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Prelievi sospesi per il freddo mentre la sanità cambia pelle: a Caluso il cantiere della riforma inciampa sul riscaldamento

Servizi sospesi solo per poche ore, lavori in corso e riorganizzazione sanitaria nel pieno della trasformazione voluta dal piano regionale

Prelievi sospesi

Prelievi sospesi per il freddo mentre la sanità cambia pelle: a Caluso il cantiere della riforma inciampa sul riscaldamento

È durata una sola giornata, ma ha fatto rumore, la sospensione del servizio prelievi del sangue e degli esami cardiologici nel poliambulatorio di Caluso, avvenuta mercoledì scorso in concomitanza con una fase delicata di trasformazione dell’ex ospedale di via Roma. Una coincidenza che ha acceso l’attenzione dei cittadini proprio mentre l’edificio è interessato da un profondo intervento di riqualificazione destinato a farne una delle undici Case di Comunità previste sul territorio dell’Asl To4 di Ivrea, secondo il piano sanitario regionale.

La causa dello stop non è stata legata ai lavori in corso, ma a un guasto all’impianto di riscaldamento che ha interessato una porzione del secondo piano della struttura. È qui che si trovano, oltre agli ambulatori dei medici di famiglia, anche le due sale dedicate ai prelievi, gestite dal personale infermieristico. Le temperature scese sotto i livelli minimi di sicurezza hanno reso impossibile garantire il servizio, costringendo le infermiere a interrompere l’attività e ad avvisare l’utenza con un cartello affisso alla porta.

Un disagio improvviso, ma circoscritto. I tecnici sono intervenuti in tempi rapidi e il guasto è stato risolto, consentendo la ripresa regolare dei servizi già nella giornata di giovedì 8 gennaio. Un episodio che, pur limitato nel tempo, ha evidenziato quanto la fase di transizione in corso richieda una gestione attenta per evitare ricadute sull’assistenza quotidiana.

Nel frattempo, il cronoprogramma dei lavori procede. Il primo piano dell’edificio resta chiuso perché interessato dagli interventi strutturali, mentre al secondo piano sono stati trasferiti nella nuova ala i laboratori per le visite specialistiche. Una riorganizzazione pensata per garantire continuità ai servizi durante i lavori, riducendo al minimo le interferenze con l’attività sanitaria.

Nei prossimi passaggi è prevista la realizzazione di un Punto unico di accesso (Pua), destinato a diventare il riferimento per l’orientamento dei cittadini all’interno del sistema sanitario territoriale. Qui verranno temporaneamente trasferiti anche i servizi del Cup, attualmente collocati al piano terreno, in attesa della sistemazione definitiva. Accanto a questo snodo centrale, saranno attivati sportelli di presa in carico per le patologie croniche, uno degli elementi chiave del nuovo modello di assistenza.

Nonostante il cantiere, il poliambulatorio di Caluso continua a garantire un’ampia gamma di servizi specialistici. Restano operativi gli ambulatori di dermatologia, diabetologia, cardiologia, otorinolaringoiatria, ostetricia e ginecologia, neurologia, reumatologia e psicologia, oltre al servizio di dialisi, che nei mesi scorsi aveva subito una riduzione ma continua a rappresentare un presidio fondamentale per il territorio.

Sul fronte della medicina di base, oggi operano nove medici di famiglia, affiancati da due pediatri e due servizi di segreteria. La presenza dei medici è organizzata dal lunedì al venerdì, con una copertura estesa che va dalle 9 del mattino alle 19, garantendo di fatto assistenza per l’intero arco della giornata.

Il progetto di Caluso si inserisce in un disegno più ampio. Sul territorio dell’Asl To4 sono previste 11 Case di Comunità, strutture pensate per ospitare équipe multiprofessionali composte da medici di medicina generale, specialisti, infermieri di comunità, professionisti della salute e assistenti sociali. A queste si affiancheranno tre Ospedali di Comunità, dedicati ai ricoveri brevi di pazienti che necessitano cure a bassa intensità clinica, in una zona intermedia tra l’assistenza territoriale e l’ospedale tradizionale.

A coordinare il sistema saranno cinque Centrali operative territoriali, chiamate a svolgere un ruolo strategico nel raccordo tra servizi sanitari, sociosanitari, ospedalieri e rete dell’emergenza-urgenza. Un modello che punta a una presa in carico più integrata del cittadino-paziente, riducendo frammentazioni e passaggi inutili.

L’episodio del guasto a Caluso resta quindi una parentesi, ma anche un promemoria concreto: la riforma della sanità territoriale passa attraverso cantieri, trasferimenti e inevitabili imprevisti. La sfida, ora, è far sì che il cambiamento strutturale non si traduca in disagi per chi, ogni giorno, varca la soglia di un ambulatorio.

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