transitano in una finestra temporale ristretta.

Resta dunque un caso aperto e pieno di domande. Perché una ragazza di 22 anni affronta di sera, in pieno inverno, un tragitto di 20-25 chilometri da Padova fino ai piedi dei Colli Euganei con due pizze legate al portapacchi? A chi erano destinate? Dove doveva fermarsi? E soprattutto: cosa è accaduto dopo le 23:06, quando le telecamere smettono di seguirla?

Gli investigatori stanno incrociando tabulati, videosorveglianza pubblica e privata, e verifiche sui contatti. È una corsa contro il tempo fatta di dettagli minimi: una targa, un’auto ferma, una presenza notata e poi dimenticata. Nel frattempo, l’appello resta lo stesso: chi ha visto qualcosa tra le 22 e le 23:10 di quella sera, tra Selvazzano, Teolo e Villa di Teolo, può fornire un tassello decisivo. In un’indagine così, non servono teorie: servono fatti verificabili.

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