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Genitori di un bambino di 4 anni denunciano: "Nostro figlio con un frammento di una noce nell'occhio mandato via dal Pronto Soccorso di Chivasso"

La lettera firmata dei genitori racconta un accesso senza visita, senza ispezione e senza presa in carico. Il problema risolto all'ospedale Maria Vittoria a Torino

Genitori di un bambino di 4 anni denunciano: "Nostro figlio con un frammento di una noce nell'occhio mandato via dal Pronto Soccorso di Chivasso"

Genitori di un bambino di 4 anni denunciano: "Nostro figlio con un frammento di una noce nell'occhio mandato via dal Pronto Soccorso di Chivasso"

Al Pronto soccorso di Chivasso un bambino di quattro anni viene mandato via senza visita, senza registrazione e senza che nessuno verifichi cosa abbia realmente nell’occhio. A denunciarlo sono i genitori, Andrea Yuri Caliendo e Jessica Congiu, che hanno deciso di mettere tutto nero su bianco e rendere pubblica una vicenda che definiscono senza mezzi termini «di gravità inaudita».

«Scrivo per denunciare un episodio di gravità inaudita verificatosi ieri sera presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Chivasso, che ha visto coinvolto mio figlio di soli 4 anni», scrivono.

Il fatto nasce da un incidente domestico tanto comune quanto potenzialmente pericoloso, avvenuto ieri sera, giovedì 8 gennaio: «A seguito di un banale incidente domestico, un frammento del guscio di una noce è finito sotto la palpebra del bambino».

Il piccolo avverte dolore e fastidio, e i genitori temono una lesione alla cornea. La scelta è immediata: «Preoccupati per il dolore e il rischio di lesioni alla cornea, ci siamo recati immediatamente al pronto soccorso di Chivasso».

Il post su facebook con la denuncia dei genitori

È qui che, secondo il loro racconto, la catena dell’assistenza si spezza. «L’accoglienza al triage è stata a dir poco sconcertante». Il bambino non viene visitato da un medico. Nessuna ispezione, nessuna valutazione clinica.

«Non solo il bambino non è stato visitato da un medico, ma il personale ci ha liquidati sostenendo di non avere gli strumenti adatti per intervenire».

A questo si aggiunge un altro elemento che pesa: «Non siamo stati nemmeno registrati».

Un accesso al pronto soccorso che, di fatto, non risulta.

Le indicazioni ricevute lasciano i genitori increduli. «Ci è stato comunicato che né l’Ospedale Oftalmico né il Regina Margherita di Torino ci avrebbero accolto a quell’ora, consigliandoci semplicemente di tornare a casa e attendere il mattino successivo per recarci a Torino». Un rinvio che per loro è inaccettabile. «È ammissibile che un genitore debba sentirsi dire di lasciare un bambino di 4 anni con un corpo estraneo nell’occhio per un’intera notte?».

C’è un dettaglio che rende il quadro ancora più grave. «Non avendolo neanche guardato, poteva anche essere con la parte dura della noce».

Nessuno, spiegano, ha verificato se il frammento fosse superficiale o incastrato, se stesse già causando una lesione, se la situazione richiedesse un intervento immediato.

«È possibile che in una struttura pubblica non ci sia stata nemmeno la volontà di effettuare una prima ispezione visiva per escludere complicazioni immediate o provare a lenire il fastidio?».

La famiglia, ovviamente, decide di non aspettare il mattino. Poco dopo riparte da Chivasso e si dirige al Maria Vittoria di Torino. Qui il copione cambia completamente. Il bambino viene visto subito, senza attese. «Siamo andati in chirurgia, una dottoressa ci ha messo trenta secondi». Con un cotton-fioc, il frammento viene rimosso, il problema risolto.

Il confronto tra le due esperienze è tutto nelle parole dei genitori. Da una parte un pronto soccorso che non visita, non registra e non valuta. Dall’altra una struttura che guarda, interviene e risolve in pochi istanti. «Siamo stati mandati via senza una visita, senza una rassicurazione e con la sensazione di essere stati abbandonati dal sistema sanitario nel momento del bisogno».

La loro decisione di rendere pubblica la storia nasce da qui. «Trovo gravissimo che la cortesia e l’assistenza minima siano venute a mancare proprio nei confronti di un paziente così piccolo». E ancora: «Ritengo doveroso rendere pubblica questa storia affinché non accada ad altri e affinché chi di dovere rifletta sulla gestione delle emergenze pediatriche sul nostro territorio».

Dall'Asl To 4 fanno sapere di aver rispettato le procedure. Secondo quanto riferito dall’ASL TO4, "l’infermiere di triage ha contattato il reparto di Pediatria, dal quale è stato comunicato che in quel momento non era presente uno specialista. Sempre la Pediatria ha consigliato di rivolgersi al Pronto soccorso oftalmico, che però chiudeva alle ore 21. A quel punto è stato indicato come alternativa il Pronto soccorso dell’Ospedale Regina Margherita di Torino".

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