Cerca

Sanità

Azienda Zero, tutto va benissimo. Così bene che arriva un commissario

Si dice che Adriano Leli sia in uscita, che Massimo D’Angelo possa arrivare e che il Tar del 16 gennaio non sia proprio un dettaglio. Ma sono solo voci. Naturalmente

Azienda Zero, tutto va benissimo. Così bene che arriva un commissario

Massimo D’Angelo e Adriano Leli

Si dice che nei corridoi della sanità piemontese, quelli dove l’eco amplifica le indiscrezioni più delle conferenze stampa, ultimamente non si parli d’altro che di Azienda Sanitaria Zero. Non per i successi, ovviamente. Per i movimenti. Perché quando una poltrona scricchiola, il rumore arriva lontano.

Secondo queste voci – che nessuno conferma ma nemmeno smentisce – Adriano Leli potrebbe non essere più così saldo al timone. Succeduto a Carlo Picco nel 2023, Leli avrebbe dovuto dare ritmo, metodo e risultati. Invece, raccontano i soliti maligni, il cronometro si sarebbe fermato spesso, gli obiettivi avrebbero preferito il rinvio e alcuni annunci sarebbero rimasti appesi come poster motivazionali negli uffici: belli da vedere, ma poco utili.

C’è poi chi ricorda, sempre con aria innocente, che Leli arriva dal mondo di SCR, che è rientrato in Piemonte dopo una parentesi in Emilia-Romagna e che non avrebbe mai diretto prima una vera azienda sanitaria. Un dettaglio? Forse. Ma quando ti affidi alla cabina di regia della sanità regionale, qualcuno sostiene che l’esperienza sul campo non guasti.

A rendere il tutto ancora più curioso sarebbe il calendario. Perché, guarda caso, proprio ora si parlerebbe di una possibile rimozione. Proprio mentre il 16 gennaio il Tar dovrebbe pronunciarsi sul ricorso relativo alla gara del nuovo CUP, quella gestita da Azienda Zero. Coincidenze, naturalmente. Anche perché in Regione le coincidenze non sono mai tali, sono solo “congiunture astrali” non sempre "favorevoli"

ff

Federico Riboldi, assessore regionale alla sanità dei Fratelli d'Italia

E qui entra in scena Federico Riboldi, assessore regionale alla Sanità, punta di diamante dei Fratelli d'Italia piemontesi. Secondo i bene informati – avrebbe deciso che è tempo di cambiare aria. E quando si cambia aria, si aprono le finestre. O si cambiano i dirigenti.

Il nome che circolerebbe con maggiore insistenza sarebbe quello di Massimo D’Angelo, attuale direttore sanitario ad interim dell’Asl di Alessandria e direttore del distretto sanitario di Casale Monferrato. Casale Monferrato, sì, proprio quella. La città di cui Riboldi è stato sindaco. Una coincidenza così perfetta che qualcuno, con un filo di perfidia, la definisce una super coincidenza degna della Super Azienda.

Il curriculum di D’Angelo, raccontano, sarebbe più che rispettabile. Esperienza, ruoli di peso, un passato nella sanità umbra. Insomma, uno che il mestiere lo conosce. Peccato solo per un dettaglio che rischia di rovinare la poesia: non risulterebbe nell’elenco degli idonei del Piemonte. Traduzione per i non addetti ai lavori: direttore non può farlo.

Niente paura. Perché nella sanità piemontese, quando una porta è chiusa, si apre sempre una finestra (quella di cui sopra per l'appunto). E la finestra, in questo caso, si chiamerebbe commissariamento. Una parola che di solito si usa quando le cose vanno malissimo, ma che qui – assicurano – servirebbe solo a “traghettare”. Traghettare cosa, e soprattutto verso dove, non è dato saperlo. Anche perché, fino a ieri, andava tutto bene.

Ed è qui che l’ironia diventa inevitabile. Perché se davvero arrivasse un commissario, qualcuno si chiederà quale sarebbe la motivazione ufficiale. Crisi? No. Emergenza? Neppure. Fallimento? Giammai. E allora?

E ancora non basta. Le stesse voci raccontano che per Leli non sarebbe prevista alcuna uscita di scena drammatica. Anzi, si parlerebbe di un possibile nuovo incarico alla guida della nuova azienda Regina Margherita–Sant’Anna costruita intorno a Franca Fagioli, direttrice del Dipartimento di patologia e cura del bambino. Più che un incarico, si tratterebbe di una prova di resistenza considerando che Fagioli non è quel che si ice una "comparsa".

Peraltro per il Sant'Anna Regina Margherita ci sono altri "papabili".

Sulla nuova azienda avrebbe posato gli occhi Franco Ripa, uno dei vice di Antonino Sottile alla direzione regionale. Un incarico del genere gli consentirebbe di andare oltre i limiti di età previsti per i dirigenti regionali. E poi c’è Giovanni Messori Ioli, ex commissario del Regina Margherita (quando Sant’Anna era ancora fuori dalla porta), che avrebbe lasciato l’incarico per diventare primario all’Asl TO5 dopo aver gestito una situazione definita, dai più gentili, “impegnativa”.

Insomma, sono solo voci, sia chiaro. Chiacchiere da corridoio. Ricostruzioni fantasiose. Ma tutte sembrano andare nella stessa direzione: Azienda Zero starebbe per essere commissariata senza che nessuno abbia il coraggio di dire perché.

E forse, alla fine, l’unica vera certezza è questa: quando ti dicono che va tutto benissimo e poi arriva un commissario, qualcosa – molto probabilmente – benissimo non andava affatto. Ma anche questa, naturalmente, è solo un’ipotesi o una super ipotesi.

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori