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08 Gennaio 2026 - 18:01
A sollevare il trofeo Under 13 sono stati i ragazzi dell’Olimpia Milano
Si è chiusa con la vittoria dell’Olimpia Milano l’edizione 2026 de “La Befana gioca a Basket”, uno degli appuntamenti sportivi di inizio anno più importanti e longevi del Canavese. Un torneo che, a distanza di trentadue anni dalla prima edizione, continua a crescere, a rinnovarsi e a richiamare sul territorio alcune delle migliori realtà del basket giovanile italiano, trasformando tra il 3 e il 6 gennaio Nole, Ciriè e Lanzo in un’unica grande palestra diffusa.
A sollevare il trofeo Under 13 sono stati i ragazzi dell’Olimpia Milano, che hanno chiuso il loro percorso superando una concorrenza ampia e qualificata, composta da sedici squadre provenienti da tutta Italia. In finale, a contendere il titolo, la Virtus Bologna, seconda classificata, premiata dall’assessore all’Istruzione della Città di Ciriè Andrea Sala, a testimonianza del forte legame tra il torneo e le istituzioni locali.

Ma come ogni anno, il valore della manifestazione non si misura soltanto con il risultato del campo. “La Befana gioca a Basket” è diventata nel tempo un evento identitario, capace di mettere insieme sport, famiglie, volontariato, memoria e territorio. Un appuntamento che per quattro giorni ha riempito palazzetti, spalti e aree comuni, con centinaia di ragazzi, genitori e appassionati arrivati da Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Trentino-Alto Adige.
Il torneo, organizzato dalla PNC Basket – Pallacanestro Nole Ciriè, ha confermato ancora una volta la propria struttura consolidata. In campo si sono affrontate, oltre alla squadra di casa, Area Pro Piossasco, Arona Basket, Basket Torino, Bea Chieri, Collegno Basket, Dolomiti Energia Trento Academy, Don Bosco Crocetta Torino, Gators Savigliano, Kolbe Torino, Petrarca Padova, Reyer Venezia, Torino Nord Academy, Aurora Desio, Virtus Bologna e Olimpia Milano. Un elenco che, da solo, racconta il livello tecnico e il prestigio ormai riconosciuto alla manifestazione.
La formula, ormai rodata, ha permesso a ogni squadra di vivere più partite e più momenti di confronto, valorizzando non solo la competizione ma anche l’aspetto educativo e formativo. È una delle cifre distintive del torneo: non un semplice concentramento di partite, ma un’esperienza completa, pensata per ragazzi di tredici anni che muovono i primi passi in un contesto nazionale strutturato.
Fondamentale, come sempre, il lavoro dietro le quinte. Accanto alle squadre, hanno reso possibile il torneo sedici giovani arbitri tra i 14 e i 19 anni, affiancati da quattro tutor, e uno staff di circa cinquanta volontari PNC, impegnati per giorni nella gestione logistica, organizzativa e di accoglienza. Una macchina complessa, che funziona grazie a una rete di competenze costruita nel tempo.
L’edizione 2026 ha confermato anche il valore simbolico della manifestazione, che resta Memorial Matteo Bianchi, ex giocatore della Pallacanestro Nole Ciriè scomparso nel 2016 a soli 23 anni. Un ricordo che non è mai formale, ma che accompagna il torneo anno dopo anno, mantenendo vivo un legame profondo tra sport e memoria.
Il programma ha alternato partite e momenti di festa. La cerimonia di apertura, ospitata a Nole, ha visto la presentazione ufficiale delle squadre, la sfilata in campo, la presenza di ospiti e lo spettacolo freestyle dei Dunk Italy, capace di coinvolgere pubblico e atleti. Nel corso dei giorni non sono mancati contest, iniziative collaterali e spazi dedicati al racconto della storia del torneo, con un vero e proprio “museo” fatto di fotografie, articoli e documenti che ripercorrono l’evoluzione della manifestazione dal 1995 a oggi.
Particolarmente apprezzata anche la presenza, per il quarto anno consecutivo, di una tappa del Roadshow Trophy della Coppa Italia di Serie A, ospitata il 6 gennaio prima della cerimonia di premiazione. Un elemento che ha ulteriormente rafforzato il legame tra il grande basket e il movimento giovanile.
Alla base di tutto resta la continuità del progetto PNC. La Pallacanestro Nole Ciriè ha saputo costruire negli anni un torneo che non vive di improvvisazione, ma di programmazione, relazioni e credibilità. Lo dimostra il fatto che società come Olimpia Milano, Virtus Bologna e Reyer Venezia continuino a tornare, riconoscendo nel torneo un’occasione di crescita sportiva e umana per i propri settori giovanili.
Non è un dettaglio, in un’epoca in cui molte manifestazioni faticano a reggere nel tempo. “La Befana gioca a Basket” non solo resiste, ma cresce, mantenendo un equilibrio tra ambizione e radicamento locale. Un torneo che appartiene al territorio, ma che parla un linguaggio nazionale.
Il ringraziamento finale va, come sempre, ai ragazzi in campo, alle famiglie, ai volontari, agli arbitri, e a chi, anno dopo anno, permette che questa manifestazione resti uno dei momenti sportivi più attesi del calendario canavesano. Perché se è vero che a vincere è stata l’Olimpia Milano, è altrettanto vero che il torneo ha confermato una volta di più la vittoria di un’idea: quella di uno sport capace di unire, educare e lasciare segni che durano ben oltre il fischio finale.




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