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10 Gennaio 2026 - 15:25
Una delegazione regionale all’incontro con Leone XIV
C’era anche il Piemonte, con i suoi volontari e la sua organizzazione, nell’Aula Paolo VI in Vaticano, dove questa mattina Papa Leone XIV ha incontrato migliaia di uomini e donne della Protezione civile provenienti da tutta Italia. Un’udienza speciale, inserita nel percorso di chiusura del Giubileo 2025, pensata per ringraziare chi, lontano dai riflettori, ha garantito accoglienza, assistenza e supporto durante uno degli eventi più complessi e partecipati degli ultimi anni.
La delegazione piemontese era composta da 11 volontari, in rappresentanza degli otto coordinamenti regionali della Protezione civile, affiancati da un rappresentante dell’Associazione Nazionale Carabinieri e da un funzionario della Regione Piemonte. Una presenza numericamente contenuta, ma simbolicamente significativa, che ha portato idealmente con sé l’impegno di un sistema che, in Piemonte, è chiamato con regolarità a intervenire tanto nelle grandi emergenze quanto nella gestione di eventi di massa.
L’incontro con il Pontefice è stato dedicato proprio a questo: riconoscere il lavoro silenzioso di chi, nel corso del Giubileo e in molte altre occasioni, ha garantito ordine, sicurezza, orientamento e assistenza ai pellegrini e alla popolazione. Un servizio che non si esaurisce nelle situazioni straordinarie, ma che si costruisce nel tempo, attraverso formazione, coordinamento e disponibilità continua.
A sottolineare il valore di questa presenza sono stati il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e l’assessore regionale alla Protezione civile, Marco Gabusi, che hanno rimarcato il ruolo costante svolto dal sistema piemontese. «È stata un'altra occasione di orgoglio per la nostra Protezione civile, che non manca mai di essere presente ogni volta in cui è necessario affrontare un'emergenza o partecipare alla gestione di un grande evento», hanno dichiarato, richiamando una tradizione di intervento che va ben oltre i confini regionali.
Nel loro intervento, Cirio e Gabusi hanno ricordato come i volontari piemontesi siano stati più volte impegnati in operazioni di soccorso anche lontano da casa. «Tante volte i nostri volontari e i nostri operatori sono andati in soccorso di chi era in difficoltà ovunque nel mondo ci fosse bisogno, mettendo in pratica quello che è il concetto più alto di fratellanza e di dono, mettendo al servizio la propria professionalità e il proprio tempo», hanno aggiunto, sintetizzando lo spirito che anima un sistema fondato sulla gratuità e sulla competenza.
L’udienza in Vaticano ha rappresentato così non solo un momento di riconoscimento istituzionale, ma anche un passaggio simbolico di grande forza. La Protezione civile, spesso chiamata a operare in condizioni estreme, tra calamità naturali, emergenze sanitarie e grandi afflussi di persone, si è ritrovata al centro di un momento collettivo di ringraziamento, che ha messo al centro il valore umano prima ancora che operativo del volontariato.
Per il Piemonte, la partecipazione all’udienza con il Papa chiude idealmente un ciclo legato al Giubileo, ma al tempo stesso ribadisce una certezza: il sistema regionale della Protezione civile resta una colonna portante nella gestione delle emergenze e dei grandi eventi, pronto a intervenire ogni volta che la situazione lo richiede, con discrezione, professionalità e spirito di servizio.



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