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13 Gennaio 2026 - 11:25
Canili, nuove regole dal 2026: standard più severi sul benessere animale
Dal 1° gennaio 2026 entra ufficialmente in vigore il nuovo manuale gestionale sugli standard di benessere per i canili italiani, un documento atteso che dà attuazione alla normativa di sanità animale prevista dal Decreto ministeriale del 14 febbraio 2025. Si tratta di un intervento che interessa sia i canili sanitari sia i canili rifugio, introducendo criteri più stringenti nella gestione delle strutture che ospitano migliaia di cani in tutta Italia. Un cambiamento che l’OIPA – Organizzazione Internazionale Protezione Animali accoglie con interesse, pur evidenziando come molte delle criticità storiche del sistema restino ancora aperte.
Il nuovo manuale rappresenta un tassello importante nel tentativo di uniformare le pratiche gestionali su scala nazionale, rafforzando aspetti fondamentali come la tracciabilità degli animali, la formazione del personale e la definizione delle responsabilità all’interno delle strutture. Secondo l’OIPA, si tratta senza dubbio di un passo avanti, ma non sufficiente a garantire, da solo, un reale cambiamento delle condizioni di vita degli animali ospitati.
A chiarire la posizione dell’associazione è il presidente Massimo Comparotto, che non nasconde una valutazione articolata del provvedimento: «Sicuramente un passo avanti importante per garantire tracciabilità e formazione del personale, ma c’è ancora molto da fare per risolvere le problematiche che interessano i canili italiani, spesso sovraffollati e gestiti in maniera non adeguata alle necessità degli animali che ospitano». Parole che richiamano una realtà nota a chi opera nel settore: strutture sovraccariche, permanenze che si protraggono per anni e una gestione non sempre allineata ai reali bisogni etologici dei cani.
Uno degli aspetti centrali evidenziati dall’OIPA riguarda proprio la necessità che ogni canile disponga di procedure chiare e formalizzate per la formazione del personale. Chi si prende cura degli animali deve essere adeguatamente preparato, non solo dal punto di vista sanitario, ma anche comportamentale e gestionale. La definizione delle responsabilità è altrettanto cruciale: sapere chi fa cosa, e con quali competenze, è un presupposto essenziale per garantire standard minimi di benessere.

Accanto alla formazione, però, c’è un tema che resta irrisolto e che incide in modo diretto sulla qualità della vita degli animali: quello degli spazi. Per assicurare un reale benessere, sottolinea l’OIPA, è indispensabile garantire metrature adeguate, possibilità di movimentazione, arricchimento ambientale e occasioni di socializzazione, elementi fondamentali per evitare stress, comportamenti stereotipati e problemi di salute. Su questo fronte, il nuovo manuale mostra un limite strutturale.
Il documento, infatti, non introduce prescrizioni nazionali specifiche sulle metrature, rimandando di fatto alle Regioni e ai Comuni – che già detengono questa competenza – la possibilità di stabilire gli spazi minimi a disposizione per gli animali ospitati. Una scelta che, secondo l’OIPA, rischia di mantenere una forte disomogeneità sul territorio nazionale, con standard molto diversi da zona a zona e, in alcuni casi, insufficienti a garantire condizioni dignitose.
L’associazione sottolinea come i canili dovrebbero essere luoghi di transito e non di detenzione a vita. Un principio spesso disatteso, soprattutto nei contesti in cui il sovraffollamento cronico e la carenza di adozioni trasformano i rifugi in strutture di permanenza a lungo termine. In questi casi, l’assenza di spazi adeguati e di programmi strutturati di uscita dalle gabbie incide pesantemente sul benessere psicofisico dei cani.
Da qui l’appello dell’OIPA alle Autorità competenti, affinché il nuovo manuale non resti un documento formale, ma venga accompagnato da controlli rigorosi e costanti su tutto il territorio nazionale. Senza verifiche puntuali, il rischio è che le nuove regole rimangano sulla carta, senza produrre effetti concreti nella vita quotidiana degli animali.
L’organizzazione ribadisce inoltre la propria disponibilità a collaborare con le istituzioni, mettendo a disposizione competenze ed esperienza maturate sul campo. L’obiettivo dichiarato è promuovere una cultura del benessere animale che non si limiti al rispetto minimo delle norme, ma che si traduca in risultati tangibili, misurabili nella qualità della vita degli animali ospitati e nella riduzione dei tempi di permanenza in canile.
Il nuovo manuale gestionale rappresenta dunque un punto di partenza, non un traguardo. Segna un cambio di passo nella regolamentazione dei canili italiani, ma lascia aperti nodi strutturali che richiedono scelte politiche, risorse economiche e un coordinamento più efficace tra livelli istituzionali. Per l’OIPA, la sfida dei prossimi anni sarà proprio questa: trasformare le norme in prassi quotidiane e fare dei canili luoghi realmente orientati al benessere animale, alla rieducazione e all’adozione, superando definitivamente la logica dell’emergenza permanente.
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