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07 Gennaio 2026 - 11:46
Cancellazioni e ritardi nei cieli, centinaia di viaggiatori bloccati: cosa sta succedendo e quali diritti possono far valere i passeggeri
Disagi, attese infinite e viaggi interrotti. Anche in queste settimane il trasporto aereo torna a mostrare tutte le sue fragilità, con numerosi voli cancellati o in forte ritardo e centinaia di passeggeri italiani rimasti bloccati tra Sharm El-Sheikh, Socotra e altri aeroporti internazionali. A determinare il caos, secondo le prime ricostruzioni, sono una combinazione di problemi al traffico aereo, guasti tecnici e tensioni internazionali che hanno portato alla sospensione improvvisa di alcuni collegamenti. Un copione che si ripete con frequenza crescente e che, ancora una volta, lascia i viaggiatori soli davanti a informazioni frammentarie e risposte tardive.
A monitorare l’evolversi della situazione è l’associazione Codici, che in questi giorni sta raccogliendo segnalazioni e richieste di assistenza da parte di passeggeri rimasti a terra o costretti a lunghi scali imprevisti. L’obiettivo è duplice: seguire i singoli casi e, soprattutto, ricordare che esistono diritti precisi, sanciti da normative europee e internazionali, che le compagnie aeree sono tenute a rispettare.
Secondo Codici, il quadro che emerge è quello di un settore sempre più esposto a criticità, dove gli imprevisti vengono spesso utilizzati come giustificazione per ridurre o rinviare le tutele dovute ai passeggeri. «Disagi e situazioni caotiche sono sempre più frequenti nel settore del trasporto aereo – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – ed in questi casi è importante ricordare che ci sono dei diritti da far valere. Spesso le compagnie scaricano le responsabilità su imprevisti o altri soggetti, quando invece devono rispettare delle norme, tutelando i passeggeri».
Il punto centrale, sottolinea l’associazione, è la consapevolezza. Troppo spesso chi resta bloccato in aeroporto si rassegna, convinto di non avere alternative, oppure accetta soluzioni parziali proposte dal vettore. «I viaggiatori non devono perdersi d’animo, ma agire tempestivamente per richiedere rimborsi e risarcimenti. Non sono favori, ma forme di indennizzo», ribadisce Giacomelli. Un messaggio che punta a ribaltare la narrazione dominante, secondo cui l’assistenza sarebbe una concessione discrezionale della compagnia.

Ma cosa prevede concretamente la normativa in caso di cancellazione o ritardo del volo? A fare chiarezza è Stefano Gallotta, consulente legale di Codici ed esperto del settore viaggi, che richiama i principi fondamentali del diritto dei passeggeri. «È bene ricordare i diritti dei passeggeri in caso di cancellazione o ritardo del volo», spiega. «In caso di cancellazione del volo, qualsiasi sia il motivo, ad esempio maltempo, cause tecniche, eventi esterni, la compagnia aerea è obbligata a rimborsare il prezzo del biglietto non utilizzato oppure ad offrire una riprotezione sul primo volo utile verso la destinazione finale, secondo le preferenze del passeggero».
Il primo diritto, dunque, è la scelta: rimborso o riprotezione. Una decisione che spetta al viaggiatore e non alla compagnia, anche se nella pratica questo principio viene spesso aggirato o comunicato in modo poco chiaro. Ma non è tutto. «Inoltre, la compagnia deve fornire assistenza concreta ai passeggeri bloccati in aeroporto o nelle vicinanze», prosegue Gallotta. Un’assistenza che non può essere simbolica, ma deve rispondere a criteri di adeguatezza rispetto ai tempi di attesa.
Nel dettaglio, l’assistenza può comprendere pasti e bevande in quantità ragionevole, l’alloggio in hotel se il ritardo o la cancellazione impongono una notte fuori casa, e il trasporto tra aeroporto e struttura alberghiera. Obblighi che restano validi anche quando la causa del disservizio non è direttamente imputabile alla compagnia. È su questo aspetto che si concentra gran parte delle contestazioni, perché molti passeggeri vengono lasciati senza supporto proprio nei casi più complessi.
Diverso è il discorso relativo alla compensazione economica, ovvero l’indennizzo previsto in alcune circostanze. «È importante precisare che non sempre sussiste il diritto alla compensazione economica», chiarisce Gallotta, «nei casi in cui cancellazioni o ritardi derivino da circostanze eccezionali non imputabili al vettore, ad esempio maltempo estremo, chiusure dello spazio aereo, motivi tecnici imprevisti». Tuttavia, ed è un passaggio chiave, «l’obbligo di assistenza e rimborso o riprotezione rimane invariato».
In altre parole, anche quando non spetta l’indennizzo economico, il passeggero non può essere abbandonato. Un principio che assume un peso particolare nei casi segnalati in questi giorni, con persone rimaste bloccate per ore o addirittura giorni in aeroporti lontani da casa, spesso senza informazioni chiare e senza un supporto adeguato.
La situazione internazionale, con tensioni che incidono sulla sicurezza dei voli e sulla gestione degli spazi aerei, rende il contesto ancora più fragile. Ma per Codici questo non può tradursi in una compressione sistematica dei diritti. L’associazione invita quindi i viaggiatori a conservare tutta la documentazione, a richiedere per iscritto le comunicazioni ufficiali della compagnia e a non accettare soluzioni verbali non formalizzate.
Mentre i cieli restano incerti e le cancellazioni continuano a colpire tratte strategiche per il turismo e i viaggi di lavoro, il messaggio che arriva dal mondo dei consumatori è chiaro: informarsi è il primo strumento di tutela. Perché dietro ogni volo cancellato non c’è solo un disagio logistico, ma un sistema di regole che, se applicato correttamente, può fare la differenza tra una disavventura subita e un diritto esercitato.
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