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09 Gennaio 2026 - 09:39
La bolletta entra nel bidone: in Canavese i rifiuti si pagano uno svuotamento alla volta
Con l’inizio del 2026 a San Carlo entra ufficialmente in funzione la Tarip, la tariffazione puntuale del servizio di raccolta rifiuti. Un cambiamento profondo nel modo di calcolare la tassa, già sperimentato in altri Comuni del Ciriacese, che lega il costo finale non più solo alla superficie dell’abitazione o al numero dei componenti, ma alla quantità di rifiuti effettivamente prodotti da ogni utenza.
Il nuovo sistema si fonda su un principio semplice: a ogni abitazione è associato un bidone dotato di microchip, che registra il numero degli svuotamenti del rifiuto indifferenziato. Più si espone il contenitore, più aumenta il costo. Meno si produce, più si risparmia. Un meccanismo che punta a responsabilizzare i cittadini, ma che richiede attenzione e un cambio di abitudini non sempre immediato.
Nei mesi scorsi l’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Ugo Papurello ha avviato una serie di incontri informativi nelle borgate, per spiegare il funzionamento della Tarip e chiarire i dubbi più frequenti. Il messaggio è chiaro: separare correttamente le diverse frazioni di rifiuto è fondamentale, così come esporre il bidone dell’indifferenziato solo quando è pieno. Ogni svuotamento viene infatti conteggiato e incide direttamente sulla bolletta.
Il rischio, per chi utilizza il contenitore in modo improprio, è quello di vedere il costo finale aumentare sensibilmente. Esporre il bidone mezzo vuoto significa pagare uno svuotamento in più, così come lasciare rifiuti che fuoriescono dal cassonetto comporta una doppia penalizzazione: da un lato la possibilità di una sanzione, dall’altro il conteggio di due sversamenti. Per questo viene consigliato di dotarsi di un cassonetto adeguato alle esigenze del proprio nucleo familiare, evitando dimensioni sproporzionate o, al contrario, insufficienti.

Nei condomini sono previsti contenitori dedicati, mentre il sistema continua a premiare chi già pratica una raccolta differenziata accurata. In particolare, viene incentivato il compostaggio domestico, che consente di ridurre ulteriormente i costi per chi non usufruisce del servizio di raccolta dell’organico. Una scelta che ha anche un impatto ambientale diretto, riducendo la quantità di rifiuti non riciclabili e migliorando l’efficienza complessiva del servizio.
La Tarip nasce infatti con un duplice obiettivo: tutelare l’ambiente e contenere le spese. Ridurre il rifiuto secco significa abbattere i costi di smaltimento e migliorare la qualità della differenziata, in linea con le politiche europee sull’economia circolare. Non a caso il modello viene progressivamente esteso: oltre a San Carlo, dal 2026 la tariffazione puntuale entrerà in vigore anche a Fiano, Front e Cafasse, ampliando il numero delle utenze coinvolte.
Per chi non avesse ancora ricevuto il bidone con microchip, il riferimento resta il Cisa, che gestisce il servizio sul territorio. Il consorzio fornisce anche contenitori specifici per pannolini dei bambini e pannoloni per anziani, il cui svuotamento non rientra nel calcolo tariffario, evitando così penalizzazioni per le famiglie con esigenze particolari.
Il calendario dei passaggi rimane invariato, ma la vera novità è tutta nel gesto quotidiano di portare fuori il bidone. Un’azione che da abitudine automatica diventa scelta consapevole, perché da quel semplice movimento dipende ora il costo finale della bolletta. La Tarip non è solo una nuova tariffa, ma un banco di prova sul rapporto tra cittadini, servizi e responsabilità ambientale.
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