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Ex Vigel di Borgaro Torinese: durante la demolizione spunta amianto nascosto nei muri

Durante la demolizione della palazzina di viale Martiri della Libertà è emersa una condotta in cemento-amianto mai censita

Ex Vigel di Borgaro Torinese: durante la demolizione spunta amianto nascosto nei muri

Foto d'archivio

Durante i lavori di demolizione della palazzina per uffici di viale Martiri della Libertà, a Borgaro Torinese, è emerso amianto che non era mai stato individuato prima. Non nei pavimenti, non nelle colle, non negli elementi già censiti e bonificati. Ma dentro i muri.

La scoperta è avvenuta quando l’intervento era ormai pronto a entrare nella fase finale: una condotta verticale in cemento-amianto, nascosta all’interno di una muratura, occultata da materiali isolanti e quindi invisibile alle indagini preliminari, è venuta alla luce solo con l’avvio delle lavorazioni distruttive. Un rinvenimento definito dagli uffici comunali “imprevisto e imprevedibile”, tanto da richiedere una modifica formale del contratto di appalto.

La palazzina in demolizione è quella che sorge in posizione marginale rispetto all’area dell’ex opificio Vigel, dove l’amministrazione guidata dal sindaco Claudio Gambino ha in programma la realizzazione della futura Casa della Salute, finanziata con fondi PNRR. Proprio per liberare spazio e ridefinire l’assetto dell’area, la Giunta aveva deciso di non procedere con la manutenzione dell’edificio e di abbatterlo, affidando i lavori alla ditta Perino Piero S.r.l. per un importo iniziale di 94.150 euro oltre IVA.

Prima dell’avvio della demolizione vera e propria, il Comune aveva già eseguito una prima bonifica dell’amianto noto, con piano di lavoro approvato dall’Asl TO4. Pavimentazioni viniliche, colle e uno scolo murario erano stati rimossi regolarmente. Poi, però, il cantiere ha restituito una realtà diversa da quella mappata: una condotta in cemento contenente fibre di amianto, rimasta nascosta per decenni dentro la struttura.

L'ex Vigel di Borgaro Torinese

A quel punto i lavori si sono fermati. L’amianto non consente scorciatoie: serve una bonifica specifica, con procedure dedicate e autorizzazioni sanitarie. La stessa ditta incaricata della demolizione ha presentato un preventivo aggiuntivo da 10.780 euro, che con IVA porta la spesa a 11.858 euro. Una cifra che il Comune ha deciso di approvare, modificando il contratto in essere senza indire una nuova gara, come consente il Codice degli appalti in caso di rinvenimenti non prevedibili.

Il risultato è un aumento del costo complessivo dell’intervento, che sale a 104.930 euro netti, interamente a carico del capitolo di manutenzione straordinaria degli immobili comunali. Il CIG resta lo stesso, le condizioni contrattuali non cambiano, ma il cantiere dovrà ora affrontare una fase delicata e obbligata: rimuovere in sicurezza ciò che non si sapeva ci fosse.

È l’ennesima dimostrazione di quanto la rigenerazione urbana, soprattutto quando passa da edifici costruiti nel secondo dopoguerra, proceda spesso a colpi di imprevisti. E di come, sotto il cemento che si credeva già “bonificato”, possano nascondersi problemi rimandati di decenni, che riaffiorano solo quando qualcuno decide davvero di mettere mano al passato.

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