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Ancora emergenza buche a Gassino Torinese: cade una signora, interviene l'ambulanza

Il problema torna a farsi sentire sulle strade gassinesi. Il Comune stanzia altri 40mila euro, ma per le buche è corsa contro il tempo

Ancora emergenza buche a Gassino Torinese: cade una signora, interviene l'ambulanza

Ancora emergenza buche a Gassino Torinese: cade una signora, interviene l'ambulanza (immagine di repertorio)

Le buche tornano a farsi sentire, e non più soltanto come fastidio per automobilisti o danno meccanico alle vetture. A Gassino Torinese, il tema della manutenzione stradale è tornato prepotentemente al centro dell’attenzione dopo una nuova segnalazione pubblicata online martedì 13 gennaio, che racconta un episodio ben più grave di un semplice sobbalzo sull’asfalto.

Una cittadina ha denunciato la presenza di vere e proprie "voragini" in via Asiago, segnalando che nei giorni scorsi una donna è caduta a terra, rendendo necessario l’intervento dell’ambulanza. Non solo. Nello stesso tratto di strada, scrive la residente, le auto continuano a rovinarsi, a conferma di una situazione di degrado che non può più essere liquidata come episodica. «A Gassino sono diverse le strade in questo stato», aggiunge, riconoscendo al tempo stesso che «il sindaco è molto attento a queste problematiche», ma auspicando interventi più rapidi e risolutivi.

Via Asiago non è un caso isolato. Da settimane, soprattutto dopo il periodo natalizio segnato da piogge persistenti e gelate, le segnalazioni si moltiplicano. Sui social – diventati ormai una sorta di sportello informale delle lamentele cittadine – si parla di crateri, cedimenti improvvisi, asfalto che salta sotto il peso delle auto. Episodi che riportano alla memoria quanto accaduto in via Foratella, all’altezza del cimitero, dove un automobilista aveva raccontato di aver rischiato seriamente di perdere una ruota finendo in una buca profonda al buio, con conseguenze anche sullo sterzo del veicolo.

In quel caso, come in altri, la percezione diffusa è stata quella di un pericolo sottovalutato fino a quando non si trasforma in incidente sfiorato o, come ora, in caduta di una persona. È questo il punto di svolta che rende il problema delle buche non più solo una questione di decoro urbano o di manutenzione ordinaria, ma di sicurezza pubblica.

Sul fronte amministrativo, qualcosa si è mosso. A fine dicembre, con la determina n. 814 del 31 dicembre 2025, il Comune ha stanziato circa 40mila euro per interventi urgenti di asfaltatura e colmatura delle buche più pericolose. Un atto formale che prevede lavori su diversi tratti del territorio, da corso Italia a via Ozanam, da via San Francesco d’Assisi a strada Bussolino Alto, fino alla strada Gassino–Bardassano. In alcuni casi non si tratterà di semplici rattoppi, ma di scarifica dell’asfalto, sistemazione del sottofondo e posa di nuovo manto bituminoso.

È un passo avanti, ma è altrettanto evidente che questi interventi rispondono all’emergenza, non risolvendo il problema alla radice. Le risorse stanziate consentono di mettere in sicurezza alcuni tratti, non di affrontare in modo strutturale una rete stradale che in molti punti mostra i segni di anni di manutenzioni parziali, scavi ripetuti per i sottoservizi e ripristini spesso provvisori.

Le opposizioni lo ripetono da tempo: non basta intervenire quando la buca diventa voragine. Serve una programmazione più ampia, un piano pluriennale di manutenzione che superi la logica dell’urgenza continua. Una critica che torna ciclicamente anche nei Consigli comunali, dove viene riconosciuto che qualche lavoro è stato avviato, ma si sottolinea come le buche continuino a riaprirsi, spesso nello stesso punto, dopo poche settimane.

C’è poi il tema delle transenne, diventate in più casi una presenza fissa. Segnalano il pericolo, ma restano sul posto a lungo, alimentando l’idea di interventi annunciati e mai completati. Un’immagine che pesa sulla percezione dell’efficacia amministrativa, soprattutto quando le segnalazioni riguardano strade molto frequentate o zone sensibili come quelle vicine a servizi pubblici e luoghi di passaggio quotidiano.

Il caso di via Asiago, con una persona finita a terra e un’ambulanza intervenuta, segna però un salto di qualità nel dibattito. Perché quando il dissesto stradale provoca un infortunio, non si parla più solo di disagi, ma di responsabilità e prevenzione. È un campanello d’allarme che rende ancora più urgente trasformare gli stanziamenti straordinari in una strategia duratura.

A Gassino, oggi, la situazione è questa: alcuni interventi sono stati programmati, altri verranno eseguiti nelle prossime settimane; molte strade restano critiche; le segnalazioni continuano ad arrivare, e la distanza tra ciò che è stato fatto e ciò che servirebbe fare resta ampia. Finché il tema delle buche continuerà a emergere solo dopo una caduta, un’auto danneggiata o un incidente evitato per caso, la sensazione sarà quella di rincorrere i problemi, anziché governarli.

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