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15 Gennaio 2026 - 16:55
Torino riscopre Berlinguer al Museo Ettore Fico: una mostra che interroga il presente
Torino torna a confrontarsi con la figura di Enrico Berlinguer, con una mostra che non si limita alla celebrazione storica ma chiama in causa il presente della politica e del lavoro. Al Museo Ettore Fico, fino al 15 marzo, è visitabile I luoghi e le parole di Enrico Berlinguer, un percorso espositivo che ricostruisce la vicenda umana e politica del segretario del Partito comunista italiano attraverso documenti d’archivio, immagini, filmati e testimonianze, mettendo al centro i temi che hanno segnato il suo impegno pubblico e che ancora oggi restano aperti.
La mostra arriva a Torino dopo aver toccato Sassari, Cagliari, Firenze, Bologna e Roma, e approda sotto la Mole su iniziativa della Cgil Piemonte e dello Spi Cgil Piemonte, con la collaborazione della Fondazione Istituto piemontese Antonio Gramsci e del Consiglio regionale del Piemonte, e con il patrocinio della Città di Torino e della Regione Piemonte. Un progetto culturale che nasce dal lavoro congiunto dell’Associazione Enrico Berlinguer, della Fondazione Gramsci di Roma e del Cespe, e che si inserisce nel dibattito più ampio sull’eredità politica e morale di uno dei protagonisti centrali della storia repubblicana.
Alla preview torinese hanno preso parte Laura Berlinguer, il sindaco di Torino Stefano Lo Russo, il presidente della Regione Alberto Cirio, la vicepresidente del Senato Anna Rossomando, il presidente della Fondazione piemontese Istituto Gramsci Gianguido Passoni e il presidente dell’Associazione Enrico Berlinguer Ugo Sposetti. Una presenza istituzionale ampia e trasversale, che segnala come la figura di Berlinguer continui a essere punto di riferimento e terreno di confronto anche oltre gli steccati politici.
Non è casuale la scelta del Museo Ettore Fico come sede dell’esposizione. L’edificio, un tempo fabbrica, è legato alla storia industriale torinese e alla memoria del lavoro. Un luogo simbolico che rafforza uno dei messaggi centrali della mostra: il rapporto tra lavoro e rappresentanza, tra diritti sociali e democrazia. Un tema richiamato con forza dal segretario generale della Cgil Piemonte, Giorgio Airaudo, che ha sottolineato come il lavoro non possa restare “orfano di rappresentanza” e come lavoratrici, lavoratori e precari abbiano bisogno di risposte, riforme e leggi che negli ultimi anni sono mancate.
Nel percorso espositivo, la figura di Berlinguer emerge nella sua complessità: il dirigente politico, il leader capace di parlare al Paese nei momenti di crisi, ma anche l’uomo che ha posto al centro della sua azione pubblica il tema della questione morale, del rapporto tra etica e politica, del rispetto delle istituzioni. Valori che, come è stato ricordato durante l’inaugurazione, appaiono oggi tutt’altro che scontati in una fase storica segnata da polarizzazione, sfiducia e disaffezione verso la partecipazione democratica.
Il sindaco Stefano Lo Russo ha evidenziato come la mostra arrivi in una stagione in cui “è difficile orientarsi e partecipare alla vita democratica”, ribadendo un messaggio che attraversa l’intero progetto: la politica come esercizio serio, che richiede impegno e responsabilità, lontano dalla semplificazione e dall’urlo. Un’idea di politica che si riflette anche nella testimonianza del presidente della Regione Alberto Cirio, che pur appartenendo a uno schieramento diverso ha riconosciuto in Berlinguer una figura da cui “abbiamo tante cose da imparare”, a partire dal rispetto per le istituzioni, dal garbo e dalla ricerca di equilibrio.
La mostra non propone un racconto agiografico, ma restituisce i luoghi e le parole di un protagonista che ha segnato profondamente il Novecento italiano, invitando il visitatore a interrogarsi sul significato attuale di concetti come democrazia, partecipazione, lavoro, diritti e responsabilità pubblica. In questo senso, l’esposizione diventa anche uno strumento di educazione civica e di riflessione collettiva, capace di parlare a generazioni diverse.
A Torino, città operaia e politica per definizione, la figura di Enrico Berlinguer trova così un nuovo spazio di confronto. Non come icona del passato, ma come chiave di lettura per comprendere le fragilità e le sfide del presente. Una mostra che, più che offrire risposte, pone domande alla politica di oggi, chiamata a misurarsi con un’eredità che continua a pesare, soprattutto quando il tema del lavoro torna a chiedere voce, tutela e rappresentanza.
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