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14 Gennaio 2026 - 16:34
Maltempo in arrivo sull’Italia, piogge diffuse e neve abbondante fino a 1000 metri: il Nord-Ovest sotto osservazione speciale
L’Italia entra in una fase di marcata instabilità atmosferica, con un progressivo peggioramento delle condizioni meteo destinato a coinvolgere gran parte del Paese. Secondo le previsioni diffuse da iLMeteo.it, i prossimi giorni saranno caratterizzati da cieli spesso coperti, piogge irregolari e da un ritorno deciso della neve sulle montagne, con i fenomeni più intensi attesi soprattutto al Nord-Ovest.
Giovedì 15 gennaio si aprirà con un aumento generalizzato della nuvolosità al Nord, dove il cielo diventerà via via coperto su tutte le regioni. Le prime pioviggini irregolari interesseranno Liguria e Piemonte. Al Centro la giornata sarà segnata da nubi diffuse, a tratti compatte, con episodi di pioviggine soprattutto in Toscana, mentre sul resto delle regioni le precipitazioni risulteranno più sporadiche. Al Sud il tempo resterà nel complesso asciutto, ma con cieli poco o irregolarmente nuvolosi per l’intero arco della giornata e venti provenienti dai quadranti meridionali.
Venerdì 16 gennaio il quadro meteorologico andrà ulteriormente peggiorando, in particolare al Nordovest, dove sono attese piogge moderate sulla Liguria e un nuovo impulso nevoso sulle Alpi. Sul Triveneto il tempo si manterrà più variabile, con alternanza di nubi e schiarite. Al Centro il cielo sarà spesso molto nuvoloso o coperto sulla Toscana, con piogge concentrate sul massese, mentre sulle altre regioni non mancheranno temporanee aperture. Al Sud la giornata sarà spesso coperta su Sardegna e Sicilia, dove arriveranno le piogge, mentre altrove il cielo resterà irregolarmente nuvoloso.
Sabato 17 gennaio l’instabilità continuerà a essere protagonista. Al Nord il cielo resterà in gran parte coperto, con precipitazioni più probabili su Piemonte e Valle d’Aosta, mentre sul Triveneto saranno possibili schiarite anche ampie. Al Centro il tempo sarà parzialmente soleggiato, con nubi irregolari su tutte le regioni e venti di Scirocco. Al Sud sono previste piogge sui settori ionici, mentre sulle altre aree il tempo rimarrà asciutto, pur con cieli irregolarmente nuvolosi e ventilazione meridionale.

A rendere il quadro particolarmente delicato è l’arrivo di una vera e propria ondata di neve sulle montagne del Nord-Ovest. In un approfondimento pubblicato oggi su iLMeteo.it, il meteorologo Mattia Gussoni segnala l’arrivo di nevicate intense a partire da venerdì 16 gennaio, con fiocchi capaci di spingersi fino a quota 1000 metri. L’ingresso di più fronti perturbati di origine atlantica, combinato con aria fredda in quota e umidità nei bassi strati, creerà le condizioni ideali per precipitazioni persistenti e localmente molto abbondanti.

Cumulate di neve prevista fino all'avvio della prossima settimana
Le zone maggiormente esposte saranno le Alpi occidentali, con particolare attenzione a Piemonte, Valle d’Aosta e Lombardia occidentale. In Piemonte, località come Prato Nevoso e Sestriere potrebbero registrare accumuli rilevanti, così come in Valle d’Aosta a Breuil Cervinia e Courmayeur. Secondo le stime, entro la fine dell’evento potrebbero cadere oltre 50 centimetri di neve fresca, con quantitativi ancora superiori alle quote più elevate.
Le mappe meteo mostrano accumuli importanti anche su Alpi Liguri, Marittime, Graie, Cozie e Pennine, con precipitazioni che potrebbero risultare localmente intense e proseguire fino alla prima parte della prossima settimana. Una situazione che impone massima attenzione anche per l’aumento del pericolo valanghe, destinato a crescere sensibilmente a causa della grande quantità di neve caduta in poco tempo e della possibile instabilità del manto nevoso.
Le prossime giornate si annunciano dunque dinamiche e impegnative, con nevicate intermittenti, possibili bufere, visibilità ridotta e il rischio di disagi alla viabilità, in particolare lungo le strade di montagna del Nord-Ovest. Un quadro meteo che richiede prudenza e un costante monitoraggio, soprattutto per chi vive o si muove nelle aree alpine più esposte.
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